Allegri mica tanto
Giudicare la prestazione, al netto del risultato finale, è un esercizio particolare, al cospetto di un allenatore che ha fatto del “risultatismo” una ragione di carriera. Inter-Napoli, alla terza giornata, non sarebbe stata in nessun caso una sfida decisiva. Vincerla però, ovviamente, avrebbe significato tanto, dopo la sconfitta casalinga con il Como. E il Napoli la stava vincendo, addirittura con due gol di scarto.
Prima di continuare, val la pena prendersi una pausa sullo 0-2 al minuto 52. Il Napoli è sembrato oggettivamente in crescita e questo potrà far ben sperare, tra qualche settimana. Il problema è che poi la partita è finita 3-2 per l’Inter. E nel complesso, la vittoria per i padroni di casa ci può anche stare. Perché i nerazzurri, fermati dalla traversa sulla punizione di Dimarco alla fine del primo tempo, hanno fatto di più nell’ultima mezz’ora. Invece i partenopei sono spariti dal campo, salvo poi ritrovarsi ad avere due occasioni clamorose sul 2-2. Madornali gli errori, prima di Neres, lanciato da De Bruyne. Ma soprattutto di Anguissa, ad un metro dalla porta, con un pallone calciato da Lucca che chiedeva soltanto di essere spinto in fondo al sacco.
È stata una partita dai mille volti, caratterizzata da troppi errori tecnici. In particolare, i partenopei continuano a pagare per scarsa cattiveria nei momenti decisivi. Una squadra poco “allegriana”, in particolare nella fase difensiva. Da questo punto di vista, ci sarà tanto da lavorare. Allegri ha tante attenuanti: il mercato povero, le defezioni di Buongiorno e Marianucci, la scarsa condizione di Badiashile. Il francese ha fatto il suo esordio a San Siro e al primo pallone si è fatto mangiare in testa da Thuram.
Ha vinto l’Inter, che era sotto di due reti al minuto 52. Ha vinto perché il Napoli ha sbagliato troppe cose, sia in attacco che in difesa. Poca cattiveria e troppa approssimazione su tutte le reti subite. Soprattutto, sul primo gol di Lautaro, che ha rimesso in gioco i campioni d’Italia, c’è stata una leggerezza fatale su quel pallone che sembrava destinato sul fondo e che invece Dimarco ha rimesso al centro, beffando Politano.
C’è da dire che anche la difesa di Chivu ci aveva messo del suo sulle reti del Napoli. Il retropassaggio avventato di Barella ha dato il via libera ad Alisson Santos, per il vantaggio poi firmato da Politano. La seconda rete di Hojlund è stata invece favorita dal fatto che gli interisti tutti si erano fermati in attesa di un fallo laterale che non c’è stato, perché nel frattempo si era fermata pure la palla, recuperata da Di Lorenzo per il danese.
Insomma, tanti sbagli da una parte e dall’altra. Il più clamoroso, nonché decisivo, quello di Anguissa, che già nel primo tempo aveva sciupato due ottime opportunità. Al 91’ è arrivata la doppietta di Lautaro che ha condannato i partenopei alla seconda sconfitta consecutiva. Allegri, che per le prossime settimane dovrà rinunciare ad un giocatore importante come McTominay, a fine gara ha ammesso che forse avrebbe dovuto fare dei cambi differenti. Chivu invece ha ottenuto tanto dai sostituti, su tutti Thuram che ha trovato il pareggio dopo aver colpito un palo clamoroso. A testimonianza che il successo dei padroni di casa tutto sommato è anche legittimo, anche se fa tanto male per come è maturato.
Domenico Fabbricatore
