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L’Atalanta raggiunta in vetta, in una giornata da dimenticare in fretta

La sesta giornata di serie A, oltre a consegnarci mille polemiche e molti errori arbitrali, addirittura uno del VAR clamoroso, ci consegna un campionato equilibrato con 8 squadre in 4 punti e con l’Udinese che dopo anni rientra in zona Champions, ma andiamo con ordine

Ha iniziato il Napoli, sabato alle 15, con solo 69 ore di riposo e con 30 gradi di temperatura, e ha faticato più del dovuto per battere uno Spezia in versione all-black e che oltre al calcio giocava a perdi tempo, con il barbuto portiere che nel primo tempo fingeva un infortunio alla coscia per guadagnare qualche minuto e poi sembrava un impiegato pubblico quando doveva rimettere la palla in gioco, perdendo tempo e facendo irritare la gente. Comunque la vittoria degli azzurri è meritata, visto le occasioni sciupate da Raspadori, che poi all’89 indirizza nell’angolino un rasoterra che fa esplodere il Maradona e gli animi in panchina con l’espulsione di Spalletti e di Lorieri, preparatore dei portieri dello Spezia e ottimo portiere degli anni 80. Comunque il momento più emozionante della gara, è in conferenza stampa con Spalletti che attacca il giornalista Auriemma mettendolo alla berlina e sempre Luciano da Certaldo che denuncia ingerenze della società sugli uomini da mettere in campo, complimenti a Lucianone per il suo coraggio, soprattutto perché De Laurentis è permaloso e non poco.

Ha proseguito l’Inter, con solo 71 ore di riposo, che ha piegato un ottimo Torino all’89 minuto grazie a Brosovic e resta attaccata alla zona scudetto, nonostante un gioco latitante, ma l’importante erano i tre punti per non incorrere nella terza sconfitta consecutiva che oltre ad una crisi tecnica avrebbe aperto anche una societaria, visto che i rumors danno i “bauscia” in odore di cambiare padrone.

Il sabato italiano è stato completato dal Milan, che ha sbancato il Marassi per 2 a 1 e si porta in vetta in compagnia del Napoli e dell’Atalanta e domenica attende i partenopei a San Siro, senza il suo miglior giocatore Leao che si è fatto espellere e salterà il big match.

La domenica si è aperta con l’Atalanta che non è andato oltre il pareggio (1 a 1) contro una Cremonese ben messa in campo e che gioca bene. Gli orobici perdono l’occasione di staccare il tandem Napoli e Milan e il vantaggio di non disputare le coppe non è stato sfruttata dalla banda Gasperini.

Nel derby “odiamo entrambi Napoli”, il Bologna del capocannoniere Arnatovic ha piegato 2 a 1 la Fiorentina di Italiano, anche qui il goal del Bologna sembra viziato da un fallo. La Lazio batte 2 a 0 il Verona grazie ai goal di Immobile e Luis Alberto, mentre l’Udinese piega il Sassuolo 1 a 3 e dopo molti anni sente odore di Champions (Beto e Delofeu i trascinatori), infine il Monza ottiene il primo punto fermando in trasferta il Lecce (splendida la rete di Sensi su punizione che viene graziato dall’arbitro per un brutto fallo).

La chiusura della domenica è toccata a Juventus Salernitana, sulla carta non ci doveva essere storia e invece i Campani si portano sullo 0-a 2 con Candreva e Piatek e la Juve ha riacciuffato il pari solo al 91 su rigore di Bonucci, nonostante la ribattuta del portiere ospite. Dopo tre minuti succede di tutto. La Juve segna con Milik che corre sotto la curva a dorso nudo (già ammonito verrà espulso) ma il VAR richiama l’arbitro che annulla per fuorigioco di Bonucci. Scoppia una rissa furibonda e vengono espulsi oltre a Milik anche Fazio, Cuadrado e Allegri. In tutta onestà il goal era regolare, forse il Var è stato ingannato dal fatto che la Juve non indossa la divisa a strisce bianco nera, ma una che definirla orrenda è un complimento.

Chiude la Roma dello special one che batte l’Empoli (forse era giusto un pareggio) in trasferta grazie ai suoi top player Dybala e Abrham e archivia la sconfitta di Udine e l’opaca prova in Europa.

Atleta Magazine istituisce, quest’anno il premio “MI DIVERTO ALLA FERMATA DEL TRAM PIUTTOSTO CHE VEDERE GIOCARE….

La classifica aggiornata vede la Juve con 10 punti, seguita da Inter con 8 e Sampdoria con 6.

Mimmo Bafurno