Valanga azzurra. Nicola sgambetta Sarri
Allarme rosso della protezione civile per il massimo campionato di calcio, uno tsnumai azzurro si sta abbattendo con una forza inaudita travolgendo tutto e tutti al suo passaggio, ha già spazzato via 10 squadre, anche se per esorcizzarla molti dicono che è stata contenuta. Non parliamo di un’onda anomala marina, ma del Napoli che comanda la classifica con 10 vittorie e due pareggi con 5 punti sull’Atalanta di Gasperini er carbonaro e su 7 punti sul Milan guidato da Pioli Stefano da Parma, sconfitto meritatamente a Torino, ma che in conferenza stampa ha detto: COL NAPOLI NON MEVITAVAMO DI PEVDEVE. Domenica prossima il big match Atalanta Napoli.
Gli azzurri al Maradona (onorando il compleanno del più grande di ogni epoca) hanno rifilato una quaterna al Sassuolo, con un super Osimenh che si è portato il pallone a casa dopo la tripletta (ed è capocannoniere con 7 goal ma senza rigore e la metà delle gare giocate) e un Kvaratskhelia autore di un goal stupendo, con stop e tiro a seguire sul lancio di un rinato Mario Rui. Poi in vista della trasferta di martedì a Liverpool (dove si giocheranno il primo posto nel girone e, scusate se è poco) gli azzurri hanno calato il ritmo permettendo al Sassuolo di venire fuori e a Meret di dimostrare di essere un ottimo portiere. A fine gara, naturalmente, Dionisi pur riconoscendo la superiorità del Napoli ha affermato che il Sassuolo meritava qualcosa di più e, incalzato dai telecronisti di DAZN ha posto l’accento sull’espulsione di Laurienté per doppia ammonizione a sei minuti dal termine e sul 4 a 0 per i partenopei, dimenticando un rigore non dato al Napoli per un fallo di mano che lo ha visto anche Bergoglio in Vaticano e confermato dal commentatore arbitrale di DAZN, Marelli (contro la sua volontà).
Colpo grosso della Salernitana che espugna l’Olimpico e affonda la fregata di Maurizio Sarri (parlare di corazzata mi sembra eccessivo), nemmeno nei suoi incubi più profondi Lotito avrebbe immaginato un tale epilogo. Dopo il vantaggio iniziale di Zaccagni sul finire del primo tempo, la Salernitana rimonta in 25 minuti dal 51’ al 76’ con Candreva, classico goal dell’ex, Fazio (che sentiva aria di derby, visto i suoi trascorsi romanisti) e Dia. Ma non è tutto: Sarri si aggiudica il nostro premio: IL SARCHIAPONE D’ORO per il suicidio tattico perfetto. Infatti, prima tiene in panchina Milinkovic poiché se fosse stato ammonito avrebbe saltato il derby, poi in svantaggio lo mette in campo e dopo pochi minuti viene ammonito… fantastico. Con questa vittoria i Granata sono a meno 8 vittorie dai quaranta punti, che rappresenterebbe la zona salvezza.
Allo Stadio Grande Torino i granata battono meritatamente (se Pioli non è d’accordo, amen) il Milan, che ha giocato in 10 dal primo minuto, poiché Leao, colui che per i giornalisti Mediaset è più grande di Maradona, Pelé e Lorenzo Battaglia messi insieme, sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, e i granata ne approfittano con Djiidi e Miranchuk che nella prima frazione bucano per due volte la rete di Tatarusanu. Nella ripresa i rossoneri accorciano le distanze con Messias che approfitta di una uscita a vuoto del portiere del Toro e di alcuni moscerini che si ficcavano negli occhi e nelle orecchie dell’arbitro, del guardalinee, e degli addetti al VAR.
La Roma ritrova il successo e il quarto posto, questa volta Mourinho ha capito che per vincere bisogna tirare in porta e anche se il centravanti Abraham non centrerebbe la porta nemmeno se fosse larga come l’Autostrada del Sole lo fa con Zaniolo Volpato e il Faraone ed espugna Verona sempre più nella melma delle zone basse (forse bestemmiare San Gennaro, non porta bene). A fine gara dice, SASSUOLO NON MERITAVA DI PERDERE A NAPOLI.
Continua a vincere l’Inter, 3 a 0 (De Vrij, Barella e Correa a referto) alla Sampdoria dell’ex Stankvojc anche se l’aspetto agonistico passa in secondo piano. L’incontro sarà ricordato per la morte del capo ultrà dell’Inter, un pluripregiudicato di 69 anni che invece di marcire in galera se ne andava a zonzo per Milano e mentre tornava a casa è stato freddato da due killer sulla moto. Gli ultrà interisti obbligano tutti a lasciare la curva nord, con minacce e violenze, ma naturalmente per i giornalisti di Mediaset, per Pioli e per Mourinho la colpa è di Genny a Carogna.
La Juventus dimentica la batosta di Lisbona e passa a Lecce con un eurogoal di Fagioli, forse bisognerebbe obbligare a schierare almeno due italiani nella formazione base e soprattutto under 23.
La Fiorentina batte lo Spezia in trasferta(2 a ) con una rete al 90’ di Cabral, mentre Cremonese e Udinese si accontentano di un punto ciascuno.
Chiude la giornata Monza e Bologna con il felsinei che battono i brianzoli e (2-1) e si attestano in acque più tranquille.
Mimmo Bafurno
