Ai quarti di Vienna nuova sconfitta per Sinner contro Medvedev. Le speranze di partecipare alle ATP finals, si complicano.
Poca Italia nella settimana dei due ATP500, quello di Basilea e di Vienna. Tra rinunce dell’ultimo minuto, precoci eliminazioni ed inopinate sconfitte, il tennis azzurro ha segnato un clamoroso passaggio a vuoto. I riflettori erano puntati su Vienna dove, si registrava la rinuncia di Berrettini, ai nastri di partenza vi erano Sonego e soprattutto Sinner, al rientro dall’ennesimo infortunio stagionale, il quale si giocava le residue possibilità di entrare tra gli otto delle ATP Finals. Ed era proprio l’esordio dell’altoatesino che faceva ben sperare, visto che con un facile 6-3 6-2 si sbarazzava del cileno Garin. Nel turno successivo a Sinner toccava l’argentino Cerundolo, senza fare una piega l’italiano superava anche quest’ostacolo, trovando qualche difficoltà soltanto nel primo set, vinto per 7-5, salvo poi chiudere il secondo per 6-3. Nei quarti ad attenderlo c’era Medvedev, l’occasione era ghiotta per vendicare le 4 sconfitte precedenti e, soprattutto, riuscire a fare quello step che si attende da tanto, troppo tempo, ossia battere un top. Ed, invece, l’altoatesino si è fermato nuovamente, sconfitto nettamente dal russo, testa di serie n. 1 del torneo, per 6-4, 6-2, in 90 minuti di gioco. Danil ha disputato un incontro di altissimo livello contro l’azzurro, ancora condizionato dai problemi alla caviglia destra, ancora non risolti del tutto. Tanti errori da parte di Sinner, partita perfetta, di contro, giocata da Medvedev, solido al servizio (nessuna palla break concessa all’altoatesino) e concreto negli scambi prolungati. Difficoltà alla battuta (solo il 53% di prime in campo) e diversi errori gratuiti, invece, per Sinner che non riesce a contenere lo strapotere del russo, uscendo dal campo battuto e zoppicante. Spegnendosi, così, le residue speranze per Torino. Giusto il tempo di timbrare il cartellino per Sonego che mantiene fede al suo momento buio uscendo all’esordio, stavolta battuto dal finlandese Ruusuvuori, per giunta, molto nettamente per 6-2 6-3. Manifestazione che se la è aggiudicata con merito Medvedev, il quale ha battuto in rimonta il canadese Shapovalov, dopo aver perso il primo set per 4-6, non ha concesso più nulla all’avversario regolandolo con un perentorio 6-3 6-2. Poca, pochissima Italia anche a Basilea, dove l’unico azzurro partecipante, Musetti, cedeva subito al primo turno, sconfitto dallo spagnolo Ramos-Vinolas in tre set. Il carrarese era partito benissimo, travolgendo l’avversario con un secco 6-1, ma poi, come spesso è accaduto in questa stagione, si è disunito cedendo di schianto e cosegnandosi all’avversario che portava a casa gli altri due set, 6-3 6-4 lo score. Torneo vinto dal canadese Auger-Aliassime sul sempre più sorprendente danese Rune, in due set 6-3 7-5. Da segnalare al torneo di Ortisei, per il circuito challenger, le semifinali raggiunte da Cobolli e Vavassori, superati rispettivamente dal croato Gojo e dallo slovacco Klein e la finale di doppio raggiunta da Bortolotti in coppia con lo spagnolo Martos-Gornes. Il ranking vede un cambio di guardia nella terza posizione: sempre primo Alcaraz, secondo Nadal, mentre grazie al successo di Vienna Medvedev si riprende la terza posizione, a discapito di Ruud ora quarto. Quinto Tsitsipas, sesto Zverev, settimo Djokovic, all’ottavo posto sale Auger-Aliassime, che sfrutta la vittoria di Basilea, scende al n. 9 Rublev. Rientra nella top ten Hurkacz che sale al n. 10. Sinner, sempre primo degli italiani, pur perdendo punti, resta al n. 12. Perde una posizione Berrettini che ora è n. 15, stabile Musetti al n. 23, mentre Sonego scende di tre gradini fermandosi al n. 51. Fermo Fognini che resta al n. 59, il sanremese è l’ultimo degli azzurri tra i primi cento.
ROBERTO ERRANTE
