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Sinner è inarrestabile, vince anche il torneo di Rotterdam e diventa n. 3 del mondo

Jannik Sinner non si ferma più e, a Rotterdam, batte Alex De Minaur in due set nella finale del torneo Atp 500, vincendo il dodicesimo trofeo in carriera. Il tennista altoatesino, che si è imposto con il punteggio di 7-5, 6-4, vincendo la semifinale si era già conquistato la certezza di diventare il nuovo numero 3 della classifica mondiale. L’azzurro è nella storia, essendo un risultato mai raggiunto in precedenza da un tennista italiano: Sinner ha superato Adriano Panatta ed è diventato così il primo italiano a salire sul gradino più basso del podio del ranking nell’era moderna, da quando è stata introdotta la classifica Atp nel 1974.

A distanza di tre settimane dallo storico trionfo, lo Slam australiano, che ha ridato all’Italia una vittoria nei major del tennis che mancava da 50 anni. Ora il torneo di Rotterdam che proietta Jannik nel futuro, perché l’altoatesino, grazie a questo ennesimo successo, diventa da subito il n.3 al mondo. La vittoria in finale su Alex De Minaur non senza qualche sofferenza, infatti, consente all’azzurro di scavalcare subito Daniil Medvedev nella graduatoria e salire così dove nessuno in Italia era mai arrivato. Un Sinner da record, che allunga a 15 la sua serie di vittorie consecutive, con questo 12° titolo in carriera. Nella finale di Rotterdam, nonostante una seconda di servizio non sempre efficace e la difficoltà nell’arginare la spinta con il diritto dell’australiano, l’italiano ha chiuso comunque la pratica in due set con il 78% di punti con la prima e il 39% con la seconda.

L’ennesimo record nella storia del tennis italiano, che, come detto, oggi avrà per la prima volta nell’Era Open un tennista numero 3 al mondo. Ma non c’è tempo per i festeggiamenti, Sinner farà subito ritorno, dopo una breve visita ai genitori, alla base, cioè a Montecarlo, pronto a partire per la campagna sul cemento americano. Si parte con Indian Wells, nel primo dei due masters1000 consecutivi, l’altro in sequenza sarà quello di Miami, denominati “Sunshine double”. Il cammino del nostro portacolori, tuttavia, non è stato facile, non è stata quella cavalcata che abbiamo ammirato in Australia. Qualche problemino fisico e le probabili scorie dello slam non ancora smaltite, hanno reso il torneo dell’altoatesino più complicato del previsto. Il match d’esordio vedeva opposto il padrone di casa Van de Zandschulp che, tuttavia, Jannik regolava tranquillamente in due set per  6-3, 6-3. Già nel turno successivo le cose si complicavano, avversario dell’azzurro era l’esperto Monfils ed anche se i precedenti gli erano favorevoli, il francese si era dimostrato sempre un avversario ostico. Dopo un avvio incerto e con un break iniziale che permetteva a Sinner di aggiudicarsi il primo set per 6-3, il transalpino, infatti, sorretto dal servizio e dal gioco da fondo riusciva a portarsi in parità, conquistando il secondo set, con l’identico score di 6-3.

Nel set decisivo, però, l’azzurro dava fondo a tutte le sue riserve, mettendo alle corde l’avversario, aggiudicandosi, così il set e l’incontro con il parziale di 6-3. Ad attenderlo nei quarti c’era Raonic, già n. 3 del ranking ed ora precipitato al n. 309 per una serie di infortuni che lo hanno flagellato negli ultimi anni e che lo hanno costretto a lunghi periodi d’inattività. Il canadese si è sempre contraddistinto per la potenza del servizio, dei colpi da fondo e dalla varietà del gioco. Così è stato, Sinner si è trovato a dover superare un ostacolo durissimo, l’avversario lo ha messo spesso alle corde, mettendo a segno numerosi aces e colpi vincenti. Il primo set si trascina fino al tie-break, dove l’azzurro ha un guizzo riuscendo a strappare il servizio all’avversario, vincendolo per 7-4. Durante l’ultimo game Raonic, però, subisce un infortunio muscolare che lo costringe alle cure del fisioterapista.

Il secondo set inizia alla stregua del primo, ma Raonic ormai menomato dall’infortunio, fa appena in tempo a conquistare il primo gioco, sull’1-1 però a causa dell’acuirsi del dolore è costretto al ritiro. Sinner, dunque, è in semifinale, dove affronta l’altro olandese Griekspoor, giocatore in forte ascesa e in un periodo di forma eccezionale. Jannik stavolta ritorna quello degli Open d’Australia e liquida con un perentorio 6-2 6-4 l’avversario. Con la certezza di centrare il suo nuovo best ranking, l’italiano in finale ritrova  De Minaur, già battuto in finale di Davis. Stavolta, però, il match è completamente diverso, l’australiano ha dominato il torneo, ciò rende la gara imprevedibile. Sinner soffre, spesso subisce il gioco dell’avversario che mette a segno diversi punti vincenti, col servizio e da fondo campo. All’ultimo respiro, però, la maggiore tecnica e potenza di Jannik riescono a prevalere, il primo set lo conquista per 7-5. Il secondo è un’altra battaglia, l’altoatesino riesce piano, piano a conquistare campo, basta un break per regalargli il set e la gioia dell’ennesimo trofeo che lo fa entrare nella storia.

Due gli altri italiani presenti al torneo, la cui permanenza è stata breve, entrambi, infatti, usciti al primo turno.

Il solito Musetti si arrende in tre set a Griekspoor, come abbiamo visto futuro semifinalista. Dopo aver vinto e bene, il primo set, crolla nei due tie-break seguenti, collezionando l’ennesima sconfitta degli ultimi mesi. Nulla da fare nemmeno per Sonego, il torinese, contro Dimitrov, n. 6 del seeding, ha lottato alla pari per tutto il primo set, perso soltanto al tie-break, e parte del secondo conclusosi per 6-3 in favore del Bulgaro.

Nella stessa settimana di Rotterdam il calendario proponeva altri due tornei, entrambi series 250, a Buenos Aires e Delray Beach. Agli open di Argentina, su terra rossa, successo a sorpresa del padrone di casa Diaz-Acosta in due set, 6-3 6-4, sul cileno Jarry che in semifinale aveva eliminato nientemeno che Alcaraz. Discreta la presenza azzurra con Vavassori e Darderi, con il primo capace di raggiungere i quarti, dopo aver superato brillantemente le qualificazioni, dove si è dovuto arrendersi ad Alcaraz. Il torinese ha comunque venduto cara la pelle, lottando alla pari per tutto il primo set, perso soltanto al tie-break, salvo poi crollare nel secondo per 6-1. In precedenza l’azzurro aveva battuto al primo turno, in due partite, il brasiliano Seyboth Wild e nel turno successivo, ancora in due set, il serbo Djere n. 7 del seeding. Fresco dell’exploit di Cordoba, che gli ha permesso di entrare tra i primi cento, Darderi non è riuscito nell’impresa di ripetersi, per lui soltanto due turni. Superato in due set l’argentino Navone, ha dovuto lasciare il passo, nel turno successivo, all’altro argentino Baetz che si è preso la rivincita di Cordoba, dove era stato sconfitto dall’italiano in semifinale.

Una vittoria italiana, però, c’è stata, perché nel torneo di doppio il duo Bolelli- Vavassori hanno sconfitto in finale, per 6-2 7-6, la coppia ispano-argentina Granollers-Zeballos. A Delray Beach in Florida, cemento outdoor, la finale tutta americana tra Fritz e Paul è stata bloccata dalla pioggia, mentre due erano gli italiani in gara: Arnaldi ha superato in rimonta il primo turno contro il giapponese Nishioka, dopo aver perso il primo set per 6-4, ha vinto gli altri due per 6-4 6-3. Nulla ha potuto, poi, nel turno seguente, contro l’australiano Hijikata, dove pure era riuscito a portare in parità il match, vincendo il secondo set ma arrendendosi poi al terzo.

Buonissimo, invece, il cammino di Cobolli, dopo essere stato eliminato all’ultimo turno delle qualificazioni, veniva ammesso in tabellone come ripescato. La fortuna la ripagava arrivando fino ai quarti, dopo aver battuto il giapponese Daniel al primo turno in tre set in rimonta e successivamente, sempre in tre set, l’americano Svajda. Nei quarti nulla ha potuto contro la maggiore esperienza di Tiafoe, n. 2 del seeding, che si è aggiudicato il match in due set per 6-4 6-2. Buone notizie anche dal circuito Challenger, successo azzurro al torneo di Bangalore in India, Stefano Napolitano riporta un’insperata, quanto meritata, vittoria contro il coreano Hong in tre set, 6-4, 3-6, 6-3. Liete novità per l’Italia, per quanto riguarda il ranking. Sempre n. 1 Djokovic, resta n. 2 lo spagnolo Alcaraz, raggiunge il podio Sinner, ora n. 3. L’azzurro scavalca il russo Medvedev che scende al quarto posto. In quinta posizione troviamo il russo Rublev, mentre n. 6 si conferma Zverev.

Ancora settimo Rune e ottavo Hurkacz, mentre grazie alla finale di Rotterdam De Minaur guadagna due posizioni e sale al n. 9, chiude la top ten, appunto al n. 10, scendendo di un gradino l’americano Fritz. Secondo degli italiani si conferma Musetti che si attesta al n. 26. Continua a salirei Arnaldi, terzo degli azzurri, ottiene altre due posizioni ed ora è n. 41. Perde un posto Sonego ora n. 49, altro balzo in avanti, invece, di Cobolli che si piazza al n. 69. Chiude la top cento degli italiani Darderi, perde una posizione e si attesta al n. 77.

ROBERTO ERRANTE; AtletaMagazine.it