Napoli a porte aperte
Perlomeno un record, il Napoli campione d’Italia in carica l’ha centrato. Con le reti concesse anche al Bologna, la difesa partenopea è stata perforata in campionato per la quindicesima partita consecutiva. A cui andrebbero aggiunte le due sfide di Champions con il Barcellona. Ma limitando il discorso alla serie A, nemmeno il Napoli del 1997/98, quello che retrocesse con la miseria di 14 punti conquistati, riuscì a subire gol ininterrottamente per 15 gare di fila. Ce l’hanno fatta gli indegni protagonisti del torneo disputato con lo scudetto sul petto. Una passeggiata, o poco più, quella dei fantastici ragazzi di Thiago Motta, per i quali è doveroso l’applauso di tutti gli sportivi per l’ormai praticamente certa qualificazione alla prossima Champions League.
Il Napoli di Calzona, invece, non vince da oltre un mese, dalla trasferta di Monza. Addirittura, bisogna risalire alla gara d’inizio marzo contro la Juventus per trovare l’ultimo successo in casa. Una squadra che doveva soltanto provare a salvare la faccia, al cospetto di una tifoseria che l’ha sempre sostenuta nonostante tutto. Invece, al Bologna sono bastati appena 12 minuti per conquistare la posta in palio. Due tocchi di testa facili facili, quelli di Ndoye e Posch, che hanno indirizzato la sfida a favore degli emiliani. Il resto l’ha fatto Federico Ramaglia, il portiere rossoblu che ha prima parato un rigore tirato male da Politano, per poi sfoderare un intervento incredibile su Osimhen nel secondo tempo, lanciato in verticale da Ngonge. E’ stato proprio l’ex Verona, in campo al 61’ al posto di Politano, l’unica nota positiva per i padroni di casa. Per tutti gli altri, meglio stendere un velo pietoso. Di contro, per il Bologna, l’infortunio di Zirkzee è stata la sola cattiva notizia di una giornata che, con lo 0-2 ottenuto al Maradona, ha certificato una storica qualificazione alla massima competizione europea.
Domenico Fabbricatore
