ApprofondimentiCalcioSerie ATop News

Esordi convincenti

Tre esordi dal primo minuto, più Elmas nella ripresa. Il Napoli, al Franchi, ha mostrato la qualità della panchina lunga per vincere la terza sfida in altrettanti incontri. In porta, Milinkovic-Savic al posto di Meret fermato da un risentimento muscolare e nemmeno in panchina. In difesa, Sam Beukema in luogo di Rrahmani, ko in nazionale. E poi in attacco lui, il più atteso di tutti: Rasmus Hojlund.

Il danese, grande colpo degli ultimi giorni di mercato, ha impiegato appena 14 minuti per trovare la prima rete con la casacca partenopea. Ma è stata nel complesso più che convincente la prestazione dell’ex Manchester United, che oltre a segnare ha difeso palla come il miglior Lukaku, ha dato profondità con i suoi scatti alla manovra offensiva e ha realizzato un gol di grande classe. Ma buona la prova anche degli altri due, nel contesto di un Napoli bello a metà, in entrambe le frazioni di gioco. Dominante nella prima parte, un po’ troppo in difficoltà nella fase finale.

Bellissima l’azione del calcio di rigore, orchestra da De Bruyne, Anguissa e Di Lorenzo. Sul cross del capitano, Gosens ha negato il gol immediato a Hojlund. Poi però fallo tanto netto quanto ingenuo di Comuzzo su Anguissa. Inspiegabilmente lunga la revisione al Var, per verificare la posizione di Di Lorenzo in realtà di gran lunga regolare. Soltanto al 6’ è stato dato il via libera a De Bruyne, impeccabile dagli undici metri: palla da una parte e portiere dall’altra per il gol dello 0-1. Al 14’, dunque, è stato già il momento di Hojlund.

Servito in profondità con un tocco d’esterno di Spinazzola, l’attaccante ha bruciato Pongracic con un gran movimento, poi ha difeso palla con il corpo e alla fine ha piazzato un tocco da biliardo sul palo lungo. Altra splendida azione al minuto 24, firmata da De Bruyne e Hojlund. Assist perfetto del belga per il danese, che è entrato in area e gli ha restituito la palla. Sulla conclusione del centrocampista, deviata da Ranieri, De Gea si è allungato da par suo e ha toccato in calcio d’angolo. Prima mezz’ora di altissimo livello per gli uomini di Conte. Poi, sul finire del tempo, è cresciuta la Fiorentina. Al 31’, prodigioso intervento di Di Lorenzo, a chiudere in angolo un cross basso di Dodo diretto a Kean. Poi, gran botta dalla distanza del nazionale, fuori di un soffio. Nella ripresa, subito un cambio per Pioli, che ha sostituito l’evanescente Dzeko con Piccoli.

Al 51’, dagli sviluppi di un calcio d’angolo, è arrivato il gol dello 0-3: assist di Anguissa e rete all’esordio anche per Beukema. Tre cambi per Conte al 69’: fuori Politano, Spinazzola e De Bruyne, dentro Neres, Olivera ed Elmas, con il macedone che ha pertanto festeggiato il ritorno in azzurro dopo un anno e mezzo. Poco dopo, fuori Hojlund e dentro Lucca. Tutte sostituzioni sensate, sullo 0-3 e con i minuti da gestire in vista di Manchester. Ma i subentrati non hanno dato l’apporto sperato. Nel finale, dunque, la Fiorentina ha rischiato di rientrare seriamente in partita. Improvvisamente Dodo è diventato imprendibile sulla fascia destra. Per fortuna, gli attaccanti viola hanno calciato sempre fuori dalla distanza. Al 79’, però, dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Ranieri ha trovato lo spiraglio per il gol dell’1-3. Poco dopo, Piccoli ha avuto l’occasione per riaprire clamorosamente i giochi ma Milinkovic-Savic ha chiuso lo specchio con il piede sinistro. Insomma, qualche patimento di troppo negli ultimi minuti. Ma alla fine è arrivato il pesantissimo terzo successo consecutivo in campionato.

Domenico Fabbricatore