Grave ma non gravissimo
Prima sconfitta in campionato, dopo cinque giornate. Grave, perché contro il Milan il Napoli ha giocato per oltre mezz’ora in superiorità numerica. Non gravissimo, perché a San Siro ha giocato una difesa improvvisata. E poi, numeri alla mano, un ko dopo tanto tempo (ultima volta a Como, lo scorso febbraio), ci poteva pure stare. Niente di drammatico. In fondo, gli azzurri sono ancora primi in classifica, anche se in compagnia della Roma e dello stesso Milan. Discorsi che lasciano il tempo che trovano, dopo appena cinque sfide di campionato.
Però, perlomeno in difesa, i conti non tornano. Compresa la gara di Manchester in Champions, la formazione di Conte subisce gol da quattro partite consecutive, per un totale di sette reti subite. Troppe, per essere appunto una squadra di Conte. A Milano sono stati pagati cari due errori nella prima mezz’ora. Da brividi l’esordio di Marianucci, schierato titolare per preservare Beukema per il prossimo impegno europeo. Saltato troppo agevolmente da Pulisic dopo appena due minuti, il mancato intervento ha spalancato le porte per il vantaggio di Saelemekers, a sua volta dimenticato in area di rigore dall’altro lato. Juan Jesus, comunque autore di una buona prestazione, ha avuto la sfortuna di deviare la conclusione proprio di Pulisic per il raddoppio rossonero al 31’, con la retroguardia partenopea bucata ancora una volta troppo agevolmente. Sulla corsia mancina, positivo l’esordio di Gutierrez.
Il Napoli ha giocato anche meglio del Milan. Ma è stato spesso troppo lezioso e soprattutto impreciso sotto porta. L’episodio del calcio di rigore al 53’, con relativa espulsione di Pervis Estipinan, ha portato al gol di De Bruyne dal dischetto e avrebbe potuto riaprire il match. Nell’ultima mezz’ora, con tanto di recupero abbondante, il Napoli avrebbe dovuto fare di più. Discutibile la scelta di Conte di togliere contemporaneamente dal campo McTominay e De Bruyne. Resta il problema di una difficile convivenza, nel 4-1-4-1 non sempre efficace, soprattutto per aver tolto allo scozzese la possibilità degli inserimenti praticamente da seconda punta, che tanto male avevano fatto agli avversari un anno fa.
A proposito di punte, male Hojlund, sostituito da Lucca che non ha fatto meglio. Nel finale, incrocio dei pali colpito da Neres. E ultima grande parata di Maignan sempre su tentativo dalla distanza del brasiliano. È finita 2-1 per il Milan. Sconfitta grave. Non gravissima. Ma che dovrà far seriamente riflettere Antonio Conte. Soprattutto per i troppi infortuni muscolari patiti in questo anno solare.
Domenico Fabbricatore
