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A Barcellona nuovo ritiro per Sinner, semifinale per Musetti. In evidenza le giovani leve

Poteva essere una settimana positiva per il tennis azzurro ed invece, ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano. A Barcellona, nel tradizionale torneo che solo per la categoria, ATP500, si trova dietro ai masters1000, ma che ha sempre avuto una entry-list di prima scelta, la nostra punta di diamante Sinner è stato costretto a ritirarsi nei quarti senza neanche scendere in campo. Una situazione che ha lasciato molto perplessi in quanto il ritiro è stato a causa di una forte stanchezza e di spossatezza, nonché crampi, accusati nel match del giorno prima, dallo stesso Jannik, che poi non è riuscito a superare. Tale, almeno, la motivazione data dall’altoatesino per questo suo nuovo forfait. Ciò ha comportato oltre che l’abbandono di Barcellona anche la cancellazione dal ben più importante masters1000 di Madrid che inizierà proprio questa settimana.

A questo punto il paragone con Alcaraz è d’obbligo, dal momento che gli addetti ai lavori più volte hanno indicato come il duello tra lo spagnolo e il nostro porta colori, come quello del futuro, un po’ come Federer-Nadal, se possiamo permetterci questo paragone. Alcaraz, tuttavia, visto il risultato, evidentemente tornato anch’egli stremato dai due masters1000 consecutivi americani di Indian Wells e Miami, ha preferito riposarsi e rinunciare a Montecarlo, rientrando a Barcellona in piena forma. Morale della favola! Alcaraz ha vinto il torneo catalano, impreziosendo ancora di più il suo già ricco palmares. Allora ci chiediamo se non fosse stato il caso, per Sinner, di attuare la medesima scelta e, quindi, saltare il torneo monegasco, dove ha sì raggiunto le semifinali, ma poi perse in malo modo contro Rune, a seguito di un evidente calo fisico, ancorché mentale, irretito dalle spavalderie del danese. Il fatto che Jannik fosse anch’egli rientrato dagli Stati Uniti esausto, dopo aver centrato risultati di tutto rispetto, una semifinale ed una finale, si era capito proprio dopo l’esito di quest’ultima gara persa con Medvedev, pagata a caro prezzo in termini fisici, per aver dovuto battagliare in semifinale, per oltre tre ore, proprio con Alcaraz. Sarebbe stato, ovviamente a nostro modestissimo parere, una settimana di riposo, che probabilmente non avrebbe comportato poco o nulla in termini di classifica. 

Ma tant’è che ormai il latte è stato versato e, soprattutto, col senno di poi non se ne fa nulla. All’esordio, direttamente al secondo turno, in quanto testa di serie n. 4, Sinner si sbarazzava facilmente di Schwartzman, già battuto a Montecarlo, per 6-2 6-4, ma poi nel turno successivo sono iniziati i problemi che poi lo porteranno al ritiro. Contro il giapponese Nishioka, dopo aver stravinto il primo set per 6-1, ha cominiciato ad accusare crampi e stanchezza, tant’è che l’avversario rientrava in partita vincendo il secondo set per 6-4. Nel terzo dopo tante indecisioni e parecchi falli, soltanto grazie alla sua maggiore tecnica che l’altoatesino riusciva a vincere per 6-3. La decisione di ritirarsi, dunque, ci ha privato di un nuovo derby italiano, a distanza di una settimana, con Musetti e, forse, stavolta con un risultato meno scontato. Del ritiro di Sinner ne ha sicuramente beneficiato il toscano ma ciò, però, non deve sminuire l’ottimo torneo che lo stesso ha disputato. Lorenzo esordiva direttamente al secondo turno, per un bye, superava senza tanti fronzoli l’australiano Kubler per 6-3 6-1, poi compiva l’impresa sull’inglese Norrie, con un grande recupero. L’azzurro, infatti, dopo aver perso inopinatamente il primo set per 6-3, cominciava a macinare gioco portando a casa il match nei due set successivi, vinti per 6-4 6-1. Con i quarti saltati, Musetti si ritrovava in semifinale ad affrontare Tsitsipas e qui è venuta fuori tutta la sua imprevedibilità, purtroppo in negativo, dal momento che si è ritrovato a perdere un incontro che avrebbe potuto tranquillamente vincere, per giunta in due set, contro un avversario poco trascendentale e molto falloso.

Regalato, infatti, il primo set, perso per 6-4, Musetti cominciava a variare il suo gioco costringendo il greco a molti falli, tant’è che si aggiudicava la seconda partita per 7-5. Ormai sull’abbrivio del secondo set, per l’italiano sarebbe stato un gioco da ragazzi, bastava sfruttare il momento psicologico favorevole, ed invece, permetteva all’avversario di ritrovarsi avanti di tre games che poi non è stato più in grado di recuperare perdendo il set (per 6-3) e la gara. Bene gli altri azzurrini in tabellone, segno che forse qualche altro buon giocatore può venire fuori, senza farci, però, troppe illusioni. Su tutti Matteo Arnaldi il quale dopo aver superato le qualificazioni superava anche l’ostico spagnolo Munar al primo turno con un secco 6-3 6-4, poi doveva arrendersi al rognoso inglese Evans che lo sconfiggeva con lo score di 6-4 6-3. Stesso discorso per Francesco Passaro, dopo le qualificazioni, travolgeva la vecchia gloria Verdasco, che aveva ottenuto una wild card, con un duplice 6-1. Poi, però, doveva ammainare bandiera contro l’argentino Francisco Cerundolo che non gli lasciava scampo con un doppio 6-2. Come detto il torneo, tanto per cambiare, è stato vinto da Alcaraz, rientrato in splendida forma, riducendo la finale ad una pura formalità e rifilando un perentorio 6-3 6-4 a Tsitsipas. Erano in programma, altri due tornei, entrambi series 250, a Monaco di Baviera erano presenti Sonego e Cobolli, proveniente dalle qualificazioni, peccato per Bonadio fermato da un infortunio dopo essersi, anch’egli qualificato.

Il solito Sonego che alterna alti e bassi, dopo l’ennesima battaglia la sfangava contro il francese Halys, dopo essere stato sotto nel primo set, perso per 6-3 e nel secondo che riusciva miracolosamente a recuperare e vincere, altrettanto miracolosamente, al tie-break e poi il terzo per 7-5. Crollava poi nel secondo turno contro il cileno Garin in due partite per 6-3 7-5. Ottimo, di contro, il cammino di Cobolli che giungeva sino ai quarti, battendo all’esordio l’australiano Thompson per 7-5 6-1, poi addirittura nel turno seguente il padrone di casa Otte, in un match tiratissimo. Dopo aver dominato il primo set, liquidato con un perentorio 6-0, il tedesco riusciva a prendere la gara in mano e aggiudicarsi il secondo per 6-3.

L’italiano, però, si mostrava più caparbio e con lo stesso punteggio portava a casa la gara. Tanti rimpianti nei quarti che lo ha visto contrapposto all’australiano O’Connell. Cobolli perdeva per un’ingenuità la prima partita al tie-break ma poi portava il match al terzo vincendo il secondo set per 6-4. Qui, però, peccava ancora d’inesperienza e lasciava un break all’avversario che vinceva per 6-3 il terzo set e l’incontro. Torneo che, in seguito, è stato vinto dal danese Rune che ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie contro l’olandese Van De Zandschulp, che a un certo punto della gara si è trovato addirittura in vantaggio ma poi, è capitolato proprio nel finale. Il danese si è aggiudicata la manifestazione, quindi, in tre set 6-4 1-6 7-6 lo score.

Nell’altro torneo svoltosi a Banja Luka in Bosnia dove era di casa Djokovic, sconfitto nei quarti dal connazionale Lajovic, non era presente alcun italiano, almeno nel main-drive, in quanto Maestrelli si è fermato all’ultimo turno delle qualificazioni. Torneo vinto a sorpresa dallo stesso Lajovic in tre set su Rublev per 6-3 4-6 6-4. Nonostante i punti persi Djokovic mantiene la prima posizione, seguito da Alcaraz n. 2, mentre Medvedev si riprende il terzo posto ai danni di Ruud che riscende al n. 4. Il greco Tsitsipas resta n. 5, come pure si conferma al n. 6 Rublev. Invariate anche le altre quattro posizioni, con Rune n. 7, Sinner n. 8, Auger-Aliassime n. 9 e Fritz n. 10. Per quanto riguarda gli altri italiani, Musetti grazie alla semifinale di Barcellona, sale di due gradini e si porta al n. 18. Pur senza giocare anche Berrettini si giova di una posizione e sale al n. 21, mentre Sonego ne perde due e scende al n. 47. Resta stabile Cecchinato sempre al n. 85 che chiude la top cento degli azzurri  

ROBERTO ERRANTE