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Alcaraz inarrestabile vince anche a Madrid. Male Musetti e Sonego, bene gli altri azzurri alla prima esperienza in un masters1000

La settimana scorsa avevamo fatto alcune considerazioni, ovviamente personalissime, sui paragoni e su quello che gli addetti ai lavori e la critica indicano come il duello del futuro e cioè tra Alcaraz e Sinner. Ci eravamo soffermati sulla giusta, sempre a nostro modestissimo parere, scelta dello spagnolo dopo le fatiche dei due masters1000 americani di Indian Wells e Miami di prendersi una settimana di riposo rinunciando al torneo di Montecarlo. Scelta che ha, poi, pagato alla grande considerato che Alcaraz rientrato a Barcellona si è subito aggiudicato il torneo, manifestazione tra le più importanti del circuito, ma soprattutto, dopo, il masters1000 di Madrid. La Spagna, dunque, è stata terra di conquista per il murciano che ha sbaragliato il campo e con questa ennesima vittoria si porta ad un soffio dal primo posto.

Ha dimostrato di avere la stoffa del campione e degno erede di Nadal, confermando la bontà della scuola tennistica spagnola. Soltanto chi lo è riesce a vincere gare che magari si possono perdere. Questo ha fatto Carlos, ha barcollato, come ad esempio all’esordio col finlandese Ruusuvuori, quando ha perso malamente il primo set ed è andato sotto nel secondo, ma poi è venuto fuori alla grande. Ha sofferto, come nella stessa finale col tedesco Struff, dove ha ceduto il secondo set e ha dovuto lottare parecchio per imporre il suo gioco, sino alla vittoria di un match molto combattuto e chiusosi con il punteggio 6-4 3-6 6-3. Ma ha anche dominato, come contro Dimitrov, liquidato in due set per 6-2 7-5, o addirittura negli ottavi contro Zverev ha cui ha lasciato la miseria di tre games. Alcaraz vola, ormai è un campione fatto, è distante anni luce, anche dallo stesso Sinner che ancora deve vincere qualcosa di veramente importante.

Assenti, quindi, le nostre due punte di diamante, Sinner per riposo e Berrettini per l’ennesimo infortunio, a Madrid i fari erano puntati su Sonego e soprattutto su Musetti, reduce dall’ottimo torneo di Barcellona che lo aveva portato ad entrare nei top venti. Ed invece ancora una volta entrambi hanno deluso profondamente, lasciando nuovamente quella sensazione di incompiuto, specie Musetti dal quale, viste le sue doti tecniche, ci si attende quel salto di qualità che lo consacrerebbe definitivamente. Fuori subito al primo turno Sonego che subiva una pesante sconfitta dal tedesco Struff per 6-3 6-1, mitigata dal fatto, laddove lo può essere, di aver perso contro il futuro finalista del torneo. Esordio amaro pure per Musetti che, ammesso direttamente al secondo round, si arrendeva all’altro tedesco, Hanfmann in due set, con l’azzurro che ha combattuto solo il secondo finito al tie-break, 6-4 7-6 lo score.

Con entrambi subito fuorigioco, l’attenzione è ricaduta sugli altri tre nostri porta colori, tutti provenienti dalle qualificazioni e che, se non altro, se lo sono cavata più che degnamente. Anzi in alcuni casi, vedi Arnaldi e Vavassori, oltre ad aver riportato per la prima volta una vittoria in un masters1000, hanno ottenuto scalpi eccellenti. Su tutti Arnaldi, che già si era ben comportato al torneo di Barcellona, il sanremese ha superato brillantemente le qualificazioni, poi al primo turno è stato sorteggiato contro l’istrionico, quanto imprevedibile, francese Paire. L’azzurrino non ha fatto una piega, ha stravinto il primo set per 6-1, ha subito il ritorno dell’avversario nel secondo, perso per 3-6, ma poi nella partita decisiva ha giocato un ottimo tie-break qualificandosi per il turno successivo. Nel secondo turno il main drive gli assegnava un match proibitivo, su carta, il norvegese Ruud, testa di serie n. 3, facendo temere che l’avventura di Arnaldi a Madrid fosse terminata. Ed, invece, Matteo sfoderava una prestazione magistrale e si sbarazzava con un perentorio 6-3 6-4 dell’avversario, ponendo le basi per quello che potrebbe essere il suo futuro. L’eliminazione al terzo turno, ad opera di Munar, battuto nettamente a Barcellona, se da un lato ha lasciato non pochi rimpianti, dall’altro ha fatto capire che il lavoro da fare è ancora parecchio, sia in termini di tenuta fisica che, chiaramente, in termini di esperienza. Arnaldi, infatti, dopo aver vinto in modo perentorio il primo set per 6-3, subiva un evidente calo fisico, oltre che mentale, non essendo ancora abituato ad incontri di questo livello, che lo facevano lentamente uscire dalla gara, prestando il fianco ai colpi dell’avversario il quale si aggiudicava gli altri due set per 6-3 6-1, qualificandosi per il turno successivo. I giudizi su Arnaldi, comunque, sono sicuramente positivi, il ligure ha mostrato di essere in possesso di un’ottima tecnica, buone variazioni di gioco, colpi senza sbavature.

Dopo Madrid Matteo finalmente entrerà nei primi cento, ciò gli permetterà di giocare i tornei del circuito maggiore ed in alcuni casi di evitare addirittura le qualificazioni. Si ricorderà di Madrid 2023 anche Vavassori, il torinese ha iniziato la carriera da doppista ma da circa un anno ha cominciato a partecipare ai tornei anche da singolarista e non a caso ci ha preso gusto, dotato di un buon servizio, grazie al suo gioco di serve and volley, spesso è riuscito a mettere in difficoltà avversari ben più quotati. Così è stato in Spagna, Andrea è riuscito a venire fuori dall’inferno delle qualificazioni e al primo turno si è dovuto scontrare nientemeno che con l’inglese Murray. Per nulla intimorito dal blasone dell’avversario, l’italiano ha disputato un match perfetto, sotto tutti i punti di vista, imbrigliando il gioco di Murray e portando a casa la partita in due set, dominando il primo per 6-2 e aggiudicandosi il secondo al termine di un tie-break, ricco di colpi di scena. Nel secondo turno, poi, però, nulla ha potuto contro il russo Medvedev, sia pure vendendo cara la pelle, dimostratosi un ostacolo invalicabile per l’azzurro. Il punteggio severo ma eloquente non ha lasciato adito a rimpianti, ma ha fatto capire che, comunque, c’è stata partita, 6-4 6-3 lo score. Alla manifestazione madrilena c’era anche Cecchinato, che piano, piano si sta ritrovando, ritornando quello di qualche anno fa.

Il palermitano, costretto anch’egli alle qualificazioni, superate di slancio e dove nel turno decisivo ha estromesso l’altro italiano Zeppieri, esordiva battendo con relativa facilità il sempre temibile ungherese Fucsovics in due set, 7-6 6-4, ma poi si disuniva nel turno successivo, lasciando strada all’australiano De Minaur che lo eliminava in due partite combattute e risoltesi in pochi punti, 6-4 7-6 il punteggio. Questa settimana prenderanno il via gli Internazionali d’Italia, il masters1000 di Roma, eccezion fatta per Berrettini ancora out per infortunio, sono presenti tutti gli azzurri, Sinner in testa. Con rinnovate speranze aspettiamo che Roma possa ammantarsi di tricolore. Il ranking vede immutate le prime otto posizioni, sempre primo Djokovic, ma con appena cinque punti in più di  Alcaraz al n. 2. Medvedev, Ruud, Tsitsipas, Rublev e Rune si confermano rispettivamente 3°, 4°, 5°, 6° e 7°. Nonostante l’assenza di Madrid, Sinner resta n. 8, mentre guadagna una posizione Fritz ed ora è n. 9. Ne perde una, invece,  Auger-Aliassime che scende al n. 10. Per quanto riguarda gli altri italiani, scende di un gradino Musetti, ora n. 19 , ne sale uno Berrettini ora n. 20, mentre Sonego scende alla posizione n. 48. Continua la risalita di Cecchinato che ottiene altri due posti e si attesta al n. 83 e salutiamo l’ingresso nei primo cento di Arnaldi che grazie ai punti ottenuti a Madrid sale di ben 6 posizioni e si porta al 99° posto, chiudendo la classifica deli azzurri in top cento.

ROBERTO ERRANTE