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Gilles un ricordo ancora vivo

Sono passati oltre quarant’anni da quel maledetto week end di Zolder, in Belgio, nel quale Gilles Villeneuve perse la vita durante le prove di qualificazione, saltando con la sua ferrari 126CK sulle ruote della vettura del tedesco Mass, l’urto fece impennare il “cavallo impazzito” numero 27 e Gilles fu sbalzato fuori dall’abitacolo cadendo rovinosamente contro un palo. Inutile la corsa in ospedale il cuore dell’ “aviatore”, uno dei tanti soprannomi di Gilles, smetterà di battere poco dopo. La Ferrari si ritirerà dal Gran Premio e due mesi dopo perderà anche l’altra pilota Didier Pironi, che si avviava a vincere il mondiale a mani basse, vittima di un incidente durante le prove del Gran Premio di Germania a Hockeneim che lo costringerà al ritiro dalle corse. Pironì perderà la vita pochi anni dopo durante una gara di Off-shore.

Gilles nel 1977 era un pilota sconosciuto, candese di Montreal, classe 1950, era stato un buon pilota di motoslitte, aveva debuttato in Formula 1 con la McLaren, eppure il “commentator Ferrari” lo scelse per sostituire Niki Lauda che, dopo la conquista del secondo mondiale e mezzo in tre anni, andò via sbattendo la porta.

Gli inizi non furono facili, il volo sul pubblico nel Gran Premio del Giappone, che causò la morte di alcuni spettatori, i continui ritiri per incidenti, eppure ben presto il canadese entrò nel cuore di tutti i tifosi della “rossa”, quando a Digione, in occasione del Gran Premio di Francia del 1979, ingaggiò un duello ruota contro ruota con la Renault Turbo di René Arnoux, che era valido per il secondo posto, negli ultimi tre giri i due si superarono a ripetizione, mandando in estasi il pubblico, il telecronista della Rai Mario Poltronieri, i tifosi della Ferrari incollati alla Tv ed Enzo Ferrari che esultò senza “ritegno”. A proposito scaricate il video da youtube e contate quante volte il telecronista pronuncia la parola “eccezionale”.

Le prodezze di Gilles non si fermano qua, memorabile il giro su tre ruote a Zandvort, in Olanda, che gli costò il mondiale, da encomio la sua lealtà verso il compagno di squadra Jody Schekter, che durante il Gran Premio d’Italia a Monza lo scortò fino al traguardo senza mai superarlo, permettendo al Sudafricano e alla Ferrari di laurearsi “Campioni del Mondo”, oppure il finale di gara in Canada sotto una pioggia battente con l’alettone anteriore alzato che non gli permetteva la visibilità eppure arrivò terzo.

Nel 1981 sfidò in una gara di accelerazione un jet militare dell’aeronautica militare, con la sua Ferrari 126 Ck turbo, e naturalmente vinse.

Villeneuve è stato amato per la sua irruenza, per il suo istinto, il general manager della Ferrari, Mauro Forghieri, ebbe a dire “Con Villeneuve si vince anche quando si perde”.

Solo sei le vittorie in formula uno, memorabile quella di Montecarlo nel 1981, primo pilota a vincere il gran premio cittadino con un motore turbo e quello di Jerez, in Spagna, quando per tutta la gara tenne dietro, senza scommettere scorrettezze, cinque vetture.

Sei che potevano essere sette, se nel Gran Premio precedente, quello di San Marino disputatosi a Imola, Pironi disobbedendo agli ordini di squadra, superò Villeneuve soffiandogli la vittoria, surreale il clima sul podio dove, nonostante la doppietta Ferrari i volti erano scuri. Gilles se la legò al dito e non era sereno a Zolder quando decise di scendere in pista solo per superare il compagno di squadra e sappiamo tutti come è andata a finire.

Irruento in pista, Gilles nella vita privata era l’anti divo per eccellenza, schivo e timido aveva poco amici fidati, tra cui lo sponsor e amico Giacobazzi, viveva in un “motorhome”, durante i gran premi un camion adattato a camper, insieme alla moglie Joanna e ai due figli Melanie e Jacques, che diventerà Campione del Mondo con la Williams, nel 1997 battendo la Ferrari e Michael Schumacher, eppure Jacques non è mai entrato nel cuore dei tifosi, troppo ingombrante il paragone con Gilles.

Ciao Gilles dopo 41 anni ci manchi ancora tanto.

Mimmo Bafurno