Australian Open amari per gli azzurri, Sinner battuto agli ottavi, tutti fuori tra il primo e il secondo turno gli altri
Mentre sono in pieno svolgimento gli australian open, prima prova stagionale del grande slam, con l’inizio della seconda settimana, per la pattuglia azzurra si è già conclusa l’avventura proprio domenica con l’eliminazione, negli ottavi, dell’ultimo italiano rimasto in gara, ossia Sinner. L’altoatesino, in un match molto combattuto, è stato sconfitto al quinto set, dalla sua bestia nera, il greco Tsitsipas che, soprattutto, mentalmente è venuto fuori da una situazione che si era complicata non poco. D’altronde non si è tra i primi 5 del ranking per caso, perché oltre alla classe, alla tecnica, ci vuole tanta forza mentale che ti permette di uscire da quei momenti negativi che possono crearsi nel corso di una partita. Qualità, queste, che evidentemente mancano ancora a Jannik, il quale dopo essere riuscito a rimontare due set, si è trovato nella posizione, quantomeno psicologica, di avere in pugno l’incontro. Il nostro portacolori, infatti, era riuscito a trascinare l’avversario al quinto, i primi due set erano andati via non solo per meriti dello stesso Tsitsipas ma anche per propri demeriti. Sinner, tuttavia, non si era mai disunito, ci aveva sempre creduto, aveva preso in mano le redini del gioco e si era aggiudicato il terzo e quarto set. A questo punto tutto lasciava presagire ad un suo successo, sull’onda dell’entusiasmo, la gara appariva a portata di mano, o meglio a portata di racchetta ed, invece, l’altoatesino crollava inopinatamente, lasciando il via libera al greco, che non doveva faticare più di tanto per ottenere la qualificazione ai quarti. L’italiano lascia così, mestamente, gli open d’Australia, c’era grande attesa alla vigilia, lo stesso era apparso in buone condizioni di forma, ma il crollo, soprattutto mentale, avuto nel set decisivo, ha lasciato quella sensazione ci auguriamo solo per il momento, che Jannik non sia ancora pronto per far parte del gotha del tennis, ad entrare nei primi 5 posti in classifica e men che meno a diventare n. 1. Tsitsipas, ancora una volta ha dimostrato, nei momenti topici del match, di essere superiore, non si è mai scomposto, nemmeno quando ha perso i due set che lo hanno portato a giocarsi la qualificazione al quinto, anzi lì è venuto fuori alla grande, con tutta la sua classe, la sua esperienza. La verità è che al momento l’Italia ha 4 ottimi tennisti, tutti con le potenzialità di entrare sicuramente tra i primi dieci del ranking, ma non ancora pronti a fare quel salto di qualità tale da poter far parte dei top five e poter vincere i tornei che contano, ossia un masters1000 o addirittura uno slam. Il solo Berrettini, tra l’altro eliminato clamorosamente al primo turno, a sprazzi, ha dato l’impressione di poter essere il più accreditato, ma troppo spesso paga dazio ad una certa fragilità muscolare. Ritornando a Sinner il suo cammino era stato, nei primi tre turni, alquanto agevole, all’esordio, infatti, travolgeva l’inglese Edmund con un eloquente 6-4 6-0 6-2, stessa sorte toccava all’argentino Etcheverry, battuto ugualmente in tre set con un secco 6-3 6-2 6-2. Al terzo turno, però, cominciava qualche scricchiolio, proprio quando iniziava ad alzarsi l’asticella. Contro l’esperto ungherese Fucsovics, Jannik doveva faticare fino al quinto per avere ragione del suo avversario, sia pure venendo fuori alla grande, letteralmente schiacciandolo. Il magiaro, infatti, si aggiudicava i primi due set con un doppio 6-4, il ritorno del nostro portacolori era devastante, con tre set nettissimi per 6-1 6-2 6-0. Due turni e tanto rammarico per Sonego, dopo aver superato il portoghese Borges in 4 set all’esordio, veniva eliminato soltanto al 5, in un incontro tiratissimo, dal polacco Hurkacz, testa di serie n. 10, che lo ha visto sempre avanti, salvo poi cedere, come detto nel set decisivo, 3-6 7-6 2-6 6-3 6-3 lo score. Fuori in maniera clamorosa, quanto inattesa, all’esordio, Berrettini, giunto a Melbourne con tante aspettative ed ambizioni, ad opera dell’inglese Murray, il quale dopo un’autentica maratona si aggiudicava il tie-break del quinto, dopo aver vinto e primi due e subito la rimonta dell’italiano. Seguito dall’altra inattesa eliminazione di Musetti, anch’egli al tie-break del quinto e anch’egli dopo aver rimontato i primi due set, ad opera del sudafricano Harris. Ha lottato pure Bellucci, unico azzurro ad aver superato le qualificazioni, considerato l’avversario ben più esperto, il francese Bonzi. Il giovane italiano è riuscito a portare la gara al quarto set riuscendo a vincere il primo e giocando alla pari anche negli altri tre, finendo poi sconfitto più che altro per una questione di inesperienza. Senza storia, di contro, la partita di Fognini, ma non è una novità, contro l’australiano Kokkinakis il ligure le ha prese di santa ragione, racimolando soltanto 5 games in tre set. Impietoso lo score: 6-1 6-2 6-2. Dunque la pattuglia azzurra, partita con molte ambizioni, specie con le due punte di diamante Berrettini e Sinner, lascia gli australian open con il bicchiere più vuoto che pieno, tanti i rimpianti, ma soprattutto con una visione incerta per il futuro. Ora bisognerà attendere la fine di febbraio e il mese di marzo quando saranno in programma i primi masters1000 in terra americana, cioè Indian Wells e Miami, per capire se ci sono margini di risalita e rinnovate ambizioni. Nonostante il torneo dello slam, non si è fermato il circuito dei challenger, da segnalare la semifinale raggiunta da Fonio, entrato in tabellone come lucky luser, al torneo di Nonthburi in Thailandia, sconfitto dal francese Cazaux in due set e da Maestrelli a Tenerife, superato in dal russo Shevchenko, ugualmente in due set. Da segnalare, in questo torneo, la presenza, oltre che di Maestrelli, di ben 4 italiani nei quarti. Classifiche ferme in attesa della conclusione degli open d’Australia, pertanto l’aggiornamento avverrà con l’inizio della prossima settimana.ROBERTO ERRANTE
