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Berrettini è tornato, vince il torneo di Marrachech, ottavo titolo in carriera e torna in top cento

Non poteva che iniziare nel modo migliore la stagione su terra per i colori azzurri, un titolo ed una semifinale impreziosiscono il fantastico 2024 per il tennis italiano. Il successo di Berrettini in Marocco, infatti, si aggiunge ai tre di Sinner e quello inatteso di Darderi a Cordoba. Berrettini, dunque, è tornato e lo fa in modo perentorio, alla sua maniera, rinasce a Marrakech, trovando il primo titolo ATP dopo due anni. L’azzurro ha battuto in finale lo spagnolo Carballes Baena con lo score di 7-6, 6-2, sfruttando la perfetta gestione tra la fine del primo e l’inizio del secondo set.

Per Matteo è l’ottavo trofeo (non trionfava dal Queen’s 2022) di una carriera che prometteva fasti e successi ma che si è interrotta bruscamente a causa di una serie infinita di infortuni. Con il trionfo al Gran Prix Hassan II, che si gioca sui campi del Royal Tennis Club di Marrakech, Berrettini, oltretutto, regala all’Italia il successo n. 90 nel circuito ATP dell’era open. Il nostro porta colori, dunque, non conquistava un torneo ATP dal Queen’s 2022. Da quel momento, è iniziato il Calvario, tra infortuni muscolari e traumatici, ritiri e sconfitte, mesi fatti di alti e bassi.

Per Matteo, tornato poche settimane fa dopo sette mesi di stop dall’ultimo infortunio, un nuovo inizio, con questa vittoria rientra prepotentemente in top 100, questa settimana sarà n. 84 del ranking. Dopo la finale persa nel Challenger di Phoenix, che ne ha decretato il suo ritorno, in Marocco l’italiano ha dato la sensazione di aver archiviato finalmente i problemi fisici che lo hanno condizionato nella parte finale del 2022 e per tutta la scorsa stagione. Il cammino di Matteo è stato a tratti esaltante, come quando all’esordio, ha liquidato senza tanti complimenti l’ostico Shevchenko, infliggendogli un sonoro 6-2 6-1. Sofferto in altri match, dove, però l’azzurro ha dimostrato di essere in una ottima condizione fisica e mentale, ma soprattutto di aver ritrovato quei colpi, come il servizio micidiale e il diritto devastante, che tanto hanno contribuito alle sue fortune. Così è stato nel secondo turno, contro lo spagnolo Munar, specialista di queste superfici, allorquando Berrettini ha dato fondo a tutta la sua classe, vincendo il primo set per 6-4, accusando un passaggio a vuoto nel secondo, perso con lo stesso punteggio, ma per poi riprendersi alla grande nel terzo, vinto con pieno merito per 6-3.

Ad attenderlo nei quarti Lorenzo Sonego in quella che è stata un’altra battaglia che Matteo ha interpretato alla perfezione, vincendo in due combattutissimi set per 6-3 il primo e al tie-break il secondo. In semifinale l’avversario era l’argentino Navone, altro tennista ostico, più che abituato a queste superfici. Ed, infatti, la gara inizia subito in salita perché il sudamericano si aggiudica un primo set tiratissimo al tie- break. Ma quel che è peggio che Berrettini si trova sotto per 2-0 nel secondo ed è sull’orlo del precipizio. Qui viene fuori il campione che è stato e che, ci auguriamo, sarà ancora per molto tempo. Recupera il break, lo ottiene e porta a casa il set per 6-3. Il terzo, a questo punto, non ha storia, con un secco 6-2 Matteo si conquista una meritata finale. Il romano sembra aver dato fondo a tutte le energie, d’altronde è ampiamente giustificato, con poche gare sulle gambe, il cammino faticoso in Marocco, sono tutte problematiche non di poco conto. Oltretutto l’avversario, più riposato in quanto in semifinale ha giocato prima, tra l’altro un incontro meno impegnativo e duraturo, è lo spagnolo Carballes Baena, campione in carica uscente e specialista su terra.

Manco a dirlo, Berrettini sfodera una prestazione magistrale, ribatte colpo su colpo nel primo set, fino a vincerlo per 7-5. I colpi funzionano alla perfezione, gli aces si susseguono, come le bordate di diritto, alla fine all’iberico non rimane che ammainare mestamente la bandiera e subire un sonoro 6-2. Per quanto riguarda gli altri italiani in gara, quarti per Sonego che, esentato al primo turno in quanto testa di serie n. 4, esordiva non senza apprensione nel secondo contro l’indiano Nagal che lo travolgeva nel primo set per 6-1. Qui veniva fuori tutto il carattere del torinese che vinceva gli altri due set per 6-3 6-4, ottenendo il passaggio ai quarti. Detto dei quarti dove il sorteggio ha messo Lorenzo di fronte a Berrettini e qui, seppure in una gara molto equilibrata, gli ha dovuto lasciare il passo. Quarti di finale anche per il redivivo Fognini, a cui vanno comunque dati grossi meriti, non fosse altro che è venuto fuori da due turni durissimi di qualificazione. Il ligure gioca alla grande, soffre e vince in rimonta in tre set contro il francese Gaston, 6-7 6-1 6-4 lo score.

Altra interminabile lotta nel turno successivo contro il serbo Djere e altra impresa di Fognini che dopo quasi 3 ore di gioco riesce ad avere la meglio sull’avversario proprio al fotofinish, al termine di tre set giocati alla morte che lo hanno lasciato esausto. 7-6 2-6 6-4 il punteggio. Acciaccato, malconcio e per aver dato fondo a tutte le sue resistenze, Fognini nei quarti oppone ben poca resistenza contro il russo Kotov che lo batte agevolmente per 6-1 6-2. Due turni per Cobolli, supera facilmente il giordano Shelbayh all’esordio per 6-1 6-4, ma poi capitola nel round successivo contro Kotov, opponendo ben poca resistenza soprattutto nel primo set, 6-1 7-6 alla fine. Breve parentesi, infine, per Matteo Gigante che pure era riuscito a qualificarsi, ma che è stato costretto al ritiro nel primo turno contro Carballes Baena che conduceva per 6-2 2-0. Nuova impresa, stavolta sfiorata, per Luciano Darderi che al torneo di Houston, categoria 250, è giunto sino alle semifinali, sconfitto più per inesperienza dal detentore del titolo e più esperto Tiafoe. Avversario dell’azzurro al primo turno era l’americano Kudla che metteva subito le cose in chiaro vincendo il primo set per 6-3.

Ma Luciano ripartiva a testa bassa, mettendo in campo tutto il carattere di cui è dotato e che gli ha permesso di trionfare a Cordoba. Vince con caparbietà il secondo set al tie-break e poi travolge l’avversario nel terzo per 6-2. Avversario difficile nel secondo turno, Francisco Cerundolo, testa di serie n. 2 e favorito per la vittoria finale. Le battaglie a Darderi piacciono, scende nell’arena e lotta, disputa un buon primo set vincendo per 6-4, ma poi deve subire la maggiore esperienza e tecnica dell’avversario che vince agevolmente il secondo per 6-2. Il terzo set, a questo punto si gioca colpo su colpo, è una lotta all’arma bianca, Darderi riesce a contenere l’argentino sino al tie-break dove si impone per 7-4. Senza storia, invece, il quarto, il nostro portacolori spedisce a casa, senza tanti complimenti, il padrone di casa Giron, in due set, addirittura per 6-0 il primo e per 6-4 il secondo. Nulla da fare, purtroppo, in semifinale, Tiafoe impone la sua esperienza e il suo gioco, Darderi tuttavia combatte alla grande, perde il primo set abbastanza nettamente per 6-2, ma nel secondo mette alle corde l’americano che viene fuori soltanto al tie-break, vinto per 7-2. La finale, tuttavia, è stata ad appannaggio dell’altro statunitense Shelton che porta a casa il torneo in tre set, 7-5 4-6 6-3 il punteggio. All’Estoril in Portogallo, altro ATP250, si è disputato lo storico, terzo, torneo settimanale, presente per l’Italia il solo Musetti che esordiva direttamente al secondo turno in quanto testa di serie n. 3.

Breve ed amara l’esperienza dell’azzurro che continua ad avere dei passaggi a vuoto inspiegabili, specie con avversari ampiamente alla sua portata. Stavolta a gioire è il padrone di casa Borges che liquida Lorenzo in due set 7-6 6-3. Grosse novità per quanto riguarda la classifica settimanale, soprattutto in chiave azzurra. Ranking immutato nei primi 8 posti: 1° Djokovic, 2° Sinner, 3° Alcaraz, 4° Medvedev, 5° Zverev, 6° Rublev, 7° Rune. Grazie al trionfo dell’Estoril Hurkacz guadagna due posizioni ed ora è n. 8. Stabile al 9° posto Dimitrov, scende di due gradini Ruud che ora è n. 10. Secondo degli italiani Musetti, sempre al n. 24, mentre perde tre posti Arnaldi che scende al n. 38. Scala 4 posizioni Sonego, ora n. 57, resta stabile Cobolli al n. 63, tallonato da Darderi che grazie alla semifinale di Houston guadagna altre 8 posizioni e si piazza al n. 64. Scende di un gradino Nardi, ora al n. 76, con la vittoria di Marrakech, di contro, Berrettini guadagna ben 51 posizioni ed è n. 84. Anche Fognini, ultimo degli italiani in top cento, sale di 6 posti e si piazza al n. 94.

ROBERTO ERRANTE