Il danese Rune è il nuovo astro nascente del tennis, vince Parigi Bercy ed entra nella top ten.
Con la finale del masters1000 di Parigi Bercy si è conclusa la stagione ufficiale del circuito ATP, almeno per quanto riguarda i tornei previsti in calendario, restano di disputare le ATP Finals Next Gen che si svolgeranno a Milano a partire da questa settimana e le ATP Finals, in programma a Torino la settimana successiva. Infine a Malaga si giocheranno le fasi finali della Coppa Davis. A mettere la firma sul torneo parigino è stato il 19enne danese Holger Rune, battendo in rimonta Novak Djokovic, si presenterà alle Next Gens di Milano al via martedì con un nuovo biglietto da visita: n.10 del ranking Atp e prima riserva alle Atp Finals. Holger è ormai l’astro nascente del tennis mondiale, lui ed Alcaraz saranno quelli che a pieno titolo prenderanno il posto di Nadal e dello stesso Djokovic, ormai sul viale del tramonto. La stessa vittoria di Bercy non sorprende più di tanto, molti sono i traguardi ottenuti con questo successo per Holger: è infatti il primo danese ad entrare tra i primi 10 giocatori del mondo, il primo a battere cinque top 10 consecutivi (Finals escluse), vince il primo Masters 1000 della carriera, e sarà riserva alle Nitto ATP Finals di Torino, nonché favorito indiscusso alle NextGen di Milano. Anche se Rune, in seguito al successo di Parigi, ha preferito concentrarsi sulle Finals di Torino, dove sarà la prima riserva. Verrà sostituito da Arnaldi, terzo italiano del torneo (record assoluto), subentra nel Gruppo Verde, dove troverà Nakashima, Lehecka e Passaro. Musetti invece ha confermato la propria presenza e sarà nel Gruppo Rosso con Draper, Tseng e Stricker. Rune ha chiuso una settimana da sogno imponendosi col punteggio di 3-6, 6-3, 7-5, dopo oltre due ore e mezza di gioco fino all’ultimo punto, su un Djokovic, mai domo, che contava di raggiungere il settimo successo parigino e il suo 39/o titolo Masters 1000. La vittoria sofferta al primo turno contro il vecchio volpone Wawrinka, al termine di tre set tiratissimi, 4-6 7-5 7-6, ha infuso al danese quella consapevolezza e quella fiducia che lo hanno portato, poi, all’insperato successo. Da lì, infatti, il cammino per Rune è sembrato quasi una formalità, o meglio lo ha fatto diventare lui stesso una formalità, vista la semplicità con cui è andato fino in fondo. Nel secondo turno liquidava facilmente, in due set 7-5 6-1, la testa di serie n. 10 del torneo, il polacco Hurkacz, poi nel terzo toccava al russo Rublev, n. 7 del seeding, altra vittima eccellente, lasciare strada al vichingo che lo superava in due set, 6-4 7-5 lo score. Nei quarti ad attendere Rune c’era lo spagnolo Alcaraz, uno dei favoriti del torneo, un ostacolo quasi insormontabile, ed, invece, il danese sfoderava un’altra prestazione eccellente, vinceva il primo set per 6-3 e poi arrivava al tie-break del secondo, dove, però, complice un infortunio, l’avversario era costretto a ritirarsi. Superato pure Alcaraz, a questo punto la finale era ad un passo, la semifinale che pure si presentava impegnativa veniva ridotta ad una formalità. Spazzato via anche Auger-Aliassime, n. 8 del torneo e ennesimo top ten, sul cammino di Holger che lo spediva a casa con un perentorio 6-4 6-2. Senza infamia e senza lode la partecipazione degli italiani, dato il forfait di Berrettini, le speranze erano riposte in Sinner che si giocava le residue chances di partecipare alle Finals, seppure ormai come riserva. Gli altri azzurri ai nastri di partenza erano: Musetti, Sonego e Fognini. Il carrarese è quello che si è distinto maggiormente, ha disputato un buon torneo, è giunto sino ai quarti dove, però, ha dovuto lasciare strada ad un travolgente Djokovic che gli ha inflitto un sonoro 6-0 6-3, a dimostrazione che il tennis italiano deve ancora alzare l’asticella per essere competitivo in questi grandi tornei e soprattutto negli scontri con un top. Nel primo turno Musetti batteva in maniera relativamente facile in due set Cilic, 6-4 6-4, poi sconfiggeva ancora più facilmente il georgiano Basilashvili per 6-2 6-4 e poi compiva il capolavoro con il norvegese Ruud, venendo fuori da un complicatissimo match, risolto al terzo set. 4-6 6-4 6-4 il punteggio. Nei quarti, poi, come detto, nulla ha potuto contro Djokovic. Sinner, dal canto suo, chiudeva in maniera ingloriosa un annus orribilis, costellata da infortuni, ritiri e inopinate sconfitte, come quella di Bercy contro lo svizzero Huesler, che lo sovrastava nel gioco e nel punteggio, 6-2 6-3 lo score. L’altro azzurro Fognini si fermava al secondo turno, con grosse difficoltà, soltanto al terzo set, aveva ragione del qualificato francese Fils, battuto per 7-6 6-7 6-2, all’esordio, crollava, successivamente, ad opera del bulgaro Dimitrov che gli infliggeva un sonoro 6-0 nel primo set e poi vinceva 7-5 il secondo. Peggio ha fatto Sonego che ha avuto l’ennesimo black out di una stagione forse tra le più negative della sua carriera. Ennesima sconfitta al primo turno, questa volta ad opera dell’americano Tiafoe in due set per 6-4 6-4. Da segnalare la semifinale raggiunta da Cecchinato nel challenger di Guayaquil in Ecuador, battuto in due set dal tedesco Altmaier. Per quanto riguarda il ranking, ormai quasi definitivo, restano da assegnare i punti delle ATP Finals e delle Finals Next Gen. Non mancano le novità tra i top ten, con Alcaraz che chiude al n. 1, n. 2 è Nadal, mentre con due posizioni guadagnate al 3° posto sale Tsitsipas, Ruud, invece, resta n. 4. Scende di due gradini Medvedev, ora n. 5, di contro ne sale due Auger-Aliassime che gli valgono il n. 6. Guadagna due posizioni anche Rublev che è n. 7, ne perde una Djokovic sceso al n.8 . Più 2 anche per Fritz ora n. 9, mentre la novità di questa settimana, come detto, è l’ingresso in top ten di Rune, grazie al successo di Parigi guadagna ben otto posizioni, piazzandosi al n. 10. Per quanto riguarda gli italiani, Sinner perde tre posti e chiude la stagione al n. 15, – 1 per Berrettini che chiude anche lui la stagione al n. 16. Stabile Musetti al n. 23, nonostante l’eliminazione al primo turno Sonego sale di ben 4 gradini ed ora si ritrova al n. 47, ne sale 3 anche Fognini che si porta al n. 56, ultimo degli italiani nella top cento.
ROBERTO ERRANTE
