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L”eterno problema: il caos delle strutture

Oggi vi propongo un tema molto discusso, che rappresenta per gli addetti ai lavori uno dei problemi più grandi, che puntualmente si ripropone ogni anno, in maniera prepotente ed incalzante: La disponibilità delle strutture.

Come nello stile di questa rubrica, proverò a trattarlo con sarcasmo e provocazione.

Arriva giugno, finisce l’anno sportivo.

Si giocano le ultime partite, spesso “amichevoli”.

Le voci tra i genitori si rincorrono “Ma l’anno prossimo, che si fa?  avete saputo qualcosa dal Presidente? Ma saremo sempre qui? presidente ma non potremmo vedere di iniziare un po’ prima? …e così via”

La risposta, sempre la stessa: Dipende dalle disponibilità

Ora mi chiedo: “Ma possibile che non si riesca a poter fare un programma neanche a breve tempo, tipo 3/5 anni, perché puntualmente ogni fine stagione bisogna fare i conti con regolamenti vecchi, obsoleti e spesso, peggio ancora, con giochi politici e lotte di interessi tra organi preposti (Provincia, Comune) e Dirigenti scolastici sempre più padroni della delibera?”

C’è un dato che viene usato SEMPRE dalle parti in questioni, cioè la pressione fatta dai presidenti e rappresentanti di essi, per accelerare i tempi.

Certo, dico usato, perché, l’uno lo fa pesare sulle spalle dell’altro e così via.

Ora, detto ciò, vi chiedo (e qui entra in gioco la provocazione):

E, se, alla fine, avessero ragione loro?

Se davvero non si può fare diversamente? D’altronde il regolamento parla chiaro, l’iter da seguire porta a quei tempi!

Noi, in che modo possiamo cambiare questo?

O meglio ancora, invece di criticare solo, che tipo di proposte reali, che siano vantaggiose per entrambi le parti, siamo in grado di proporre?

Ci siamo mai messi nella condizione di essere davvero democraticamente realisti e propositivi?

Ragazzi, il mondo non è nato così com’è oggi.

La rubrica, voluta, nasce per raccogliere proposte e dare voce a quanti più possibili.

Scriveteci il vostro pensiero utilizzando la mail [email protected]

Commenti, proposte, pensieri e, perché no critiche, sono ben accetti e voluti. Magari insieme riusciamo ad elaborare una proposta seria, che possa aiutarci a superare questa snervante situazione.

Alla prossima….

Salvatore, il vostro Direttore Battitore