Tennis, settimana alquanto deludente per gli azzurri
Chiusa la parentesi della Coppa Davis, il circuito maggiore dell’ATP ha riaperto i battenti con la disputa di due tornei della categoria 250 ma soprattutto con la parentesi, sempre affascinante, della Laver Cup, un torneo di esibizione, intitolata, appunto, a Rod Laver, il grandissimo campione australiano e che mette di fronte una selezione di tennisti europei contro una selezione del resto del mondo. Iniziamo proprio da questa manifestazione, itinerante, che quest’anno si è svolta a Boston e che, per il quarto anno consecutivo ha visto il successo del team del vecchio mondo, capitanato dal fuoriclasse Borg, soprattutto travolgere per 14-1 quello del nuovo mondo, capitanato dall’altro asso McEnroe. Come due anni fa, l’anno scorso non si è disputata causa pandemia, in cui fece parte del team europeo Fognini, anche in questa manifestazione si è avuta la presenza di un azzurro, Berrettini, che si è comportato più che degnamente. Facevano parte, infatti, della rappresentativa europea, insieme all’italiano: Medvedev, Tsitsipas, Zverev, Rublev e Ruud, tutti nella top ten del ranking, una bocca di fuoco impressionante. Il team World ha contrapposto: Auger-Aliassime, Shapovalov, Schwartzman, Opelka, Isner e Kyrgios e non a caso la classifica si è fatta sentire oltremodo, visto il risultato finale. Toccava proprio al nostro Berrettini il match d’esordio contro il canadese Auger-Aliassime, suo grande amico e già battuto più volte, l’ultima nella semifinale di Wimbledon. Il Romano non ha tradito le attese, battendo in tre set l’avversario, dopo aver perso il primo al tie-break. A Berrettini poi è toccata pure la gara di doppio, in coppia con il tedesco Zverev, entrambi, tuttavia, si sono lasciati sorprendere dal duo americano-canadese Isner-Shapovalov che ha riportato l’unico punto per la propria compagine. Senza storia, dunque, questa intrigante manifestazione, che ha stabilito ancora una volta la supremazia del tennis europeo nei confronti di quello del resto del mondo. La settimana, come abbiamo accennato, è stata caratterizzata, inoltre, dalla disputa di due tornei del circuito maggiore, entrambi, come detto, series 250, uno si è giocato ad Astana in Kazakistan, l’altro a Metz in Francia. Il primo è stato vinto a sorpresa dal coreano Soonwoo Kwon, al suo primo successo in carriera, che in finale ha battuto l’australiano Duckworth, altra sorpresa del torneo. Davvero fugace l’apparizione dei due italiani presenti, Musetti e Seppi. L’alto atesino si è fatto sorprendere al primo turno dalla wild card kazaka Skatov, perdendo in tre set, mentre Musetti dopo aver faticato più del dovuto, all’esordio, contro l’australiano Polmans, si è arreso, nel turno successivo, al serbo Djere. Nell’altro torneo, a Metz, le speranze erano riposte su Sonego, il torinese dopo aver superato alla grande l’ungherese Fucsovics, ha perso inopinatamente dal norvegese Rune nel secondo turno. Fuori subito Cecchinato da parte del veterano tedesco Kohlschreiber e Mager, anche se con qualche attenuante data la caratura dell’avversario, il georgiano Basilashvili. Per la cronaca il torneo è stato vinto dal polacco Hurkacz che in finale non ha lasciato scampo allo spagnolo Carreno Busta. Il polacco con questo successo oltre a piazzarsi al 12° posto del ranking, soprattutto sale all’ottavo posto della race, la speciale classifica che permette la partecipazione alle ATP Finals. A proposito di ranking, anche questa settimana non ci sono stati grossi scossoni, almeno per le prime posizioni, tutto invariato con Djokovic n. 1, Medvedev n. 2, Tsitsipas e Zverev, rispettivamente 3° e 4°. Il russo Rublev è n. 5, Nadal è sesto, mentre al 7° posto c’è Berrettini seguito da Thiem che è ottavo, nono Federer, chiude la top ten il norvegese Ruud. Resta secondo degli italiani Sinner stabile al 14° posto. Sonego sale di un gradino ed ora è 23°, come pure Fognini ora n. 31, mentre Musetti perde ben 4 posizioni attestandosi al 61 posto. Nessuna novità per Mager che resta fermo al 78° posto, sale di una Cecchinato, ora n. 82, crolla di ben 8 posizioni, invece, Seppi che scende al 95° posto, chiude la top cento degli italiani Travaglia, che sale di un gradino, ed è n. 97.
ROBERTO ERRANTE
