Nulla cambi perché tutto cambi
Dando un’occhiata superficiale, non è cambiato nulla. Il sabato della ventisettesima giornata di campionato si è risolto con due pareggi, quello dell’Atalanta certamente poco pronosticabile, che hanno lasciato le cose come stavano nelle zone di vertice. Approfondendo un po’ il discorso, invece, magari si può cogliere qualche differenza rispetto al recente passato. Napoli-Inter è finita 1-1.
La squadra di Conte non vince dalla gara interna con la Juventus, in cinque partite ha racimolato quattro pareggi e una sconfitta. Però, le precedenti sfide terminate in parità avevano visto gli azzurri sempre rimontati, nonché schiacciati dagli avversari nei secondi tempi, fino ad essere raggiunti nei minuti finali, oppure battuti, come è successo a Como. Stavolta no. Il Napoli è stato superiore all’Inter. Sia da un punto di vista atletico che sul piano delle occasioni create. La sconfitta sarebbe stata una grossa ingiustizia, lo sanno benissimo gli interisti, soddisfatti tutto sommato più dei partenopei per il punto portato a casa e per il primato conservato. Il Napoli non ha vinto ma è tornato a livelli di forma e di convinzione apprezzabili. Soltanto un tiro nello specchio per gli uomini di Inzaghi: il calcio di punizione piazzato da Dimarco all’incrocio dei pali al minuto 22.
Per il resto, i numeri parlano chiaro: 62% di possesso palla e dodici calci d’angolo per i padroni di casa, contro i tre ottenuti dagli ospiti. Il Napoli ha giocato bene e ha trovato conforto anche dalle prestazioni dei singoli. Uno dei migliori in campo è stato Billy Gilmour, che curiosamente non giocava titolare dalla partita d’andata contro i nerazzurri e che è stato schierato da Conte al posto dell’infortunato Anguissa. Quando lo scozzese è stato richiamato in panchina al 78’, il suo sostituto, Philip Billing ha trovato il gol del preziosissimo 1-1. Anche Okafor e Ngonge, in campo nel finale al posto di Raspadori e Politano, non hanno giocato affatto male. Anzi, il belga ha avuto al 95’ il pallone del successo e del sorpasso in classifica. Gradito ritorno in campo per Olivera, che nel finale ha dato il cambio a Spinazzola. Sono mancate fortuna e precisione, questo si.
Forse manca anche un rigore per fallo di mano di Dumfries. Lukaku, che ha disputato un’ottima partita da attaccante di sponda, ha avuto nel primo tempo due grosse occasioni. La prima conclusione è finita fuori di poco, sul secondo tentativo ha trovato il ginocchio di Bastoni a sbarrargli la strada. Raspadori è stato meno ispirato del solito e ha maldestramente litigato con il pallone dopo aver superato il portiere in uscita. Martinez, il sostituto dell’infortunato Sommer, nel secondo tempo ha respinto una conclusione violenta di McTominay e si è fatto trovare pronto anche in altre circostanze. Per Inzaghi sono stati forzati i primi cambi, con Chalanoglu e Dimarco fuori al 50’ e sostituiti da Zielinski e Pavard. L’Inter nel secondo tempo ha pensato esclusivamente a difendersi, senza creare nulla. Il pareggio, agguantato all’87’ da Billing, va addirittura stretto a Conte.
Qualche infortunato è già rientrato, Neres sta per tornare, Gilmour e Billing hanno fatto capire che Anguissa può recuperare con calma. Insomma, il Napoli sembra aver superato il momento più critico della stagione, rimanendo attaccato al primo posto. A differenza delle precedenti annate, a marzo stavolta il campionato è tutt’altro che finito. Si prevede un arrivo in volata. E il Napoli sembra pronto ad alzarsi sui pedali.
Domenico Fabbricatore
