Altri sportAmarcordTennisTop News

Nulla da fare per Sinner, sconfitto in finale a Pechino da Alcaraz. Bolelli-Vavassori vincono il doppio

Dunque Sinner stavolta non ce l’ha fatta. Jannik non è riuscito a bissare la vittoria dell’anno scorso che costituì la svolta di una carriera che, nel giro di pochi mesi, lo ha portato a risultati inimmaginabili ma soprattutto al vertice della classifica mondiale. E’ la prima sconfitta in una finale nel 2024 dopo che ne aveva vinte sei su sei, portando a casa altrettanti tornei (Australian Open, Rotterdam, Miami, Halle, Cincinnati, US Open). Un dominio assoluto che rende bene l’idea della stagione giocata dall’altoatesino, vincendo ben 59 partite sulle 65 giocate.

C’è voluto uno straordinario Carlos Alcaraz, che si è aggiudicato il torneo ATP 500 di Pechino, conquistando il suo sedicesimo titolo, per piegare, un altrettanto grandissimo, Sinner in rimonta dopo aver perso il primo set al tie-break, vincendo per 2-1 (7-6, 4-6, 6-7), negando, appunto, al campione azzurro il bis nel China Open. Sinner con questa sconfitta perde qualche punto nel ranking ATP, ma il suo vantaggio nella classifica mondiale resta abissale: Jannik ha comunque un margine di ben 4000 punti proprio nei confronti dello spagnolo. Al di là della sconfitta avvenuta contro uno dei pochi avversari che può batterlo anche quando Sinner gioca al meglio, le attenuanti per il nostro porta colori sono tante.

A cominciare dal punto di vista psicologico, dove Jannik sta dimostrando di avere un carattere di ferro, se si pensa che da marzo sta giocando avendo in testa le preoccupazioni legate alla vergognosa vicenda doping, che tuttora non è ancora finita dopo il ricorso al TAS della WADA. L’azzurro ha continuato a macinare gioco e vittorie come se nulla fosse, con una semplicità disarmante, non si può, quindi, che restare colpiti dalla forza mentale del numero uno al mondo. La partita era molto attesa, perché Sinner e Alcaraz sono considerati i due migliori tennisti della loro generazione (in questo momento i due migliori tennisti al mondo) e le loro partite sono solitamente molto spettacolari.

Anche questa non ha deluso le aspettative: è stata equilibrata e incerta fino alla fine, con scambi e colpi di altissimo livello. Ha vinto lo spagnolo sul filo di lana, al tie-break del terzo set dopo che Sinner era in vantaggio per 3-0, infilando ben 7 punti consecutivi. Con questo successo Alcaraz porta a sette le vittorie sull’altoatesino contro le 4 dello stesso. Il cammino di Jannik è stato alquanto faticoso, il ricorso della Wada, la cui notizia è giunta mentre stava giocando il match d’esordio ha, comunque, lasciato degli strascichi. Così già al primo turno, contro lo scatenato Jarry ha dovuto mettere in campo tutta la sua tecnica e potenza per avere ragione dell’avversario, in una gara che si era complicata con la perdita del primo set per 6-4 in favore del cileno. Sinner, poi, ha preso le contromisure, è cresciuto alla distanza e ha finito per travolgere l’avversario per 6-3 6-1. Stesso canovaccio nel secondo turno, era Safiullin a partire a spron battuto e vincere il primo set per 6-3, salvo poi dover lasciare strada all’italiano che conquistava le successive due partite per 6-2 6-3.

Nei quarti ad attenderlo c’era Lehecka, avversario ostico, stavolta, però, Sinner è sceso in campo determinato a chiudere subito ogni discorso. Il ceco è riuscito ad opporre una minima resistenza soltanto nel secondo set, dopo aver perso il primo per 6-2, quando ha trascinato Jannik sino al tie-break, che lo ha vinto di giustezza. In semifinale l’azzurro ha trovato il padrone di casa Bu, che ottenuta una wild card, è riuscito a sorpresa ad arrivare fino in semifinale, portandosi dietro di se scalpi eccellenti quali il nostro Musetti e soprattutto Rublev. Nulla da fare, però, contro un Sinner in stato di grazia che lo ha regolato in due set, dominando il primo, con il punteggio di 6-3 7-6. Poi la finale che è andata come tutti sappiamo.

Al via al torneo di Pechino, oltre a Sinner c’erano Sonego, Musetti e Cobolli, proprio quest’ultimo, che continua nel suo periodo positivo, ha conseguito i maggiori risultati raggiungendo i quarti e arrendendosi soltanto a Medvedev che lo piegava in due set, 6-2 6-4 lo score. In precedenza il fiorentino aveva superato il kazako Bublik nel primo turno, in tre set dopo aver perso il primo per 6-4, vinceva gli altri due per 6-1 7-6. Nel round successivo, poi, aveva la meglio sul bombardiere russo Kotov, liquidandolo per 6-4 6-2. Delude Musetti, che sembra aver perso lo smalto dei tornei estivi che lo avevano visto trionfare sulla terra e sull’erba. Il carrarino faticava non poco per battere il belga Bergs, ci volevano tre set per domare un avversario mai domo, il quale dopo aver perso il primo set, si portava in parità. A quel punto veniva fuori la classe di Musetti che per 6-3 portava a casa partita e incontro.

L’azzurro nel secondo turno, poi, cedeva inopinatamente al cinese Bu in due set, complice anche un infortunio al braccio che lo menomava nel gioco, per 6-2 6-4. Peggio ha fatto Sonego, il torinese è in caduta libera, contro un avversario ampiamente alla portata, il francese Mannarino e dopo aver dominato il primo set (6-1), crollava miseramente perdendo nettamente i successivi per 6-2 6-3 e collezionando l’ennesima disfatta stagionale.

Ma anche il torneo di Pechino, così come sta accadendo sovente in questa stagione, ha avuto un lampo azzurro, la coppia “terribile” Bolelli-Vavassori ha vinto il torneo di doppio. Gli azzurri hanno superato il finlandese Heliovaara e il britannico Patten, coppia n. 3 del seeding, in tre set 4-6 6-3 10-5.

Simone e Andrea non si fermano più. Un match in crescendo per il bolognese e il torinese che, dopo aver ceduto un primo set equilibrato, hanno cambiato marcia nel secondo parziale, chiuso con un netto 6-3, per poi dominare il super tie-break finale. Un’ottima prova degli azzurri, teste di serie n. 1 del tabellone, che hanno giocato la quinta finale stagionale dopo Australian Open, Buenos Aires, Roland Garros e Halle, conquistando il terzo titolo dell’anno. Un 2024 finora indimenticabile per Bolelli e Vavassori che ormai vedono a un passo la qualificazione alle ATP Finals di Torino.

Saliti al terzo posto nella Race davanti agli australiani Purcell/Thompson, i due azzurri hanno 5.360 punti: mancano ormai pochi punti per l’aritmetica e con il trionfo al China Open hanno messo una seria ipoteca alla qualificazione. Oltre a Pechino in settimana si è svolto il torneo gemello di Tokio, altro ATP500, che ha visto ai nastri di partenza ben 4 italiani. Sfortuna nera per Berrettini, ancora una volta costretto al ritiro per l’ennesimo infortunio muscolare che continua a flagellarlo in questa stagione. Il romano esordiva alla grande asfaltando il malcapitato olandese Van de Zandschulp in due set per 6-3 6-4, ma poi nel turno successivo doveva arrendersi alla mala sorte contro il francese Fils, vincitore in seguito del torneo.

E dire che Berrettini aveva vinto il primo set meritatamente e probabilmente si avviava a vincere la gara quando, nuovamente i muscoli addominali lo hanno abbandonato, costringendolo al ritiro. Continua a pagare a caro prezzo la poca attitudine alle superfici veloci Darderi, ennesima sconfitta al primo turno sul cemento e nuovamente ad opera di Navone che sta diventando la sua bestia nera. L’argentino regola l’azzurro con un duplice 6-4. Stessa sorte per Arnaldi che oppone ben poca resistenza all’americano Paul che ha vita facile imponendosi per 6-3 6-2.

Nulla da fare nemmeno per Bellucci che, comunque, ha il merito di aver superato le qualificazioni, è il britannico Draper a spedirlo a casa in due set (6-4 6-2). Il torneo ha avuto un epilogo tutto transalpino, lo ha vinto Fils in una finale molto combattuta contro il connazionale Humbert, in rimonta dopo che quest’ultimo aveva aperto i giochi portando a casa il primo set per 7-5, salvo poi perdere i successivi due. 7-6 6-3 per Fils. Per quanto riguarda la classifica settimanale vede sempre primo Sinner, che come detto ha 4000 punti di vantaggio sul secondo che ora è Alcaraz. Grazie al successo di Pechino lo spagnolo supera in classifica Zverev ora n. 3. Nessun cambiamento, invece, fino al n. 10, quindi, al n. 4 troviamo Djokovic, al n. 5 Medvedev e al n. 6 l’altro russo Rublev. L’americano Fritz è n. 7, il polacco Hurkacz n. 8, il norvegese Ruud n. 9. Chiude la top ten il bulgaro Dimitrov al n. 10. Per quanto riguarda gli altri azzurri, Musetti si conferma al n. 18. Cobolli ottiene due posizioni e sale al n. 30, mentre ne perde tre Arnaldi, ora n. 36. Stabile Darderi, sempre n. 42, mezza pena per Berrettini, nonostante il ritiro, sale di un gradino e si piazza al n. 44. Guadagna una posizione anche Sonego ora n. 49, Fognini ne perde una ed ora è n. 81, come pure Nardi ora n. 89, ultimo degli italiani in top cento.

ROBERTO ERRANTE