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Alla United Cup grande Italia sconfitta in finale dalla corazzata USA. Sinner sconfitto nei quarti ad Adelaide.

La stagione 2023 è iniziata, il calendario ha proposto subito una grande manifestazione di scena in terra australiana, suddivisa su tre città, Brisbane, Perth e Sidney: la United Cup. Il torneo, dal ricchissimo montepremi, ha preso il posto dell’Atp Cup, riservato sempre alle nazionali, stessa formula con gironi all’italiana, quarti, semifinale e finale, con in palio punti validi ai fini del ranking atp, ma con la differenza che le squadre erano a composizione mista, quindi aperto anche alle donne, per cui patrocinato oltre che dall’ATP anche dalla WTA. Con 18 nazioni divise in sei gironi, l’Italia è stata inserita nel ‘Gruppo E di scena alla Pat Rafter Arena di Brisbane insieme a Brasile e Norvegia. Il format di ogni incontro fra nazioni prevedeva quattro singolari (due maschili, due femminili) e un doppio misto, la formazione azzurra, guidata da Vincenzo Santopadre, era formata dai singolaristi Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, oltre ai doppisti Andrea Vavassori e Marco Bortolotti, mentre per le donne: Martina Trevisan, Lucia Bronzetti, Nuria Brancaccio e la doppista Camilla Rosatello. L’esordio contro il Brasile vede l’Italia faticare più del previsto, gli azzurri vincono 3-2, decisivi gli incontri di Musetti, Berrettini e Bronzetti che battono rispettivamente, tutti in due set, Meligeni Alves, Monteiro e Pigossi. Senza storia, invece, lo scontro con la Norvegia che vede i nostri portacolori trionfare addirittura per 5-0, nonostante tra le fila dei vichinghi vi era un certo Ruud n. 3 del mondo. Il solito Musetti e la Trevisan portano l’Italia sul 2-0 nella prima giornata, ma il capolavoro lo compie Berrettini che supera in due set Ruud, poi a punteggio acquisito arrivano anche i successi della Bronzetti e del doppio formato da Musetti-Rosatello. Meritatamente ai quarti gli azzurri affrontavano la Polonia, tuttavia, pur venendo sconfitti per 3-2 accedevano ugualmente in semifinale grazie alla migliore differenza set. I due punti valevoli per la qualificazioni giungevano da Musetti, terza vittoria consecutiva e da una nuova impresa di Berrettini che si sbarazzava di Hurkacz. Come detto le sconfitte successive della Trevisan e del doppio non pregiudicavano la qualificazione. In semifinale c’era la Grecia di Tsitsipas e della Sakkari ad attendere gli italiani, in un match tutt’altro che facile. Come per pressi l’esordio toccava a Musetti che concedeva soltanto due games al suo avversario, stavolta toccava alla Trevisan compiere l’impresa della giornata, sfoderando una prestazione magistrale, batteva la Sakkari, n. 7 del ranking, portando la sua squadra sul 2-0. Era Tsitipas, al termine di un match combattutissimo, a regalare l’unico punto alla Grecia, superando a fatica, in tre set, Berrettini che concedeva un break nel finale del terzo. Metteva le cose a posto la Bronzetti regalando il punto della vittoria all’Italia che si aggiudicava, poi, anche il doppio, fissando il risultato sul 4-1. In finale gli azzurri trovavano la corazzata USA, che in semifinale aveva surclassato la Polonia, infliggendole un sonoro 5-0. Gli americani trovano subito la strada spianata, Musetti, infatti, contro Tiafoe è costretto al ritiro causa un infortunio alla spalla, poi nulla può la Trevisan, nonostante si batta come una leonessa, contro la n. 3 del mondo Pegula. Sul 2-0 Berrettini ha l’arduo compito di risollevare le sorti della propria scuderia, contro Fritz, però, non basta l’ennesima prestazione sopra le righe, l’americano al termine di un incontro tiratissimo, vince con due tie-break, regalando la coppa al proprio team. Il punteggio poi diventerà ancora più rotondo con la Keys che batte con facilità la Bronzetti. Una buona Italia, dunque, che, forse, con un pizzico di fortuna in più, avrebbe potuto ambire anche al massimo traguardo. Gli azzurri si consolano, tuttavia, con i punti guadagnati che permettono a tutti di guadagnare posizioni in classifica. Oltre alla United Cup, il circuito prendeva il via a tutti gli effetti, con due tornei di categoria 250,  a Pune in India e il primo di Adelaide, l’International 1. A Pune erano presenti per i nostri colori Cecchinato e Cobolli, che superavano entrambi il primo turno. Ottimo Cecchinato che strapazzava addirittura Basilashvili, mentre più facile il compito di Cobolli contro il padrone di casa Sasikumar, battuto in due set. Entrambi, però, si fermavano al secondo turno, nello scontro tra Italia ed Olanda, Cecchinato perdeva contro Griekspoor e Cobolli, nonostante la grossa prestazione,  contro Van de Zandschulp. Il torneo è stato vinto proprio da Griekspoor che in finale ha battuto in tre set il francese Bonzi. Ad Adelaide l’Italia era rappresentata da Sinner che in effetti ha iniziato nel peggiore dei modi l’anno nuovo. Dopo aver esordito con una vittoria contro l’Inglese Edmund, nel secondo turno batteva il padrone di casa Kokkinakis, nei quarti usciva battuto ed infortunato, l’ennesimo, dal match contro l’americano Korda in due set. Per l’Italia l’anno si apre in maniera positiva anche nel circuito dei challenger, al torneo di Noumea in Nuova Caledonia vince Raul Brancaccio, superando in finale il francese Lokoli in tre set, 46 75 62 lo score. Il primo ranking dell’anno vede tutto invariato nelle prime cinque posizioni: 1) Alcaraz, 2) Nadal, 3) Ruud, 4) Tsitsipas, 5) Djokovic. Guadagna due posizioni Rublev che sale al 6° posto, ne perdono una Auger-Aliassime e Medvedev che, di contro, scendono rispettivamente al n. 7 e al n. 8, stabile Fritz al n. 9, rientra bella top ten Rune, ora, appunto, n. 10. Con i punti della United Cup Berrettini sale di due gradini, ora è n. 14 e primo degli italiani. Continua a scendere, invece, Sinner, perde una posizione e ora è n. 16, tallonato da Musetti che con 4 posti ottenuti entra tra i primi venti, attestandosi al n. 19. Sonego sale al n. 44, Fognini scende al n. 57, rientra tra i primi cento Cecchinato che con ben 8 posizione guadagnate ora è n. 93.

ROBERTO ERRANTE