Barcellona fa rima con Calzona
Francesco Calzona è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Sarà lui dunque a sfidare il Barcellona, negli ottavi di finale di Champions League. Il “Mazzarri bis” è durato appena 97 giorni. L’allenatore toscano era stato richiamato sulla panchina azzurra lo scorso 14 novembre, in concomitanza della sosta per le nazionali, in sostituzione di Rudi Garcia, dopo la sconfitta a Fuorigrotta contro l’Empoli. Tanto entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco, il caro Walter è stato accolto con affetto da una piazza che di lui conservava il dolce ricordo della precedente esperienza, che è coincisa con il primo vero ritorno ai vertici del calcio italiano per la società partenopea. Esordio a Bergamo il 25 novembre, accompagnato anche dalla buona stella. Buon primo tempo, calo vistoso nella ripresa. Ma vittoria preziosa in trasferta, grazie ad un errore del portiere avversario. Il gol del successo siglato da Elmas non è stato solo l’ultimo realizzato dal macedone, poi ceduto al Lipsia, in maglia azzurra. E’ stato proprio l’ultimo gol realizzato in trasferta dal Napoli di Mazzarri in campionato.
Quasi come fosse un segnale di sofferenza, nella successiva sfida europea al Santiago Bernabeu, Mazzarri si è presentato in panchina febbricitante, per poi procurarsi anche uno strappo muscolare per uno scatto di troppo. Anche a Madrid, il suo Napoli, dopo un inizio confortante, è venuto meno alla distanza. Sarebbe stato un copione ripetuto nelle successiva gare con Inter e Juventus, perse senza nemmeno demeritare, per colpa di qualche svista arbitrale contro i nerazzurri e di un errore clamoroso di Kvaratskhelia a Torino. Le vittorie contro Braga e Cagliari, però, avevano fatto pensare che il momento critico fosse ormai superato. Invece, la luce si è spenta in quello che doveva essere un tranquillo martedì di coppa, in casa contro il Frosinone. Largo alle seconde linee per un’ora. Con l’ingresso dei titolari, la squadra si è sfaldata in un clamoroso ed umiliante 0-4. Da lì Mazzarri non si è più ripreso. Tradito dalla paura di perdere, non ha quasi più provato a vincere. Di attenuanti, in verità, il tecnico toscano ne ha avute. Troppe sono state le assenze che ne hanno penalizzato il cammino, tra infortuni, squalifiche e coppa d’Africa.
Anche se, paradossalmente, il suo Napoli è andato meglio con gli uomini contati. Come a Riad, ad esempio, in Supercoppa. Difesa abbottonata e contropiede, così ha battuto la Fiorentina in semifinale e ha poi conteso il trofeo all’Inter fino al 91’, nonostante l’inferiorità numerica. Ma con l’avvento dei nuovi acquisti e la possibilità di tornare a giocare all’attacco, Mazzarri è definitivamente caduto. I numeri, impietosi, lo hanno condannato all’esonero. Soltanto quattro vittorie in campionato, tutte per 2-1 e strappate con le unghie nel finale, al cospetto di squadre inferiori, a parte l’Atalanta.
Appena 15 punti conquistati in 12 gare, mentre il vituperato predecessore Garcia ne aveva ottenuti 21, con lo stesso numero di partite. Ha ereditato comunque una squadra al quarto posto e con il secondo attacco del campionato, la lascia a metà classifica e con la miseria di nove reti realizzate, che equivalgono al peggior bottino di gol di tutta la serie A nello scorcio di torneo di competenza. Resta il rammarico di non aver potuto quasi mai vedere Osimhen lanciato in contropiede, come Cavani tanti anni fa.
Ma se, numeri alla mano, l’esonero è purtroppo indiscutibile, le tempistiche scelte da Aurelio De Laurentiis hanno destato più di una perplessità. Walter Mazzarri, “l’amico di famiglia”, come è stato più volte definito dal presidente, è stato infatti sollevato dall’incarico nell’immediata vigilia di quella che sarebbe stata la sua panchina numero 200 con il Napoli. Non una sfida qualunque, tra l’altro, ma l’ottavo di andata di Champions League contro il Barcellona, che si sarebbe disputato proprio il 21 febbraio, ovvero nell’anniversario di Napoli-Chelsea 3-1 del 2012, un precedente ancora ben vivo nel cuore dei tifosi partenopei, quando l’impavida banda guidata da Mazzarri faceva tremare gli squadroni di tutta Europa. Ma al di là dell’aspetto emotivo, restano i dubbi legati proprio al successore. Di Francesco Calzona si sa che è stato il collaboratore tattico sia di Sarri che di Spalletti, oltre ad aver svolto un ottimo lavoro con la nazionale slovacca, di cui continuerà ad essere il commissario tecnico per gli europei estivi.
Contro il Barcellona sarà la sua prima partita ufficiale da primo allenatore di una squadra di club, se si escludono gli albori nella promozione toscana. Non proprio il più semplice degli esordi, tra l’altro con poche ore a disposizione per conoscere i calciatori e per preparare un minimo di strategia. Al momento sembra un vero e proprio azzardo. Se poi si rivelerà una felice intuizione, sarà soltanto il tempo a stabilirlo.
Domenico Fabbricatore, AtletaMagazine.it
