TennisTop News

Al Roland Garros inciampa Nadal. Buona la partecipazione degli azzurri

Il re è nudo! Il dominatore del Roland Garros, il tennista, probabilmente, più forte di tutti i tempi sulla terra, è caduto in semifinale. Nadal, dunque, è stato battuto in un match tiratissimo dal n. 1 del mondo, Djokovic, apparso mentalmente e fisicamente più in palla dello spagnolo, vendicandosi, così, dopo poche settimane, della finale persa a Roma. In quattro set il serbo si è sbarazzato del pluricampione di Parigi dopo aver ceduto il primo e dopo aver rischiato nel secondo. Poi Djokovic è salito in cattedra, ha cominciato a macinare gioco, le certezze di Nadal sono via via andate scemando fino all’epilogo finale. Per la cronaca il secondo torneo dello slam stagionale è stato vinto proprio dal serbo, dopo un’altra maratona durata cinque set, contro il greco Tsitsipas, giunto meritatamente in finale e dopo che, così come era successo con Musetti, si è trovato in svantaggio di due set. Insomma Djokovic ha ampiamente meritato la vittoria, ha dimostrato non soltanto una classe ed un carattere immensi, ma anche una tenuta atletica formidabile. In quanto agli italiani, tutto sommato, possiamo archiviare la loro partecipazione in maniera positiva, uno è arrivato ai quarti, tre agli ottavi, ben cinque ai sedicesimi. Un risultato mai accaduto negli ultimi 30 anni, il primo in assoluto nel complessivo per punti conquistati. Il numero uno degli azzurri, Berrettini, conferma la sua classifica arrivando fino ai quarti, migliorando la partecipazione dello scorso anno e fermandosi di fronte proprio a Djokovic ma disputando un gran match che ha lasciato davvero l’amaro in bocca. L’urlo interminabile, liberatorio del serbo, all’epilogo della gara, la dice lunga su quale sia stata la tensione accumulata e il timore di poter uscire dalla competizione. Berrettini, infatti, dopo aver perso i primi due set è entrato prepotentemente in partita vincendo il terzo e trovandosi spesso, nel quarto, in condizioni di poter superare l’avversario, salvato dalla pausa prevista per far sgombrare il pubblico a causa del coprifuoco. Pausa che ha spezzato il ritmo di Berrettini sempre più padrone del gioco, facendo riprendere mentalmente Djokovic che, alla fine, ha scampato il pericolo. Il romano ha superato il giapponese Daniel in quattro set, al primo turno, si è sbarazzato in tre set dell’argentino Pella nel secondo, ha liquidato il coreano Kwon nel terzo round. Negli ottavi l’italiano avrebbe dovuto incontrare Federer, lo svizzero aveva già compiuto un enorme sforzo, specie nel turno precedente, per arrivare sino ai sedicesimi, per cui, data l’età, ormai non più rosea, ha preferito ritirarsi ed evitare eventuali infortuni che gli avrebbero potuto pregiudicare la presenza a Wimbledon. Degli altri due azzurri giunti agli ottavi è, sicuramente, da considerarsi più che positiva la partecipazione di Musetti che ha disputato un grande torneo, con partite e soprattutto colpi spettacolari, che ne hanno dimostrato la stoffa del campione. Il carrarese già al primo turno, per lui difficilissimo, travolgeva in tre set nientemeno che il belga Goffin, testa di serie n. 13 e nel secondo, strapazzava, sempre in tre set, il giapponese Nishioka. Ma era al terzo round che Musetti  mostrava tutto il suo talento. Il tabellone, purtroppo, lo metteva di fronte a Cecchinato, anche lui ben distintosi in questa edizione del Roland Garros. In una partita bellissima dove anche il palermitano ha sciorinato un tennis da manuale, Musetti ha avuto la meglio al quinto set, riuscendo a piazzare la zampata decisiva, 36 64 63 36 63 lo score finale. Musetti negli ottavi si è trovato di fronte Djokovic, la classica gara di Davide contro Golia e nei primi due set, che hanno fatto sognare gli italiani e che sarà ricordata negli annali del tennis, l’azzurro è sembrato davvero Davide. Ha sfoderato una prestazione maiuscola, ha ribattuto colpo su colpo al serbo e ha portato a casa, con pieno merito, i primi due set, con altrettanti tie-break giocati in modo magistrale. La maggiore esperienza e la classe di Djokovic piano, piano, però, sono venute fuori, la desuetudine di Musetti a giocare a questi livelli, specie i tornei dello slam dove gli incontri si disputano in 3 set su 5, hanno fatto il resto. Il calo fisico dell’italiano, reduce, tra l’altro, nel turno precedente, come detto, dalla battaglia con Cecchinato, lo hanno portato a perdere il terzo e il quarto set, fino al ritiro per crampi nel quinto. Musetti è uscito dal campo tra gli applausi del pubblico presente e soprattutto di Djokovic, come sicuramente da applausi è stata la sua partecipazione a Parigi. Discorso diverso per Sinner, che chiude la prima parte della sua stagione su terra non come ci si attendeva e che, anche a Parigi, nonostante l’aver raggiunto gli ottavi, spesso è apparso in grosse difficoltà. Ricordiamo solo la semifinale di Barcellona ma soprattutto le eliminazioni al secondo turno nei masters 1000 di Montecarlo, Madrid e Roma. Già al primo turno Sinner è riuscito a qualificarsi per il rotto della cuffia, dopo essere stato sotto per 2 set ad 1, contro il francese Herbert che nel quarto ha avuto, addirittura, la palla del match, non sfruttandola per una clamorosa ingenuità e favorendo il ritorno dell’azzurro il quale, resosi conto dello scapato pericolo, è riuscito a portare a casa l’incontro, tra mille difficoltà. Nel secondo turno l’alto atesino ha incontrato, nel derby fratricida, Mager e seppure con qualche incertezza di troppo, in quattro set, ha ottenuto la qualificazione. Nella migliore gara del torneo, al terzo turno, Sinner si è sbarazzato dello svedese Ymer, giungendo, così, agli ottavi, dove si trovava di fronte Nadal. Il pronostico chiaramente era tutto in favore dello spagnolo ma da Sinner, conoscendo il suo temperamento e la tecnica, ci si sarebbe aspettato molto di più, così come fece lo scorso anno quando, nei quarti, mise alle corde lo spagnolo perdendo solo per inesperienza. Stavolta, invece, l’azzurro è crollato, mai in partita, ha giocato un brutto incontro, commettendo innumerevoli errori e lasciando il passo a Nadal che lo ha battuto seccamente in tre set. Sicuramente positivo il torneo di Cecchinato che, come detto, ha dovuto arrendersi a Musetti nel terzo turno, dopo aver sconfitto al primo, in 4 set, il giapponese Uchiyama e, soprattutto, nel secondo l’australiano De Minaur. Parentesi positiva pure per Fognini, anche se è caduto al terzo turno ad opera dell’argentino Delbonis, avversario già battuto in precedenza ed ampiamente alla sua portata. Il sanremese ha superato agevolmente i primi due turni, in tre set ha prima vinto contro il francese Barrere e, quindi, ha liquidato l’ostico ungherese Fucsovics, per poi, come detto, cadere inopinatamente nel terzo round. Nonostante due turni, applausi per il veterano Seppi che, a 39 anni suonati, ha sconfitto agevolmente, al primo turno, il ventenne canadese, n. 20 del mondo, Auger-Aliassime, salvo poi arrendersi al coreano Kwon nel secondo. Due turni anche per Mager, tutto sommato da considerarsi ugualmente positiva la sua partecipazione, se si considera che ha battuto al primo round il più esperto tedesco Gojowczyk, per poi fermarsi al turno successivo contro Sinner ma in 4 set. Delude Sonego che esce subito ad opera del sudafricano Harris, battuto nettamente in tre set, come delude Caruso eliminato anch’egli all’esordio contro l’australiano Duckworth. Bravissimo, invece, Giannessi, dopo aver superato le qualificazioni, si è arreso  soltanto al quinto set contro il giapponese Nishikori, nulla da fare anche per Travaglia, sconfitto 3 set a 0 dal più quotato De Minaur. Durante la seconda settimana del Roland Garros ha preso il via la stagione sull’erba con l’ATP 250 di Stoccarda che nel 2019 ha visto trionfare Berrettini, nessun italiano iscritto al torneo il quale è stato vinto dal croato Cilic, che torna al successo dopo 3 anni, in finale sul canadese Auger-Aliassime che fallisce per la seconda volta il titolo, dopo che anche nelle precedente edizione era stato sconfitto in finale, come detto da Berrettini. La classifica settimanale vede Djokovic sempre più n. 1, Medvedev è secondo, Nadal terzo. La finale ottenuta permette a Tsitsipas di salire un gradino, ora è n. 4 del ranking, a discapito di Thiem che scende al n 5. L’austriaco è tallonato dal tedesco Zverev, il quale con i punti ottenuti per la semifinale, è si 6° ma a malapena 75 punti da Thiem. Al settimo posto resta il russo Rublev, ottavo Federer e sempre più nono Berrettini. Novità al decimo posto, entra tra i top ten lo spagnolo Bautista Agut, al posto dell’argentino Schwartzman che ora è 11°. La sconfitta negli ottavi, abbinata ai punti ottenuti nei quarti la scorsa edizione, costa cara a Sinner che perde ben 4 posizioni e scende al 23° posto. Ne guadagna 2, invece, Sonego che ora è n. 26 del ranking, resta stabile Fognini sempre al n. 29. E’ Musetti, con gli ottavi raggiunti, che fa il balzo maggiore in classifica, guadagna ben 15 posti e si piazza alla posizione n. 61. Salto in avanti anche per Mager, con i 5 posti ottenuti ora è all’82° posto. Scende, invece, di tre gradini Cecchinato, attestandosi alla posizione n. 86, mentre crolla Travaglia, con 10 posti persi ora è 88°. Sale di 7 posizioni Seppi, l’alto atesino questa settimana è al n. 91, superando Caruso che, scende vertiginosamente di classifica. Perde ben 15 posti, resta nei top cento, ma ora è n. 97.

Roberto Errante; AtletaMagazine.it