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Colpo gobbo a Milano

Lo scontro diretto al vertice l’ha vinto il Napoli. Troppo presto per sogni e calcoli, certo. Ma il successo ottenuto a San Siro contro i campioni d’Italia è di quelli che possono dare un indirizzo preciso alla stagione. Milan-Napoli è finita 1-2, al termine di una sfida equilibrata e giocata su ritmi discretamente alti, nonostante gli sforzi infrasettimanali di coppa per entrambe. Una partita aperta a qualsiasi risultato, che alla fine gli uomini di Spalletti sono riusciti a portare a casa anche grazie ad un pizzico di fortuna. Il tecnico toscano, che ha scontato in tribuna il turno di squalifica, ha riproposto, di fatto, la stessa squadra vittoriosa a Glasgow, con l’unica eccezione di Raspadori, preferito a Simeone. Il primo tempo ha visto i padroni di casa giocare meglio, con gli ospiti tenuti a galla da due grandi parate di Meret. La prima al 12’, con Krunic che ha servito in verticale Giroud che ha calciato fortissimo, trovando però prima la deviazione del portiere friulano e poi la traversa. Al 28’, su azione d’angolo, Krunic ha impattato molto bene di testa ma Meret ha trovato nuovamente il riflesso giusto. Nella prima frazione il Napoli è riuscito a farsi vedere solo con un colpo di testa da posizione defilata di Politano, neutralizzato da Maignan. Ma Kvaratskhelia, pur non riuscendo a trovare gli spazi giusti, ha costretto Kjaer e Calabria al cartellino giallo. Pioli, per non rischiare, ha pensato di toglierli entrambi all’intervallo. Dentro Kalulu e Dest. Non un’intuizione felice, perché al 52’ proprio Dest ha toccato Kvaratskhelia sulla caviglia in area di rigore. Richiamato dal Var, Mariani ha concesso la massima punizione agli azzurri. Politano, dopo la realizzazione contro i Rangers, si è ripresentato dal dischetto. Calciando malissimo, tra l’altro, forse peggio di Zielinski in Scozia. Ma il pallone si è infilato centrale sotto la pancia di Maignan. Il bello del calcio. Vantaggio prezioso, dunque, per gli azzurri. Ma i primi cambi operati da Spalletti hanno avuto effetti opposti. Zerbin e Simeone in campo al posto di Politano e Raspadori. Il giovane laterale non ha avuto un buon impatto. Prima ha perso un brutto pallone al centrocampo, fornendo di fatto al Milan l’occasione per la conclusione a rete di Messias, sventata ancora una volta da Meret. Poi, al 69’ Zerbin si è fatto bruciare da Theo Hernandez, che ha fornito l’assist per il pareggio di Giroud. Decisamente meglio l’impatto di Simeone, che al 78’ ha lavorato un buon pallone al limite dell’area di rigore, per poi allargare a sinistra per Mario Rui. Perfetto il cross del portoghese ed altrettanto ottimo il colpo di testa del Cholito per il gol vittoria. Un gol molto simile lo realizzò papà Diego a Torino, indirizzando lo scudetto del 2000 verso la Lazio. Ma per festeggiare il successo, il Napoli ha dovuto ringraziare prima la scarsa mira di Kalulu, che ha centrato incredibilmente la traversa da posizione più che vantaggiosa, poi grande intervento di Kim, che al 96’ ha salvato sul tentativo di Brahim Diaz. E’ finita comunque con la quinta vittoria di fila del Napoli, tra campionato e Champions. Napoli capolista della serie A, in compagnia dell’Atalanta.

Domenico Fabbricatore