ApprofondimentiCalcioSerie ATop News

E come l’anno scorso

Stesso stadio, stesso orario. Identico risultato finale. Napoli-Atalanta 0-3 è stata la replica perfetta della sfida del 30 marzo scorso. Ci ha messo del suo anche il marketing della società partenopea, che con discutibile tempismo ha presentato la nuova maglia alla vigilia della gara contro i bergamaschi, con le due squadre che hanno pertanto giocato con divise alternative, proprio come a marzo.

Non è mancato nemmeno il palo clamoroso, che allora chiuse la porta in faccia a Zielinski e stavolta a McTominay. Incredibilmente identica anche la dinamica delle tre reti, appunto due nel primo tempo per la compagine di Gasperini, con la terza realizzata nel finale, allora come adesso, dal calciatore tenuto fuori a sorpresa. Ieri Koopmeiners, oggi Retegui. L’unica differenza è che quella volta il Napoli aveva appena giocato a San Siro contro l’Inter mentre stavolta ci dovrà giocare tra una settimana. Il ciclo era terribile e lo si sapeva.

La formazione di Conte veniva da nove risultati utili consecutivi e cinque vittorie di fila, dopo la sconfitta alla prima giornata di campionato, guarda caso patita con lo stesso punteggio. Il tecnico salentino, consapevole di non avere ancora a disposizione la squadra più forte del torneo, ha sempre parlato di “fieno da mettere in cascina”, dopo tutti i punti conquistati. Una sconfitta che ci poteva anche stare, quindi. Però l’Atalanta ha dato la netta sensazione di essere superiore. Gasperini ha beffato Conte togliendogli il riferimento in attacco. Di contro, quando Lukaku non è in giornata, o semplicemente è tenuto bene a bada dal difensore di turno, Hien nella circostanza, gli azzurri non hanno alternative offensive.

Conte ci ha provato in tutte le maniere nel secondo tempo, affidandosi prima a Ngonge e Raspadori, poi a Neres e Simeone. Nulla da fare. In difesa, invece, la capolista è stata tradita proprio dai migliori in campo della precedente partita con il Milan: Olivera e Meret. Sia inteso, i due non hanno commesso errori clamorosi. Ma l’uruguagio avrebbe potuto evitare di respingere centralmente di testa in occasione della prima rete di Lookman, mentre il portiere friulano avrebbe potuto fare qualcosa in più sulla conclusione dalla distanza del nigeriano, bella ma non imparabile. Nel mezzo, il palo di McTominay, arrivato appena un minuto dopo l’iniziale svantaggio. Forse la gara sarebbe cambiata con quel pareggio sfuggito per pochi centimetri.

Nel complesso, comunque, l’Atalanta ha ampiamente meritato, salvando la coscienza anche del pessimo arbitro Doveri, che non ha certamente inciso sul risultato finale. Ma che non ha azzeccato una decisione manco per sbaglio. Eccessiva, infine, l’esultanza di Retegui dopo il terzo gol. Forse l’italo-argentino era soltanto felice di aver segnato in cotanto stadio, però ha rischiato di esasperare inutilmente gli animi. Chissà se anche l’anno prossimo Napoli-Atalanta di giocherà a ora di pranzo. Il consiglio sarebbe di evitare perlomeno di presentare la nuova maglia alla vigilia di quella sfida.

Al di là di tutto, come si ripartirà adesso da questa pesante sconfitta? I tifosi naturalmente si augurano di replicare lo stesso filotto arrivato dopo la prima a Verona. Stavolta, però, bussa subito alla porta il match in casa dell’Inter e questo ko potrebbe lasciare qualche scoria, soprattutto a livello mentale. Dovrà essere bravo Conte a gestire al meglio la settimana e a far ripartire immediatamente la propria squadra.

Domenico Fabbricatore, AtletaMagazine.it