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E non c’è niente da capire

La Supercoppa è andata all’Inter. Come da pronostico della vigilia. Anzi no, perché per i tanto decantati nerazzurri avrebbe dovuto essere poco più di una passeggiata, al cospetto di una squadra decimata da infortuni e coppa d’Africa. Non è stato così. Il Napoli ha tenuto testa con grinta e orgoglio, fino alla beffa di Lautaro Martinez al minuto 91. Ha vinto la squadra più forte, che però non ha proprio meritato nella finale di Riad. Una notte già resa triste dalla notizia arrivata pochi minuti prima del calcio d’inizio, ovvero la scomparsa di una leggenda quale Gigi Riva.

I protagonisti in campo hanno fatto poco per migliorare la situazione. Già, la partita non è stata affatto bella. E se per gli azzurri ci sono tutte le giustificazioni del caso, la platea araba si sarebbe aspettata senz’altro qualcosa di più dalla compagine di Inzaghi. L’Inter ha avuto decisamente più possesso palla. Ma alla fine, tirando le somme, a parte una conclusione di Di Marco che ha sfiorato il palo, emozioni vere non ci sono state. I falli, invece si. Anche troppi. E Calganoglu avrebbe meritato qualcosa in più della sola ammonizione con cui se l’è cavata. Ma l’arbitro Rapuano è stato clemente nei suoi confronti. Molto meno con Simeone, espulso senza indugi con due gialli per altrettanti falli. Evidentemente questa coppa è maledetta per Mazzarri, che già a Pechino, nel 2012, fu costretto ad arrendersi più che altro per le decisioni arbitrali. In inferiorità numerica, gli azzurri hanno resistito fino in fondo e avrebbero meritato di giocarsi la sorte ai rigori. Ma non è andata così. E non c’è niente da capire.

Domenico Fabbricatore; AtletaMAgazine.it