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Il calcio di Antonio Gentile: lavoro, sacrificio e tanto confronto

Anni 47, laurea in Giurisprudenza, il dottor Antonio Gentile da quasi 30 anni dedica buona parte della sua giornata al calcio. Allenatore professionista Uefa A, ha un’esperienza in panchina di tutto rispetto, culminata lo scorso anno con la conquista della salvezza in serie C con la squadra della sua città, la Cavese. Facciamo con lui una lunga chiacchierata per conoscerlo meglio e capire da dove nasce questa passione viscerale per il calcio.

“sono classe ’74, nei miei occhi ho sbiaditi ricordi del mondiale dell’argentina del ‘78 e vivissimi quelli del mondiale dell’82. Il calcio nella mia famiglia e’ vissuto intensamente. Infatti mio fratello, è uno dei cinque consulenti del settore di nutrizione dell’Area di Performance della FIGC in particolare responsabile della nutrizione e della supplementazione della Nazionale A femminile di calcio e consulente Inter Fc Internazionale per il settore giovanile e femminile”. Continua il tecnico metelliano “abbiamo giocato attivamente a Subbuteo e giocato ai primi calci manageriali per console, come Championship Manager, l’attuale Football Manager. Creavano dei veri e propri campionati con tanto di formazioni e classifiche individuando tattiche e ruoli precisi per i vari calciatori. Nel 1992, ebbi la fortuna di partecipare ad un sodalizio universitario della mia Città che mi affidò la guida della prima squadra in terza categoria. Da lì il via alla mia carriera, e sicuramente tra gli sconosciuti allenatori sono stato un pioniere del calcio a Cava de’ Tirreni ma un valido esempio ad altri amici e colleghi che continuano a lavorare nel mondo del calcio. Per adesso il mio percorso mi ha portato a diventare allenatore professionista in possesso della licenza Uefa A con uno dei voti più alti del mio corso con la possibilità nel futuro di poter frequentare il Master, ultimo livello per gli allenatori”.

Un vero fiume in piena il mister cavese, che ci racconta da dove sono partiti gli stimoli per proseguire e perfezionarsi sempre più in questa disciplina “Il mio ricordo non può che dirigersi verso una figura apicale del calcio cavese: l’istriano Rino Santin. Amico di famiglia e vicino di casa in via Sorrentino a Cava. E’ stato lui che fin da bambino, frequentando la sua casa e vivendo le sue gesta, mi trasmetteva la voglia di fare l’allenatore. Fu tra i primi a Cava attraverso un’associazione sportiva ad indire le prime lezioni agli allenatori e i suoi racconti alimentavano sogni bellissimi”. Continua “In tutti i campi si diventa delle grandi persone e delle grandi menti senza essere designati. Molti però dicono che nel calcio non è così. La meritocrazia non è alla base del successo. C’è bisogno della segnalazione di tizio o della referenza di caio per poter entrare nell’élite. Per quanto mi riguarda ho scelto una strada diversa. Lavoro, sacrificio e tanto confronto con gli addetti ai lavori per farmi apprezzare per le mie qualità tecniche. Il tempo ci dirà se ho scelto la strada giusta”.

Tra le tante esperienze e partite di sicuro ci sono quelle segnanti e cosa riserverà a mister Gentile il futuro vista anche la situazione delicata che stiamo vivendo “La prima partita non la dimenticherò mai. In Terza categoria un 3 a 3 pirotecnico. Sicuramente un altro bellissimo ricordo è stato l’esordio in Lega Pro con la Cavese lo scorso anno, sostituendo il mister squalificato. Una vittoria al ‘95 esimo da brividi. Migliore esordio non avrei potuto sognarlo. Siamo in un periodo dove il calcio ci ha aiutato a dimenticare un po’ il momento che stiamo vivendo. Personalmente sono stato segnato da una tragedia. Il virus ha portato via un amico con cui ho condiviso un’annata splendida l’anno scorso, Antonio Vanacore che prima di essere un professionista esemplare era un grandissimo uomo. Progetti? Parola grossa nel calcio. Ha avuto molte proposte in questo periodo ma in corsa è sempre difficile dire di si. A me piace lavorare dall’ inizio definendo maniacalmente tutto in modo da poter lavorare verso un obiettivo condiviso”.

Vista la crescita esponenziale del movimento calcistico femminile, potrebbe essere quest’ultimo uno sbocco per il futuro, anche per Antonio Gentile?

“Il calcio femminile non lo scopro di certo io. Ormai è una realtà consolidata e in grande ascesa. E’ una realtà che mi affascina e con alcuni club professionistici di A e B ho avuto dei pourparler esplorativi, che al momento non hanno portato ancora a nulla. Ma sicuramente è un mondo affascinante e che merita la giusta visibilità. Un grande allenatore come Attilio Sorbi recentemente ha detto che non esistono allenatori maschili o femminili. Io aggiungo: l’allenatore è uno come il calcio. Gli atleti maschili e femminile mettono lo stesso entusiasmo e professionalità in questo sport. Il calcio femminile in Campania sta crescendo, Il Napoli femminile sta facendo una stagione stupenda per assicurarsi la salvezza grazie ad un trio di professionisti come l’allenatore Pistolesi, il Presidente Carlino e il direttore Crisano. Il Pomigliano in serie B è in piena corsa per la promozione in serie A. Altre realtà campane figurano nelle altre serie con risultati ragguardevoli, altre stanno nascendo, infatti ho saputo che il Presidente Giuseppe Citarella ha dato vita, in questi giorni, ad una nuova realtà, la FC Nocerina Women, dal progetto ambizioso, per primeggiare nei campionati in cui parteciperà”.

Ringraziamo il dottor Antonio Gentile, per la gentilissima disponibilità, augurandogli i migliori successi professionali.

Mimmo Bafurno; AtletaMagazine.it