L’ALTRO EUROPEO: per fortuna siamo Acerbi
LOCATELLI FA LE COSE PER BENE … citava uno slogan pubblicitario degli anni Ottanta e che Roberto Mancini ha fatto suo… infatti il mattatore dell’incontro contro la Svizzera (una nazione che ha più lingue che abitanti) è proprio lui Manuel Locatelli che ha fatto vivere ai 12 mila dell’Olimpico emozioni forti.
Le emozioni forti le riscontriamo già durante gli inni, con le squadre schierate al centro del campo, si parte con quello svizzero e subito notiamo il sosia di Bob Marley che di Svizzero avrà solo il conto in banca e il capitano, che sembra uno appena scappato dalle guardie vaticane che intonano l’inno svizzero. Quello italiano cantato, anzi stonato a squarciagola da tutti, pubblico compreso, che crede che il po-po-po … sia parte integrante dell’inno e invece è solo una introduzione che non è presente sullo spartito di Novaro.
I primi venti minuti passano sempre emozioni se non fosse per il telecronista RAI (noi siamo poveri e onesti e quindi niente Sky e Pezzotto) Rimedio che coadiuvato da Di Gennaro (uno scudetto col Verona e una disastrosa esperienza a Mexico 86) che ci ricordano che la Svizzera è forte. Eppure anche se sono di bianco vestiti mica sono il Real Madrid e poi hanno la bandiera simile alla croce rossa per cui… e della rosa ne vogliamo parlare? Freuler un ciclista degli anni ottanta che con la maglia dell’Atala sconfiggeva Saronni e Moser in volata, oppure Shakira, il tutto coadiuvato da Pektovic che più che un allenatore sembra uno che è stato invitato a un matrimonio, purtroppo per lui a un matrimonio di paccheri.
Al 20’ Giorgione Chiellini tra un mix di rugby, volley e calcio insacca ma il VAR e stranamente l’arbitro annullano la marcatura e il Re Nasone della difesa azzurra abbandona la gara per un infortunio, sostituito da Acerbi che non maturerà durante l’incontro.
Le paure svaniscono al 26 quando Locatelli, insacca a porta libera su un passaggio non sbagliato di Berardi. Locatelli si ripete ad inizio ripresa con una rasoiata da fuori aria che fa la barba al povero portiere svizzero e rende ancora più scuro il volto abbronzato del CT svizzero Pektovic,
Ma il 2 0 non distoglie Alberto Rimedio dal ribadire che la Svizzera è forte e che Locatelli è la riserva di Verratti che è in tribuna… Ma il fuoriclasse della Rai che sembra sia stato adocchiato da Mino Raiola sforna un’altra perla… RADIO JORGINHO oltre a battezzarlo come il faro del centro campo.
La partita si trascina verso la fine con Immobile che complice la dieta ferrea si divora due palle goal che anche Altobelli a 60 anni l’avrebbe messa dentro, meno male che Alberto Rimedio rimedia con perle e metafore degne della Accademia della Crusca.
Al 41’ della ripresa Locatelli esce tra gli applausi dell’Olimpico e baciato da Donnarumma (unica nota stonata della sua serata magica, nonostante le gufate di Rimedio).
Ma il colpo di coda lo riserva Immobile che stranamente trova il goal e fissa il risultato sul 3 a 0…
Vorrei anche dire qualcosa sulla prova di “Samurchiello” Insigne, ma visto che la Svizzera è la patria della Croce Rossa, mi astengo.
Mimmo Bafurno; AtletaMagazine.it
