Nadal, il re della terra rossa, trionfa a Parigi per la quattordicesima volta. Grande torneo della Trevisan che giunge fino alle semifinali, deludono gli italiani
Non poteva che essere Nadal, il re della terra rossa, a trionfare al Roland Garros. Come lui nessuno, con quello del 2022 è il 14° titolo sui campi di Parigi, 22 complessivi quelli dello slam. Seppure, come detto, lo spagnolo è il re indiscusso della terra rossa, forse quest’anno non partiva proprio favorito, i problemi fisici e l’età non certamente più verde ne facevano spostare l’asticella verso il basso. Prova ne è il suo cammino verso la finale che non è stato tra i più agevoli, spesso si è trovato vicino alla sconfitta, qualche colpo di fortuna che non guasta mai, ma il leone è sempre il leone, pur ferito non si arrende mai. Nadal esordiva direttamente al secondo turno, partita agevole con il francese Moutet, liquidato in tre set 6-3 6-1 6-4. Stessa sorte toccava, nel turno successivo, al gigante olandese Van de Zandschulp regolato in tre set 6-3 6-2 6-4. Sembrava tutto fin troppo facile per il maiorchino ma nel quarto turno cominciavano i problemi, contro il canadese Auger-Aliassime ci voleva tutta l’esperienza e ben cinque set per avere la meglio di un agguerritissimo avversario deciso a non mollare e a centrare una vittoria prestigiosa. In un match spettacolare Nadal iniziava male perdendo il primo set, poi partiva a testa bassa aggiudicandosi secondo e terzo, sembrava fatta ma Auger-Aliassime era ancora vivo e lo dimostrava vincendo di forza il quarto. Tutto si decideva al quinto e lì l’esperienza e la classe del campione sono venute fuori e per l’avversario non c’è stato scampo, 3-6 6-3 6-2 3-6 6-3 lo score. Nei quarti quella che doveva essere la finale, di fronte il n. 1 Djokovic, la partita già di se promette spettacolo e così è! Nadal vince subito il primo set e poi si trova nel secondo 3-0, ma qui viene fuori il carattere del serbo che recupera e vince addirittura il set. Potrebbe essere un colpo per lo spagnolo che, invece, riparte alla grande e stravince il terzo set. Il quarto è un’autentica battaglia, Djokovic non ci sta a mollare la presa, è un continuo botta a risposta fino al tie-break che, per 7-4, si aggiudica Nadal conquistando la semifinale. Dalla semifinale direttamente alla finale, il tedesco Zverev che stava combattendo alla grande, dopo aver perso il primo set soltanto 10-8 al tie-break, nel secondo set, sempre al tie-break, subisce un grave infortunio alla caviglia ed è costretto a ritirarsi. Una volta in finale per il norvegese Ruud non c’è scampo, Nadal sfodera una prestazione magistrale e liquida con un pesante 6-3 6-3 6-0 l’avversario. In tutto questo, gli azzurri? Una volta tanto partiamo dal tennis femminile, è da lì che sono arrivati i risultati migliori ed inattesi, grazie alla clamorosa semifinale raggiunta da Martina Trevisan che lungo il suo percorso ha sbaragliato le sue avversarie, quasi tutte più quotate, salvo arrendersi alla giovane statunitense Gauff. Non si possono che fare soltanto complimenti a questa ragazza che pur non essendo tecnicamente eccellente, un po’ alla volta sta scalando le classifiche a suon di risultati. Da segnalare anche il buon torneo della Giorgi eliminata negli ottavi dalla Kasatkina. Per quanto riguarda gli uomini, anche Parigi ha riservato solo amarezze, si confidava molto in Sinner ed, invece, l’altoatesino ha subito l’ennesimo infortunio stagionale che lo ha costretto ad un nuovo ritiro, stavolta negli ottavi contro il solito Rublev nel terzo set, dopo aver dominato il primo infliggendo all’avversario un pesante 6-1. La situazione dell’azzurro sta diventando imbarazzante, un 2022 sin qui completamente negativo, nessun torneo vinto, soltanto una collezione di infortuni e di ritiri soprattutto nei tornei più prestigiosi. E’ evidente che il problema sia fisico, a quei livelli, se si vuole stare tra i top, bisogna essere degli atleti con la “A” maiuscola, occorre avere i muscoli d’acciaio che non ti mollano alla prima fatica. Ribadiamo che al momento il cambio d’allenatore non ha giovato, ora tocca ripartire da capo, riprendersi in fretta dall’infortunio, alle porte c’è la stagione sull’erba dove, lo scorso anno, per Sinner non è stata granché, quindi ha tutto da guadagnare. Buono il torneo di Sonego eliminato al terzo turno, soltanto al quinto set, dopo essere stato in vantaggio per 2-1, da quello che sarà il finalista, ossia il norvegese Ruud. Due, invece, i turni per Cecchinato che dopo aver vinto al quinto con lo spagnolo Andujar è stato travolto dal polacco Hurkacz. Cammino simile per Fognini che si è preso la rivincita su Popyrin, salvo poi doversi ritirare per un nuovo infortunio nel turno successivo, sotto di 2 set, contro l’olandese Van de Zandschulp. Delude ancora una volta Musetti, è vero che l’avversario era un certo Tsitsipas, ma non si può perdere una gara che stai dominando, con l’avversario in evidenti difficoltà e avanti di 2 set a 0. Il problema del carrarese è sempre il solito, la tecnica c’è, non paga il gioco difensivo e poco intraprendente, che nei momenti topici di un incontro occorre avere. Oltre non potevano fare i giovani Zeppieri, eliminato da Hurkacz, Giannessi che ha lottato alla morte con Gojo, arrendendosi solo al quinto e Agamennone che ha perso in 4 set dall’americano McDonald. Continuano, invece, ad arrivare ottimi risultati dal circuito minore dei challenger, anche il torneo di Vicenza si è tinto di azzurro, se lo è aggiudicato, infatti, Andrea Pellegrino battendo tutti gli italiani che gli sono capitati nei vari turni, tra cui Mager. Vittoria italiana anche nel doppio grazie a Darderi in coppia con l’argentino Comesana, in due set hanno battuto il duo azzurro Gigante-Passaro. La settimana dopo è toccato a Forlì vestirsi di tricolore, finale tutta italiana vinta da Musetti, che si è rifatto della bruciante eliminazione al Roland Garros, in tre set su Passaro. Come dopo ogni torneo dello slam molti sono i movimenti nel ranking, a cominciare dalla top ten. Resta sempre in testa Djokovic, così come resta n. 2 Medvedev e n. 3 Zverev. Guadagna una posizione Nadal ora n. 4, mentre ne perde una Tsitsipas n. 5. Sale di due posti Ruud che si piazza al n. 6, scavalca Alcaraz che scende al n. 7, anche Rublev perde una posizione e ora è n. 8. Si confermano n. 9 Auger-Aliassime e n. 10 Berrettini a chiudere la top ten. Per quanto riguarda gli altri italiani, resta n. 12 Sinner, mentre sale di tre gradini Sonego ora n. 32, ne perde una Fognini che scende al n. 52. Grazie alla vittoria di Forlì Musetti guadagna ben 9 posizioni attestandosi al n. 57, il carrarese è l’ultimo degli italiani presenti tra i primi 100 della classifica.
ROBERTO ERRANTE
