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Sinner finale amara a Miami, sconfitto nuovamente da Medvedev, pagato a caro prezzo lo sforzo contro Alcaraz

Dunque Medvedev si conferma bestia nera per Sinner. Anche nella finale del Miami Open ad avere la meglio è stato il tennista russo che ha vinto per la prima volta sul cemento della Florida, archiviando la pratica con il punteggio di 7-5, 6-3. E’ la sesta vittoria contro il nostro portacolori e il 19/o titolo in carriera. Le cinque sconfitte già subite in precedenza, infatti, non erano di buon auspicio, ma a tenere viva la speranza c’era stata la grande vittoria su Alcaraz e la perentorietà con cui aveva condotto un torneo, che lo aveva portato in finale senza perdere un set, soltanto quello ceduto in maniera, tra l’altro sfortunata  e rocambolesca allo spagnolo in semifinale. L’azzurro ha accarezzato il sogno del primo Masters 1000 della carriera e la semifinale vinta con l’iberico ha alzato le aspettative. Stavolta le premesse c’erano tutte, ma proprio quel maledetto match di semifinale ha lasciato tante scorie e muscoli pesanti che l’altoatesino non è riuscito a smaltire. E’ arrivato, infatti, al match decisivo piuttosto affaticato e con qualche problemino fisico. Si è visto sin dalle prime battute che Jannik è apparso sulle gambe, i movimenti erano lenti, spesso arrivava tardi sulle palle, insomma non era al meglio, come ha pure dichiarato a margine della gara. Durante l’incontro ha pure chiesto l’intervento del medico per problemi di idratazione. Difficoltà che piano, piano, via, via sono aumentate perché, dopo il break in suo favore nel quinto game del primo set, che ci aveva illuso, la partita è andata totalmente in discesa per Medvedev, che ha subito controbrekkato ma poi, soprattutto, ha concesso poco o nulla più al servizio. Il russo ha cominciato a dettare i tempi fin dai primi scambi chiudendo così il primo parziale. Al contrario Sinner ha faticato le proverbiali sette camicie alla battuta e commesso in totale 36 errori non forzati. Resta comunque un torneo indimenticabile per l’italiano che archivia il Sunshine Double con una semifinale a Indian Wells e una finale a Miami. Elementi da cui ripartire in vista della stagione su terra rossa, oltre a un ranking migliorato. L’azzurro da lunedì, infatti, tornerà nella top 10 mondiale, eguagliando il suo best ranking da n. 9. Straordinario, invece, il 2023 di Medvedev che ha vinto il quarto titolo dell’anno solare su cinque finali disputate. Come detto resta, dunque, la soddisfazione per Sinner di aver disputato un grande torneo. La cavalcata ha avuto inizio nel secondo turno (in quanto testa di serie n. 10 aveva beneficiato di bye), qui senza tanti fronzoli si è sbarazzato in due set del serbo Djere per 6-4 6-2. Poi, sempre in due set, nel turno successivo, aveva liquidato facilmente il sempre pericoloso Dimitrov, già n. 3 del mondo, col punteggio di 6-3 6-4. Altro capolavoro negli ottavi contro Rublev (qui la bestia nera è Jannik), preso letteralmente a pallate, il russo nulla ha potuto e alla fine ha dovuto arrendersi allo strapotere dell’azzurro che ha vinto 6-2 6-4. Nei quarti gli è toccato la mina vagante Ruusuvuori, che Sinner aveva già battuto, il finlandese, tuttavia arrivava a questo match in grande crescita e spolvero. Ciò non ha per nulla impressionato il nostro tennista. Il punteggio di 6-3 6-1 è quanto mai eloquente sulla superiorità schiacciante dell’azzurro che nemmeno una lunga sospensione per pioggia ha fermato. Arriviamo, quindi, all’incontro di semifinale che rimarrà nella storia del tennis per la spettacolarità e l’intensità, con i due contendenti che hanno dato vita ad un match senza mai risparmiarsi e ribattendo colpo su colpo, ma molto meglio interpretato da Sinner, a differenza di Indian Wells, che non ha sbagliato in pratica nulla, se non qualcosa nel primo set, combattutissimo e vinto dallo spagnolo al tie-break. E gli altri italiani? Buono e con tanti rimpianti il cammino di Sonego, giunto sino agli ottavi di finale, dove è stato sconfitto dalla sorpresa F. Cerundolo in una gara con tante recriminazioni per aver vinto il primo set, salvo poi lasciarsi sopraffare nei successivi due set, 6-3 3-6 2-6 lo score. In precedenza il torinese aveva superato all’esordio, niente meno che Thiem, nobile decaduto, in due set alquanto netti, 7-6 6-2, poi il sempre pericoloso inglese Evans in tre set giocati testa a testa. Dopo aver ceduto la prima partita per 6-4, Sonego ha resettato e ripartito alla grande, aggiudicandosi il 2° e 3° set per 6-3 e 6-2. Infine ha compiuto il capolavoro nei sedicesimi giocando il match perfetto e travolgendo Tiafoe con lo score di 6-3 6-4. Debacle, invece, per quanto riguarda gli altri italiani, con  il solito Fognini, tanto per cambiare, subito eliminato al primo turno dal tedesco Struff in tre set. Nuova delusione per Musetti, che grazie alla classifica veniva direttamente ammesso al secondo turno, ma dove veniva inopinatamente eliminato dal ceco Lehecka con un doppio 6-4 6-4, continuando, così, il suo periodo negativo. Discorso a parte merita Berrettini, ormai l’ombra di se stesso, un 2023 iniziato come peggio non si può, dopo le amare eliminazioni al primo turno agli Australian open e Indian Wells, la pesante sconfitta con ritiro ad opera di Rune ad Acapulco e la tragicomica del challenger di Phoenix, anche a Miami il romano non è stato da meno facendosi battere in due tie-break, ma non essendo, in pratica, mai stato in partita, dall’americano McDonald. Matteo sta attraversando un periodo di crisi nera che lo ha fatto non solo precipitare in classifica ma che evidenzia uno stato psico-fisico molto precario. Per lui ci sarà ora molto da lavorare se vuole ritornare quello della finale di Wimbledon. Dopo la scorpacciata dei due masters1000, inizia da questa settimana la lunga stagione su terra che culminerà ad agosto col ritorno al cemento americano e alla breve parentesi sull’erba. Aspettiamo con fiducia la risposta degli azzurri alle crisi e alle sfortune, con l’auspicio che finalmente arrivi qualche vittoria importante. Buone notizie dal circuito challenger dove annotiamo l’ennesima vittoria per l’Italia grazie a Giannessi che si è aggiudicato il torneo di Zara battendo in tre set il più esperto austriaco Ofner, in una finale palpitante, decisasi al tie-break del terzo set per 8-6. La sconfitta in semifinale costa cara ad Alcaraz che perde la prima posizione, torna ad essere n. 1 Djokovic, con lo spagnolo ora nuovamente n. 2. Ben distante, comunque, resta Tsitsipas che si conferma n. 3, continua, invece, la risalita di Medvedev che grazie al successo di Miami guadagna un’altra posizione ed ora è n. 4. Ruud, di contro, ne perde una e scende al n. 5,  mentre Rublev ottiene una posizione, scavalca Auger-Aliassime e si porta alla sesta posizione. Detto di Auger-Aliassime ora n. 7, stabile al n. 8 Rune, mentre segniamo favorevolmente il ritorno di Sinner nella top ten, per effetto della finale di Miami sale di altri due gradini e si attesta al n. 9, L’americano Fritz chiude la classifica dei top restando stabilmente al n. 10. Il secondo degli italiani è Musetti, nonostante la precoce eliminazione è stabile al n. 21, mentre Berrettini guadagna un posto e sale al n. 22. Questa settimana fa il botto Sonego, grazie al buon torneo di Miami fa un balzo di ben 12 posizioni  e si porta al 47° posto. Perde un posto Cecchinato, il siciliano ora è n. 96 ma il crollo maggiore lo fa Fognini che lascia ben 6 posizioni ed ora è l’ultimo degli italiani in top cento col n. 97.

ROBERTO ERRANTE