Altri sportApprofondimentiTennisTop News

Sinner vince il masters1000 di Miami e diventa n. 2 del mondo. Mai un Italiano così in alto

Ormai non ci sono più aggettivi per definirlo, sia quelli italiani che anglofoni sono stati esauriti. L’unica espressione che ci viene in mente, ma che probabilmente sarà stata usata ed abusata è: debordante. Già perchè il Sinner visto all’Hard Rock Stadium e che ha vinto il masters1000 di Miami è proprio debordante. Debordante è il suo gioco, pura energia, pura potenza applicata al tennis. Parafrasando un detto di agassiana memoria: “la palla non va accarezzata ma va schiaffeggiata!” ed è proprio questo che ci viene in mente vedendo giocare Jannik, gli avversari sono messi alle corde, cacciati ad arrancare a fondo campo, a difendersi dalle sue bordate, per poi, inesorabilmente, capitolare.

Debordante la sua concentrazione, sono ormai lontani i tempi in cui, spesso buttava al vento incontri dominati nel primo set, per poi crollare repentinamente nel secondo e nel terzo. Di questi tempi non ce n’è per nessuno, debordanti i suoi miglioramenti, ne sa qualcosa il malcapitato Medvedev, distrutto in semifinale in soli 69 minuti, cacciato in un angolo, incapace di reagire, 6-1 6-2 il punteggio, una sonora bastonata che il russo difficilmente dimenticherà. L’azzurro, insomma, al terzo tentativo a Miami ce l’ha fatta, impreziosendo la sua già ricca bacheca di un altro prestigioso trofeo, primo tennista nella storia del torneo a raggiungere tre finali in 4 partecipazioni. Trovando, altresì, la terza finale e terzo successo in questo 2024, dopo gli Open d’Australia e l’ATP 500 di Rotterdam, con uno score di 22 vittorie ed 1 sconfitta. L’unica macchiolina di un inizio stagione fantasmagorico, la sconfitta in semifinale ad Indian Wells ad opera di Alcaraz, sino ad ora l’unico a fermarlo. Laddove, dopo aver dominato il primo set, in pratica si è consegnato all’avversario, al termine di una gara caratterizzata da un gioco falloso, pochissime prime, tantissimi, clamorosi, errori di diritto.

Solo per un attimo il dubbio del Sinner vecchia maniera ci ha sfiorato, ma poi abbiamo pensato che in fondo si tratta di un essere umano e non un marziano, seppure quando gioca lo è, per cui un passaggio a vuoto, di rado, in fondo può anche starci. L’azzurro ormai ha un tennis solidissimo, una capacità di distruggere gli avversari e le loro tattiche, quasi irriverente. Sembra che le partite siano degli allenamenti, tale è la tranquillità e l’energia con cui affronta gli incontri. La sentenza di Miami è che al momento il migliore giocatore al mondo è un italiano. Dopo Medvedev, 73′ minuti per spazzare via anche Dimitrov in finale e condannarlo al destino del partecipante. Il bulgaro che era giunto in finale in grande spolvero per essersi sbarazzato, via via, di Hurkacz, Alcaraz e Zverev, sciorinando un tennis gagliardo e spettacolare, alla vecchia maniera, uno dei pochi nel circuito ancora ad usare ed anche benissimo, il rovescio ad una mano, leccornia per i nostalgici di questo meraviglioso sport.

Contro questo Sinner, però, c’è stato poco da fare, Dimitrov ha resistito soltanto 2 games, quando è partito spavaldo ben sapendo che l’unico modo per arginare l’altoatesino era metterla sulla forza e dove ha, pure, avuto una timida palla break. L’italiano, tuttavia, non si è scomposto, ha incassato ed è ripartito come un rullo compressore, alla fine il risultato anche per il bulgaro è stato impietoso: 6-3 6-1. Grazie a questo, ennesimo, successo Sinner raggiunge la seconda posizione del ranking, mai un italiano era arrivato così in alto, stavolta i paragoni con Pietrangeli non reggono più, quando da n. 3 qualcuno ha adombrato tale paragone proprio con la vecchia gloria del tennis italiano diventato n. 3 del mondo quando le classifiche le stilavano i giornalisti e non vi era ancora il computer.

Oltre al ranking Jannik è saldamente primo nella classifica della Race, cioè quella che tiene conto dei punti accumulati durante la stagione e che serve per la partecipazione alle ATP Finals. Da questa settimana prende il via la lunga stagione su terra, dove l’altoatesino tenterà la scalata a Djokovic e al primo posto, il serbo, infatti, dovrà difendere i quasi tremila punti accumulati l’anno scorso, a fronte dei poco più di 500 dell’azzurro. In programma ci sono ben 3 masters1000, tra cui gli Internazionali d’Italia, l’ATP 500 di Barcellona, sino al gran finale dello slam di Parigi.

Sinner inizia da Montecarlo, dove difende la semifinale della scorsa stagione, ora vedremo se il suo grado di competitività si è completato, essendo la terra, notoriamente, una superficie a lui poco congeniale. Ma vediamo il cammino che ha portato il nostro porta colori al trionfo di Miami. Come testa di serie n. 2, esordio direttamente al 2° turno, dove il tabellone prevede il derby tutto italiano con il bravo Vavassori che, nel frattempo, nel turno precedente si è sbarazzato facilmente dell’argentino Cachin per 6-2 6-2. Il torinese gioca un ottimo match ed impegna severamente Sinner, ma alla fine deve arrendersi alla maggiore tecnica e potenza dell’altoatesino che con lo score di 6-3 6-4 non gli lascia scampo.

Ancora più faticoso ed in salita è il turno seguente, l’avversario di Sinner è l’olandese Griekspoor, seppure già battuto per ben 3 volte in precedenza, il tulipano si presenta in grande spolvero. Infatti è lui che parte forte ed imprime al gioco repentini cambiamenti di fronte, con improvvise accelerazioni. Sinner soffre l’andatura dell’avversario, spesso è anche in balia dello stesso, tant’è che il primo set se lo aggiudica proprio l’olandese per 7-5. Il secondo inizia sulla falsariga del primo, è Tallon a comandare il gioco, Jannik resiste, poi sul 2-2 arriva una pioggia provvidenziale che permette all’azzurro di recuperare, mentalmente e fisicamente, ma soprattutto variare la tattica di gioco. Al rientro, infatti, è tutt’altra musica, Sinner vince la seconda partita per 7-5, poi il terzo set non ha più storia, con l’avversario ormai in netto calo, se lo aggiudica per 6-1.

Negli ottavi lo sfidante è l’australiano O’Connell, giocatore forte fisicamente e molto potente. A Sinner basta sfruttare il piccolo passaggio a vuoto dell’avversario per portare a casa il primo set per 6-4. Nel secondo il canguro accusa un calo e per l’italiano si spiana la strada dei quarti con un rotondo 6-3. C’è il ceco Machac qualificatosi a sorpresa, ha disputato sin qui un ottimo torneo e si prospetta un avversario difficile per Sinner che lo rintuzza nel primo set, vincendolo per 6-4, salvo poi dominare il secondo per 6-2. Detto ampiamente delle straordinarie gare di semifinale e finale, diamo uno sguardo agli altri italiani al via in Florida. Ottimo il torneo di Arnaldi che supera all’esordio l’ostico francese Fils, regolandolo in due set 6-3 6-4. Nel turno seguente altro scalpo eccellente, il kazako Bublik, fresco vincitore di Montpellier, giocatore seppur istrionico, molto dotato tecnicamente. Il sanremese, tuttavia, non fa una piega e col netto score di 6-4 6-1 spegne le velleità dell’avversario. C’è Shapovalov nel terzo turno, è il favorito dell’incontro, in precedenza ha liquidato in due set Tsitsipas ed è in un buon momento, Arnaldi, però, non è da meno. Resiste al gioco potente dell’avversario vince meritatamente il primo set per 6-3, poi risponde colpo su colpo nel secondo fino alla vittoria nel tie-break per 9-7. Ottavi di finale contro il ceco Machac, in palio il derby nei quarti con Sinner, ma l’azzurro s’inceppa, diventa falloso, consegnandosi all’avversario che lo batte con un doppio 6-3. Buona anche la partecipazione di Cobolli che batte in tre set il giapponese Nishioka all’esordio, poi impegna severamente il britannico Norrie, già top ten, portandolo al terzo, dopo aver perso il primo per un break (7-5) e vinto il secondo per 7-6, crollava nel terzo racimolando soltanto due games e perdendo per 6-2. E’ tornato, finalmente, alla vittoria Musetti, reduce da numerose sconfitte al primo turno. Esordio per lui direttamente al secondo quale testa di serie n. 23. Disputa un grande match contro il russo Safiullin, regolandolo per 7-5 6-1.

Meglio fa nel turno successivo contro la testa di serie n. 16, l’americano Shelton. Il Carrarino sfodera una prestazione tutta tecnica e grinta e alla fine per 6-4 7-6, manda a casa il padrone di casa, mortificando le sue velleità. Negli ottavi c’è Alcaraz che Musetti ha già battuto ad Amburgo, ma questo di Miami, seppure in netta ripresa, non è quello in versione teutonica. Lo spagnolo senza impressionare più di tanto lo regola con un doppio 6-3. Per Musetti, tuttavia, un buon torneo su cui ripartire e lasciarsi alle spalle tutti i mesi bui e le clamorose sconfitte che ne hanno minato tutte le certezze precedenti. Il solito, incostante, Sonego, fa appena in tempo ad esordire che viene liquidato dal britannico Evans. Il torinese dopo aver travolto l’avversario per 6-1, cede clamorosamente il secondo e il terzo, lasciando il torneo mestamente. Dopo la finale persa al challenger di Phoenix che ne aveva decretato il rientro dopo mesi d’infortunio e crollo in classifica, Berrettini esordisce al primo turno contro il britannico Murray.

Vince meritatamente il primo set, poi accusa quasi un malore e complice, anche, la ancora precaria condizione perde gli altri due set, uscendo prematuramente dal torneo. Fugace apparizione anche per Darderi, reduce dalla fortunata parentesi su terra sudamericana, con la vittoria di Cordoba e i quarti di Santiago del Cile che lo hanno proiettato prepotementemente in top cento. Esordio problematico con il canadese Shapovalov, l’italoargentino tuttavia riesce a portare il più blasonato avversario al terzo, perdendo il primo e vincendo il secondo, lasciandosi sopraffare nel terzo soltanto per un break. Il trionfo di Sinner ha oscurato un altro successo azzurro. Per il circuito dei challenger era in programma, al TC Napoli, un torneo di categoria 125, tra i più importanti della categoria. Ha vinto Luca Nardi contro il più esperto francese Herbert in rimonta, dopo aver perso il primo set per 7-5, si aggiudica il secondo al tie-break e il successivo per 6-2. Una vittoria che, unita alla grande partecipazione ad Indian Wells, dove ha raggiunto gli ottavi e dove ha incredibilmente battuto Djokovic, lo proietta prepotentemente tra i primi 70 del mondo.
Nonostante la decione di non partecipare a Miami, Djokovic mantiene la prima posizione, braccato da Sinner che sale di un gradino ed è n. 2. Scende, invece, Alcaraz ora n. 3, mentre Medvedev rimane stabile al quarto posto. Immutate le posizioni dal quinto all’ottavo posto, con Zverev n. 5, Rublev n. 6, Rune n. 7 e Ruud n. 8. La finale di Miami fa guadagnare tre posizioni a Dimitrov che rientra in top ten, piazzandosi al n. 9. Scalzando Hurkacz che perde un posto e scende al n. 10. Per quanto riguarda gli altri italiani, Musetti, secondo degli azzurri, mantiene invariata la sua posizione al n. 24. Continua a salire Arnaldi, ottiene tre posizioni e si attesta al n. 35. Crolla, invece, Sonego, scende di ben otto gradini, portandosi al n. 61, tallonato da Cobolli che conferma la sua posizione n. 63. Guadagna tre posti pure Darderi che ora è n. 72, mentre sale vertiginosamente Nardi, la vittoria di Napoli gli vale ben 21 posizioni, ora n. 75. Chiude la top cento degli azzurri Fognini, con i suoi tre posti ottenuti entra in extremis al n. 100.

ROBERTO ERRANTE