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Sinner 19 anni, è il futuro del tennis azzurro

Rimarrà sicuramente indelebile nei ricordi del tennis italiano, la
settimana appena trascorsa, quella per intenderci in cui si è svolto il Masters1000
di Miami, uno dei tornei più importanti dell’intero circuito Atp. In realtà
la manifestazione si è svolta nell’arco di due settimane, tanto che la stessa è
considerata come una sorta di torneo dello slam, il quinto. Della prima settimana,
di come sono andate le cose e dei nove azzurri che si sono presentati ai nastri
di partenza vi abbiamo già dato conto in precedenza, si tratta ora di raccontare
quanto accaduto nei sette giorni appena conclusi. Dobbiamo farlo, però, anche
con una punta di rammarico per la sconfitta in finale di Sinner che purtroppo, in
un match alla sua portata, è crollato mentalmente, proprio in quella sua
caratteristica che lo ha contraddistinto per tutto il torneo e che gli ha permesso di
superare, in determinate partite, momenti difficili, sino ad arrivare
meritatamente in finale. Una finale di un masters1000 non è roba di tutti i giorni,
nell’era Atp ci è riuscito solo Fognini nel 2018 vincendo a Montecarlo o andando molto
indietro negli anni, quando Panatta si aggiudicò gli Internazionali di Roma.
Tornando a Sinner il rammarico è grande perchè contro un ottimo e forte
avversario, il polacco Hurkacz, anch’egli alla prima finale di un master, ha avuto la
chances di poter vincere, allorquando, nel primo set, dopo essere stato sotto 3-0 è
riuscito a rimontare fino a portarsi sul 6-5 e servire per il set. Purtroppo un
bruttissimo turno di servizio ha permesso all’avversario di strappare il
servizio e portarsi sul 6-6 e giocarsi tutto al tie-break. Da quel momento per Sinner è
come se si fosse spenta la luce, ha avuto un crollo mentale, ha disputato un
brutto tie-break, Hurkacz se lo è aggiudicato per 7-4, vincendo, quindi, il primo
set 7-6. Ci si attendeva la reazione nel secondo set, così come era stato in
precedenza con Khachanov nel secondo turno, dopo aver perso malamente il primo set
e soprattutto in semifinale con Bautista Agut, ugualmente dopo aver perso il
primo set. Stavolta, però, Sinner ha accusato il colpo, l’emozione di un
ragazzo di appena 19 ha fatto il resto, il secondo set non ha avuto praticamente storia.
L’azzurro è andato sotto per 4-0, con due break subiti al servizio, l’impresa
di recuperare è diventata ardua. Nonostante ciò Sinner ha avuto un sussulto
riuscendosi a portare sino al 4-3, ha provato anche a pareggiare ma l’avversario
con i denti e ai vantaggi è riuscito ad andare sul 5-3. A quel punto l’italiano ha
mantenuto facilmente il proprio turno di battuta, ma sul 5-4 Hurkacz ha servito per
il match e nonostante la strenua lotta di Sinner è riuscito ad aggiudicarsi il
game e l’incontro, diventando lui il campione di Miami. Nonostante la finale
persa e il grosso rammarico a Sinner non possiamo che fare applausi ed elogi
infiniti, per le emozioni che ci ha regalato, l’azzurro si sta dimostrando come
uno dei tennisti più forti di sempre, ricordiamoci che ha a malapena 19 anni, per cui
i margini di crescita sono enormi. Un fuoriclasse assoluto, dotato di grande
tecnica e di una forza mentale incredibile, ha superato ostacoli incredibili non si
è abbattuto quando ha perso, come detto, il primo set con Khachanov, non si è
fatto irretire dai giochetti di Bublik, che avrebbero fatto innervosire anche il
più calmo dei giocatori, tanto che lo stesso kazako al termine dell’incontro
gli ha detto: “you are not a human!”. Non è crollato in semifinale con
il regolarista spagnolo Bautista Agut che ha nello scambio prolungato, estenuante, la sua arma migliore. Il cammino di Sinner è stato esemplare, ha travolto nel secondo
turno, nel primo aveva ricevuto un bye, il francese Gaston in due set,ha sofferto
ma ha battuto nel terzo il russo, gia top ten, Khachanov, perdendo 6-4 il primo
set, ma aggiudicandosi il secondo con un tie-break magistrale e vincendo poi il
terzo per 6-4. Negli ottavi si è sbarazzato in due set della sorpresa finladese
Ruusvuori e nei quarti, come detto, del kazako Bublik in due set abbastanza
combattuti, dove l’avversario ha cercato in tutti i modi di innervosirlo con
frasi, palle corte e con servizi a cucchiaio. In semifinale è stata un’altra
battaglia di quasi tre ore, contro Bautista Agut, n. 11 del mondo, in tre set
spettacolari, 5-7, 6-4, 6-4, alla fine per Sinner. Il tennista italiano, in questo toneo,
ha avuto la definitiva consacrazione, è un’autentica macchina da guerra,
molto forte tecnicamente, un rovescio, più del diritto, devastante, un servizio potente
e preciso. Possiamo tranquillamente sbilanciarci e dire che a fine stagione,
salvo infortuni o problematiche varie, potremmo trovare Sinner tra i primi dieci del
ranking. Sin qui Sinner, ossia nel 2021, si è già aggiudicato l’Atp serie250 di Melbourne2,

ha raggiunto i quarti a Marsiglia e soprattutto i quarti nel
series500 di Dubai. Degli altri italiani presenti ottimo il torneo di Sonego, giunto
sino ai quarti di finale dopo aver battuto in due set l’americano Fratangelo
al secondo turno, bye anche per lui al primo turno, il colombiano Galan al terzo
turno, per poi cedere ai quarti al greco Tsitsipas, testa di serie n. 2 del torneo
e n. 5 del ranking. Applausi anche per il giovanissimo Musetti, insieme a Sinner
un’altra grande speranza del tennis azzurro. Dopo aver superato le
qualificazioni, il carrarese ha superato facilmente al primo turno l’americano Mmoh,
altrettanto facilmente, nel turno successivo, l’esperto francese Paire, nulla poi
ha potuto contro il gigante croato Cilic. Troppo forte, troppo esperto e soprattutto,
al momento, troppo potente per Musetti che comuque ha venduto cara la pelle e
che sicuramente difficilmente perderà più con Cilic, in futuro. Musetti, dunque,
è l’altra speranza azzurra, tecnicamente molto forte, un ottimo rovescio ad una
mano, uno dei pochi ormai del circuito, buon diritto e gioco a rete. Da poco
entrato nei top cento, siamo convinti che sentiremo parlare anche di lui in breve
tempo, le qualità, le possibilità e soprattutto l’età, per scalare la classifica le ha tutte.

Fognini è stato subito sconfitto all’esordio, anche se era il secondo turno
per il famoso bye al primo, sono caduti, invece, dopo la prima gara Travaglia,
Lorenzi, Gaio, Caruso e Fabbiano. Anche il circuito minore dei challenger, in qu
esta settimana, ha regalato gioie al tennis italiano, Mager (che incredibilmente
fa rima con Sinner!) si è aggiudicato in scioltezza il torneo di Marbella che metteva in palio, per il vincitore, 80 punti, tanti quanti sono bastati al sanremese di rientrare nella top cento. Mager ha disputato un eccellente torneo, ha battuto in due set lo spagnolo Sanchez Jover, al secondo la promessa svedese Ymer, sempre in due set, poi nei quarti ha dovuto affrontare, in un match molto combattuto l’italiano Marcora e in semifinale l’altro italiano, sempre in tre set combattutissimi, Giannessi. Annotiamo, quindi, ‘ottimo torneo anche di Giannessi giunto fino alla semifinale e fermato da Mager che ha compiuto l’impresa in finale superando l’esperto spagnolo Munar, in tre set, 2-6, 6-3, 6-2 per l’azzurro, il punteggio. Dando, quindi, la solita occhiata al ranking, restano immutate le prime cinque posizioni con, nell’ordine, Djokovic, Medvedev, Nadal, Thiem e Tsitsipas. Sale al sesto posto Zverev che scavalca Federer, ora settimo, mentre è ottavo il russo Rublev, nono resta Schwartzman e decimo, nonché primo degli italiani, Berrettini. Perde un posto Fognini che ora è 18°, scalzato proprio da Hurkacz che guadagna, grazie alla vittoria di Miami, ben 21 posizioni ed ora
è n. 16. Fa un bel balzo in avanti anche Sinner che con la finale di Miami guadagna otto
posizioni e si attesta al n. 23. Resta al 34° gradino Sonego, perde una posizione Travaglia che ora è 69°, mentre ne perde 2 anche Caruso che scende al posto n.
87. Continua l’ascesa di Musetti che guadagna altre 4 posizioni ed ora è n. 90,
incalzato da Mager che, come detto, grazie alla vittoria di Marbella
rientra prepotentemente nei top cento, attestandosi, con 11 posizioni guadagnate,
al 91° gradino. Scende ancora Cecchinato, il siciliano ora è 93°, sale di una posizione
Seppi che attualmente è al n. 97.

Roberto Errante; AtletaMagazine.it