Lega Pro

Turris tira i temi in barca. Parlati e Costantino firmano il successo del Monterosi Tuscia

TURRIS-MONTEROSI 0-2
RETI: pt 6′ Parlati, st 49′ Costantino.
TURRIS (3-4-3): Perina; Manzi (45′ st Nocerino), Sbraga (30′ st Iglio), Varutti; Ghislandi (25′ st Di Nunzio), Bordo, Franco, Nunziante (25′ st Pavone); Giannone (1′ st Finardi), Santaniello, Leonetti. A disposizione: Abagnale, Colantuono, Primicile, Zanoni, D’Oriano. All. Caneo.
MONTEROSI (4-4-2): Alia; Piroli (9′ st Basit), Mbende, Rocchi, Tonetto; Milani, Parlati, Franchini (31′ st Buglio), Cancellieri; Adamo, Ekuban (16′ st Costantino). A disposizione: Basile, Cotugno, Luciani, Artistico, D’Antonio, Caos. All. Menichini.ARBITRO: Catanoso di Reggio Calabria.NOTE – Spettatori 882 inclusa quota abbonati. Ammoniti: Ekuban, Franco, Bordo, Piroli, Alia, Mbende, Franchini, Tonetto. Espulsi Bordo al 44′ pt per somma di ammonizioni e Pavone al 28′ st per gioco falloso.

Il Monterosi Tuscia si oppone alla Turris sul risultato di 0-2 grazie alle reti di Parlarti e Costantino consolida la corsa alla salvezza in serie C. La Turris recrimina per una serie di palle gol mancate, con 2 espulsioni Bordo alla fine del 1 tempo e Pavone al ’74, con 2 uomini i meno alla fine il risultato ha pagato agli ospiti. La Turris spaventa gli uomini Michelini mantenendo sempre il pallino del gioco. Ma la supremazia di maglie nere stronca le creazioni biancorosse. Dopo la disfatta del Menti, la Turris sembra “scoppiata” sotto tutti i punti di vista: fisico, tecnico e mentale. Dopo la follia di Longo a Palermo, arrivano le ingenuità di Bordo e Pavone che denotano poca lucidità all’interno del gruppo. Ma quest’oggi la squadra appare un po’ molle sin dal primo minuto, facendo mancare la solita intensità che l’aveva contraddistinta per gran parte della stagione, rivelandosi lenta e imprevedibile, nonché incapace di un piano di gioco alternativo per arginare l’assetto a sorpresa dell’avversario, che si era schierato con un inedito 4-4-2 in luogo del consueto 3-5-2. Di questo passo l’accesso ai playoff diventa in serio pericolo. E se qualche elemento risulta un po’ a corto di motivazioni, giusto dare spazio a qualche giovane del vivaio con maggior voglia di mettersi in mostra. Meglio comunque non adagiarsi sugli allori passati, perché ormai conosciamo alla perfezione quanto sia pazzo il campionato di Serie C. Domenica in casa del Catanzaro bisogna confermarsi, sebbene le pile siano scariche un po’ per tutti, bisogna ritrovare lo spirito e la mentalità che ha accompagnato la compagine Corallina nella prima metà del campionato.
È il direttore Rosario Primicile, a commentare il dopo gara: “Cosa non è andato? Sono molto deluso dall’atteggiamento che abbiamo avuto – afferma Primicile-. Dopo la partita di Castellammare mi sarei aspettato un atteggiamento diverso da parte dei nostri ragazzi. Senza puntare il dito contro nessuno, se qualcuno ha tirato i remi in barca perché pensa che l’obiettivo personale sia stato raggiunto, voglio ricordare che la società e la piazza meritano rispetto. La maglia deve essere sudata fino alla fine. Se poi ci sono delle problematiche che potrebbero essere personali, la società è disposta ad ascoltarle. Il presidente fa dei sacrifici enormi e per questo merita rispetto”. Primicile afferma che questo non è un alibi ma che la società merita rispetto.
Dal punto di vista arbitrale – commenta Primicile: “Non è la prima volta, ma stasera è stato l’emblema di quello che ci sta succedendo ultimamente che è a dir poco scandaloso. Il fatto che stasera non ci sia stato uno stesso metro giudizio è testimoniato dal fatto che Franchini, qualche minuto prima della nostra espulsione, non è stato ammonito per lo stesso fallo che ha poi fatto Bordo che invece ha ricevuto la seconda ammonizione. Faccio i complimenti a quest’arbitro, spero di vederlo poco in C a Torre del Greco perché merita palcoscenici più importanti e di fare quanto prima il salto di categoria. Pensava che ammonendo ed estraendo cartellini rossi, per lui sarebbe stato motivo di onore, orgoglio e bravura”.

Gianluigi Febbraro; AtletaMagazine.it