Mugugni deliri e sospetti edizione 2020/21. Basta!
E anche questa è andata. Gli ultimi verdetti di una stagione che rimarrà negli annali tra quelle più difficili se non la più difficile in assoluto, sono stati emessi e si è così concluso il campionato di calcio. L’Inter campione d’Italia, Milan Atalanta e Juventus in Champions, Napoli e Lazio in Europa League e Roma in Conference. Retrocedono Benevento Crotone e Parma. Stasera però, puntiamo la nostra attenzione su di un fenomeno, che purtroppo sta prendendo sempre più piede nel nostro paese. Esplichiamo il nostro pensiero sui quei personaggi diretti o indiretti, quegli opinionisti di parte o di Stato, quelle persone insomma, che appartengono alla nutrita schiera di avvelenatori seriali del calcio.
I Complottisti.
Anche se non giustificabile, lo sfogo più o meno duro di un Presidente (Vigorito per esempio), può essere capito o almeno. … Loro i presidenti, cacciano quattrini a iosa e, spesso, perdono la tramontana, più per amore e passione che altro. Ripeto non è condivisibile e/o giustificabile, però è comprensibile o almeno …..
Quello che non trovo per niente giustificabile, ammissibile, proponibile e corretto, è il comportamento di alcuni fenomeni i quali, trincerandosi chi dietro ad un tesserino da giornalista, chi dietro una proprietà con interessi forti o, peggio ancora appoggiati dalla tv di stato, disseminano odio, traslando la realtà al punto tale da generare odio profondo. Sia chiaro, non tutti sono così fortunatamente, ma ormai la stragrande maggioranza impazza in tv, sui social o attraverso le pagine dei quotidiani, anteponendo “sempre” alla professione ed alla professionalità, saccenza e mala fede.
Tutto questo è INACCETTABILE.
È inaccettabile che le Pay tv oltraggino ed offendano l’intelligenza di milioni di tifosi con attacchi meticolosi, moviole spesso montate ad arte e giudizi faziosi, spesso al limite della denuncia. È sicuramente questo, uno dei motivi che spinge sempre più persone a disdire gli abbonamenti che oggi costano tra l’altro, un botto. Se per le tv a pagamento vi è la possibilità di scelta, per la televisione pubblica purtroppo, questo non è possibile. I tifosi, gli sportivi o i semplici spettatori costretti a pagare il canone, sempre più spesso quando si parla di calcio, sono costretti ad accettare passivamente telecronisti, commentatori e pseudo addetti ai lavori, con l’unico e ormai solito leitmotiv volto a gettare ombre, invece che parlare di calcio giocato, tattica, tecnica e moduli, pongono l’accento su torti arbitrali, su lobby, complotti Var e tra non molto anche colpi di stato, per condizionare partite, classifiche e campionati. BASTA! Non se ne può più!
Io sono convinto che torti e favori alla fine si compensino sempre, e che un rigore concesso o non concesso settimane prima, non possa incidere su di una classifica finale. A proposito, prova ne sia l’ultima di campionato dove il Napoli, padrone del proprio destino, non è stato capace di battere il Verona. E tutti giù a rinvangare il famoso rigore. Qui però viene il bello. “Un giorno all’improvviso” fuori dal coro di questo piagnisteo continuo e mirato, suonano forti le parole di Ivan Juric tecnico del Verona, che dice basta a tutta questa ipocrisia, e lo fa in risposta ad una domanda (mezza veramente), volta comunque ad evidenziare il troppo impegno messo in campo dal Verona in una partita alla quale non aveva più nulla da chiedere. Ed il fatto che il tecnico croato in risposta ad una insinuazione subdola e meschina abbia risposto con toni forti ma genuini, ha infastidito salottisti complottisti e tutti coloro che come prima ed unica cosa volevano rimarcare una condotta di gara non consona …. non solo e non tanto per la mancata qualificazione del Napoli alla Champions, ma quanto che lo stesso diritto sia stato acquisito dalla Juventus. Le parole di Juric. Con quel “solo in Italia” ha evidenziato la cultura del sospetto che regna sovrano nel nostro paese. Il tono duro usato in risposta alla domanda dell’inviato SKY, è figlio proprio di questo modo di fare giornalismo che onestamente ormai è diventato insopportabile ed offensivo. Basti pensare al vice direttore di Rai sport, pagato profumatamente dai contribuenti, il quale non perde occasione sfruttando i mezzi a disposizione, per attaccare sempre e soltanto la stessa squadra, libero di offendere tutti, dagli arbitri ai calciatori, dalla Procura federale alla magistratura sportiva senza che nessuno intervenga prendendo provvedimenti. E se questo è il meglio che abbiamo siamo messi male molto male.
Per fortuna le pay tv ci mostrano anche altro. La Premier League per esempio. Campionato dove all’ultima giornata il Tottenham fuori da tutti i giochi va a vincere sul campo del Leicester al quale bastava vincere per andare in Champions e, a fine partita, i commentatori ( quelli inglesi) hanno applaudito la correttezza dei londinesi. Lo stesso campionato dove l’Aston Villa salvo da oltre un mese, ha battuto il Chelsea al quale bastava vincere per accedere ai gironi della prossima coppa campioni e che a fine partita hanno applaudito con sportività gli avversari. Ecco magari dovremmo tutti vedere un po’ ’ di più il campionato inglese e meno quello nostrano, e chissà, forse, potremmo imparare il significato della parola “sportività”.
Lorenzo Orefice; AtletaMagazine.it
