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SERIE A: diritti tv, DAZN…internet…l’ORTOLANO

È storia recente l’assegnazione dei diritti del massimo campionato di calcio italiano alla società inglese DAZN per la cifra di 840 milioni a stagione per il triennio 2021/2024. Fin qui niente di strano. La  messa in onda quindi delle partite del gioco più amato e seguito dagli italiani, cambia padrone dopo un monopolio durato oltre vent’anni da parte di SKY. E anche qui nulla di strano. Strano è però, il fatto che la società britannica trasmetta il suo segnale via internet. Voi direte e allora? Allora proprio per quanto riguarda il segnale via internet, l’Italia occupa la 54° posizione al mondo per potenza di segnale e, addirittura, il quart’ultimo posto in Europa precedendo solo Grecia Croazia e Cipro; con una velocità media di connessione pari a 8,2 MBPS. Bene, il mondo del calcio inteso come società ha accettato come giusto che sia la miglior offerta pervenuta a seguito della gara d’appalto. Ovvio che alle società interessi relativamente poco della potenza del segnale, questo perché i soldi arriveranno comunque che le partite si vedano, si vedano bene o non si vedano per niente.  E proprio relativamente al non vedersi per nulla, domenica scorsa due delle tre partite trasmesse da Dazn, Inter Cagliari e Verona Lazio non sono state fruibili agli abbonati per problemi all’App. Polemiche a non finire non tanto per le partite in questione, ma ovviamente, per la preoccupazione relativa ai prossimi  anni. DAZN perdendo un po’ dell’aplomb inglese, ha subito scaricato le colpe su una società, tale Cst di proprietà SKY, distributrice del segnale e, che secondo Dazn, pare abbia volontariamente boicottato la rivale. Ovviamente, secca la smentita.
Cari amici, come sempre accade in questo tipo di situazioni, a pagare il prezzo più alto è sempre il tifoso (fruitore finale del servizio). A proposito di prezzo. Per chi ama il football dal prossimo anno per vedere il campionato dovrà spendere tra i 30 e i 35 euro al mese. Se poi vuol vedere anche le coppe europee deve aggiungere almeno altri 35 euro, per una spesa complessiva tra i 65 e 70 euro mensili. Decisamente troppi soprattutto  per il nostro calcio, in cui non c’è rispetto per niente e per nessuno, e tutte le componenti, pensano solo ai propri interessi.

E se alla fine della fiera si avranno anche come sembra già  prospettarsi, difficoltà nella visione delle partite ( perché siamo un paese ancora “lento” e non solo in fatto di connessione) allora ecco che viene spontaneo sentirsi un po’ tutti “ORTOLANI”.
Meno male che i mondiali ritornano nella casa degli Italiani, grazie a mamma RAI, che dopo anni l’immobilismo è riuscita ad acquisire la manifestazione più prestigiosa per gli amanti della pedata.  E per tutti gli ORTOLANI  dicembre 2022 sarà un mese “esentasse“.