Un Napoli inguardabile si complica la vita e la complica anche al Benevento
Campania infelix. Il tocco lieve di Nandez, al minuto 94 di Napoli-Cagliari, rischia di pesare tantissimo sia per la corsa alla zona Champions sia per la lotta salvezza. Ad imprecare per questa rete, arrivata in pieno recupero, non soltanto i tifosi del Napoli ma anche i sostenitori del Benevento, che sulla vittoria della squadra del capoluogo ci speravano eccome. Invece la festa è stata tutta per i sardi, che a Fuorigrotta hanno strappato un punto forse decisivo per il proprio campionato, in attesa di far visita proprio agli stregoni, nella sfida che con ogni probabilità deciderà la terza squadra che scenderà di categoria. Il Napoli, dal canto suo, è ancora padrone del proprio destino. Ma la beffa è stata atroce, nel contesto di un pareggio che in fondo può essere considerato anche giusto. Ma quei due punti lasciati lì, a pochi secondi dalla fine della partita, bruciano profondamente, soprattutto in vista di una volata finale che sarà decisa dai dettagli, forse addirittura dalla differenza reti. Adesso gli uomini di Gattuso non possono più sbagliare e dovranno vincere tutte le restanti quattro sfide che mancano alla fine del torneo. E pensare che il match era iniziato come meglio non si poteva per i padroni di casa, con il gol del vantaggio arrivato dopo allena 13 minuti e siglato ancora una volta da Victor Osimhen, lanciato in verticale da Insigne e bravo a controllare di destro e a battere a rete di sinistro. Ma il Cagliari, nonostante la decisione di Semplici di preservare il diffidato Joao Pedro in vista dello scontro diretto, ha risposto bene allo svantaggio. Sugli scudi l’ex di turno Pavoletti, che sulle palle alte ha creato più di un grattacapo alla retroguardia di casa. Al 25’, il disturbo dell’attaccante è risultato utile a Gabriele Zappa che ha colpito il palo a Meret battuto. Sul finale di tempo, ancora un imperioso stacco aereo di Pavoletti ha costretto il portiere friulano ad una respinta corta, poi Meret ha sventato con un pizzico di fortuna anche il tentativo di tap-in di Nandez. Scampato il pericolo, il Napoli è tornato in campo con la voglia di trovare il gol del raddoppio. In pochi minuti, prima Osimhen ha colpito largo di testa su un bell’invito di Zielinski, poi lo stesso polacco ha calciato fortissimo addosso a Cragno. Al 52’, con un gran destro dalla lunga distanza, Demme ha colpito in pieno l’incrocio dei pali. Un minuto dopo ci ha pensato l’arbitro Fabbri ad annullare il raddoppio dell’attaccante nigeriano, per un tocco veramente lieve ai danni di Godin, considerato irregolare. Insomma, il gol della sicurezza non è arrivato e il Napoli ha chiuso con il fiato corto e con qualche defezione di troppo. Osimhen ha dovuto abbandonare il campo per uno scontro fortuito testa contro testa con Ceppitelli. Nei minuti finali, a cambi esauriti, Koulibaly è stato costretto a stringere i denti, in preda ai crampi. Pavoletti ha sfiorato il gol dell’ex, con una girata da pochi passi, sventata da Meret. Ma il pareggio è arrivato nel quarto dei sei minuti di recupero concessi da Fabbri. Un gol, quello di Nandez, che rischia di pesare come un macigno.
Domenico Fabbricatore; AtletaMagazine.it
