ApprofondimentiCalcioSerie ATop News

Duri a morire

«Erano venuti qui per ammazzarci. Ma noi avevamo poca voglia di morire». Così, Antonio Conte, nella sua versione migliore, ha sintetizzato la vittoria della sua squadra contro l’Inter. Una partita dal peso specifico ben più ampio dei tre punti in palio, dopo la clamorosa debacle di Eindhoven. No, non è stato un Napoli perfetto quello visto al Maradona.

Soprattutto in difesa, aiutato dalla buona sorte e dalla scarsa precisione degli avversari sotto porta. Ma è stato un Napoli dallo spirito indomito, poco disposto ad abbandonarsi all’alibi degli infortuni e pronto a gettare, come si dice in certi casi, il cuore oltre l’ostacolo. Nell’immediata vigilia, due brutte notizie: il mancato recupero di Rasmus Hoylund, alla terza gara consecutiva saltata, nonché la frattura al piede per Alex Meret. In campo, poi, è arrivato anche l’infortunio a Kevin De Bruyne, che a sensazione è tutt’altro che di lieve entità. Ma gli azzurri non hanno mollato di un centimetro e alla fine hanno vinto con merito, riconquistando la vetta della classifica e staccando, in un colpo solo, entrambe le milanesi.

Due i bocciati dalla batosta di Champions: Sam Beukema e Lorenzo Lucca. Conte ha preferito spostare Juan Jesus sulla destra piuttosto che affidarsi all’olandese, in campo solo nei minuti di recupero. In attacco invece ha optato per Neres falso nove, adattando nel finale anche Lang in quella zona. Nemmeno un minuto per l’ex Udinese. Napoli dunque tutt’altro che perfetto in difesa, soprattutto sulle palle alte da calcio d’angolo, specialità interista. Già al 9’ Bastoni ha anticipato tutti di testa, mettendo fuori di poco. Al 14’, unica leggerezza di Spinazzola, contrastato da Barella in fase di disimpegno. Palla a Lautaro, tutto solo in area. Ma Milinkovic-Savic ha riscattato le incertezze olandesi e ha sfoderato una parata decisiva. Al 29’, penalty a favore del Napoli, tanto contestato dai commentatori televisivi, a cui si è aggiunto Marotta a fine gara.

Che sia ben chiaro ai vari Marelli di turno: Di Lorenzo non ha affatto cercato il contatto con l’avversario. Di Lorenzo, in vantaggio su Mkhitaryan, ha allargato la gamba per coprire la palla ed è stato toccato nettamente da dietro. Rigore concesso con otto secondi di ritardo, su segnalazione del primo assistente di Mariani. Rigore comunque maledetto, che ha causato ben due infortuni. Mkhitaryan è stato sostituito da Zielinski. Dal dischetto, per De Bruyne gol e lacrime. Nemmeno il tempo di gioire che il bicipite femorale destro si è strappato.

La sensazione è che il belga dovrà restare a lungo fuori. Conte ha inserito Olivera, avanzando Spinazzola con McTominay a fare la mezzala. Nel finale del primo tempo, l’Inter ha avuto tre occasioni clamorose. Incrocio dei pali colpito da Bastoni di testa, sempre da cross dalla bandierina. Diagonale di Lautaro Martinez, fuori di un soffio. Palo colpito da Dumfries, ancora di testa. Chiuso alle corde, il Napoli ha resistito. Nella ripresa, poi, al 53’, lancio lungo di Spinazzola per McTominay, tenuto in gioco da un distratto Acerbi. La palla si è allargata verso destra. Lo scozzese l’ha lasciata rimbalzare un paio di volte poi, dal limite dell’area, ha scagliato un diagonale forte e preciso che non ha lasciato scampo a Martinez.

Poco dopo, però, su cross di Dimarco e colpo di testa di Lautaro, Buongiorno si è opposto con il braccio largo. Mariani, richiamato dal Var, ha giustamente assegnato la massima punizione. Dal dischetto, Calhanoglu ha fatto centro per la ventinovesima volta su trenta. L’unico errore, un anno fa proprio contro il Napoli a San Siro. Sul 2-1 la gara poteva inesorabilmente prendere una gara favorevole ai nerazzurri, comunque troppo nervosi. Soprattutto Lautaro, censurabile nel suo gesto provocatorio nei confronti del suo ex allenatore Conte. Poi, al 66’, Anguissa, liberato da un colpo di tacco di Neres, ha suggellato una prestazione mostruosa con il gol fantastico del 3-1. Ha vinto dunque lo spirito indomito del Napoli, più forte delle polemiche e degli infortuni.

Domenico Fabbricatore