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Lo scudetto se ne Var 

 

Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso: recita il vecchio adagio. E il Napoli può solo piangere sul latte versato sopra uno scudetto virtualmente scucito dal petto a gennaio. Campionato ancora lungo, ci mancherebbe. Però recuperare adesso 6 punti all’Inter, senza il conforto degli scontri diretti, che ironia della sorte sono stati anche favorevoli, appare impresa ardua.

Sfortuna con il Var? Senza dubbio. Anche contro il Parma la tecnologia, che già aveva castigato nelle precedenti partite, è intervenuta a togliere il gol che aveva sbloccato la partita per un fuorigioco d’ascella di Mazzocchi. Un lembo di un centimetro, forse meno, tra la formazione di casa e il sospirato vantaggio. Che non è più arrivato. E sono qui le colpe della compagine di Conte, che dall’alto del suo gabbiotto dove ha scontato il primo di due turni di squalifica avrà senz’altro notato il fraseggio noioso e sterile dei suoi uomini.

Occasioni da rete se ne sono viste pochissime. Dopo il gol annullato a McTominay, l’esordiente totale Rinaldi, il più clamoroso dei tanti rimpiazzi mandati in campo da Cuesta, ha fatto un figurone sul colpo di testa ravvicinato di Buongiorno, mentre meno difficile è stata la parata su Hojlund. Tutto nel primo tempo. Poi nient’altro. Solo un inutile possesso palla alla ricerca di un varco tra il muro eretto dai gialloblù. Tutti dietro la linea della palla in attesa. Lang, schierato titolare, ha giochicchiato per 58 minuti e poi stato sostituito. Neres è entrato, ha provato un paio di numeri, ha rimediato un giallo, poi ha risentito dolore ed è tornato in panchina. Lucca è stato mandato in campo soltanto nel recupero. Si parla tanto, anche giustamente, dei troppi infortuni patiti dal Napoli.

Ma la verità è che i rincalzi comprati in estate sono stati inesorabilmente bocciati da Antonio Conte. È finita 0-0, per il terzo pareggio consecutivo. Questo ancora più indigesto del precedente casalingo con il Verona. Il resto lo ha fatto Pio Esposito in serata. Per un recupero infrasettimanale che forse ha deciso le sorti del campionato del Napoli.

Domenico Fabbricatore