Serie A

L’ ultima corsa verso il paradiso

Abbiamo aspettato qualche ora ed asciugato qualche lacrima prima di salutare per l’ultima volta Carlo Mazzone. Tutti parlando del tecnico romano, abbiamo in mente la corsa sotto la curva dell’Atalanta dopo quel famoso goal del 3-3 nel derbissimo contro il Brescia al Rigamonti. Ma Sor Carlo era di più molto di più. Come quando rivolgendosi ad Amedeo Carboni gli disse in romanesco: Amedè quante partite hai giocato, 354 Mr. e quanti goal hai fatto 4, e allora ndò caxxo vai torna in difesa. Non è un caso, infatti, che di lui e del suo modo di essere hanno tessuto le lodi fior di campioni Guardiola e Baggio su tutti. Ma soprattutto rimarranno vive per sempre l’affetto il rispetto e la stima di tutti i tifosi italiani nessuno escluso. Sanguigno, emotivo e professionista vero, in ogni posto dove ha allenato, ha tracciato un solco profondo ed instaurato un rapporto sincero e senza tempo. Di quella pasta ormai ne sono rimasti davvero in pochi e, non a caso, uno di questi, Sir Claudio Ranieri, ha usato per lui parole al miele per il professionista ma soprattutto per l’uomo. Decano degli allenatori, ad oggi vanta ancora il record di panchine ben 792. Roma ed Ascoli le sue città, la prima gli ha dato i natali e lo ha visto diventare claciatore prima ed allenatore poi; la seconda invece, città natale della moglie signora Maria Pia, scelta per vivere la sua vita lontano dai clamori in semplicità, altra peculiarità fondamantale, dove sono nati e cresciuti i figli Sabrina e Massimo. Il tributo del minuto di raccoglimento su tutti i campi ci sembra il minimo, ma più di tutto fatta apposta per lui sembra la celeberrima frase《chi vive nel cuore di chi resta non muore mai. Arrivederci Sor Carlè

Alessia Orefice AtletaMagazine.it