Tennis, si riparte!
La nuova stagione tennistica è iniziata ed è partita col botto. Certo, anche per il 2022 incombe sul circuito l’ombra malefica del covid, che ha già colpito con le prime restrizioni e, soprattutto, con le prime defezione ai tornei da parte dei giocatori, alcune anche di un certo rilievo. Il calendario, al momento, è tornato alla normalità, sono presenti molti dei tornei cancellati lo scorso anno, alcuni importanti come il masters1000 di Shanghai o l’ATP500 di Tokio, mentre altri seppure disputati, lo hanno fatto in periodi non a loro usuali, come il masters1000 di Indian Wells organizzato ad ottobre, mentre generalmente è in calendario da sempre agli inizi di marzo, come, di contro, accadrà quest’anno. Con la speranza che la pandemia non stravolga nuovamente un programma che non prevede soluzione di continuità, la macchina organizzativa dell’ATP si è messa in moto. Come di consueto si parte in terra australiana, di questi periodi lì è piena estate, con una serie di tornei che faranno da preparazione agli Australian Open, prima prova stagionale del grande slam, che per due settimane a Melbourne catturerà l’attenzione di tutti gli appassionati di questa disciplina. Dicevamo che l’inizio è stato col botto, così come si era chiuso il 2021 con la disputa della Coppa Davis, vinta dalla Russia in finale con la Croazia, così è iniziato il 2022. Il primo torneo dell’anno, infatti, in quel di Sidney, è stata l’ATP Cup, una sorta di seconda coppa davis, la formula è quasi la stessa, riservata, appunto, alle nazioni ma organizzata dall’ATP. Con la differenza che in questo torneo si assegnano punti validi per il ranking e naturalmente vi è anche un ricco montepremi, entrambi variano a seconda delle partite giocate e dell’avversario battuto. Per la cronaca l’ATP Cup è stata vinta, al di la delle previsioni della vigilia, dal Canada, che nelle sue due punte di diamante Shapovalov e Auger-Aliassime ha avuto la massima espressione, travolgendo in finale la Spagna, sia pure orfana di Nadal ma che poteva contare su Bautista-Agut e Carreno Busta. I nordamericani già a sorpresa avevano vinto un girone composto niente meno che da Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. In semifinale, poi, altrettanto sempre a sorpresa, i canadesi si sbarazzavano della Russia di Medvedev, grazie ad un doppio drammatico, vinto al terzo set per 10-7 dai due ragazzini terribili, contro la coppia Medevedev- Safiullin. E l’Italia? L’Italia così, così, di buono sicuramente il rientro di Berrettini apparso non ancora al 100% e la riconferma di Sinner vincitore di tutti e tre i matchs da lui disputati. Inseriti nel girone con Russia, Francia ed Australia, gli azzurri esordivano con una sconfitta amara contro i padroni di casa, Sinner faceva il suo dovere travolgendo in due set Purcell e regalando il primo punto all’Italia, ma Berrettini in precarie condizioni perdeva inopinatamente con De Minaur, seguito dalla sconfitta del duo Berrettini-Bolelli nel doppio. All’Italia per qualificarsi, a questo punto, toccava battere per 3-0 la Francia e poi eventualmente la Russia nell’ultima giornata. Per un attimo gli azzurri ci hanno fatto sperare perché il successo con i transalpini arriva ed anche per 3-0. Il solito Sinner batte in due set Rinderknech, poi ci pensa Berrettini a dare il punto della vittoria su Ugo Humbert, ma le due vittorie non bastano, serve il terzo punto che lo agguanta il doppio, proprio con i due numero uno Sinner-Berrettini, vincitori al foto finish contro Martin- Roger Vasselin. A questo punto per superare il girone ed approdare in semifinale serve un’altra vittoria, stavolta con qualsiasi punteggio, l’avversario è di quelli pesanti: la Russia campione del mondo in carica. Il rullo compressore Sinner ci illude, sbarazzandosi di Safiullin, poi tocca a Berrettini contro il n. 2 del mondo Medvedev, il nostro portacolori, comunque, disputa un grande incontro, facendosi superare solo al terzo set, con un break. Le speranze ora sono riposte nel doppio, si ripropone quello vincente con la Francia, ossia Berrettini-Sinner e i due all’inizio non tradiscono le attese, si aggiudicano meritatamente il primo set, poi nel secondo un passaggio a vuoto consegna il round agli avversari. A decidere tutto è il terzo confronto e lì, purtroppo, non c’è storia i Russi vengono fuori aggiudicandosi la partita e la qualificazione. Appuntamento rimandato per gli azzurri che comunque lasciano il torneo con più luci che ombre e con la certezza di una stagione sicuramente positiva. Contemporaneamente all’Atp Cup erano in programma due tornei della categoria 250, uno ad Adelaide e l’altro a Melbourne, proprio per cominciare a tastare la superficie dell’Open australiano. Il primo dei due tornei di Adelaide (l’International 1), il secondo è in corso questa settimana, lo ha vinto il ritrovato Monfils, che ha superato in finale il russo Khachanov in due set, 6-4 6-4 lo score. Due gli italiani presenti in tabellone, Mager e Musetti, il primo dopo aver battuto al primo round l’argentino Francisco Cerundolo, cedeva in tre set, nel secondo turno, al bielorusso Gerasimov. Peggio faceva Musetti che, a quanto pare la superficie veloce gli sta diventando ostica, eliminato al primo turno in tre set dal giapponese Daniel. Fari puntati, invece, a Melbourne dove la testa di serie n.1 era Nadal, al rientro dopo l’infortunio. Lo spagnolo ha preferito un ritorno agonistico “soft”, disputando questo torneo ed evitando le insidie e le difficoltà che eventualmente gli avrebbe potuto riservare l’ATP Cup. Lo spagnolo non ha deluso le attese vincendo alquanto agevolmente la manifestazione, battendo in finale la sorpresa americana Cressy per 7-6 6-3. L’unico azzurro in gara era Seppi la cui presenza è stata molto fugace in quanto battuto subito al primo turno dallo slovacco Molcan. Buone notizie arrivano anche dal circuito minore dei challenger, anche qui in maggior parte disputati nella terra dei canguri. A Bendigo Caruso ed Agamenone hanno raggiunto le semifinali, uscendo, purtroppo, entrambi sconfitti, ma al torneo di Forlì 1, arriva il trionfo italiano con il giovane 18 enne Nardi, un giovane promettentissimo che ha vinto la manifestazione con grande autorità. Con la ripresa del circuito maggiore e dei grandi tornei che dispensano punti, ha cominciato a muoversi anche il ranking, non senza soprese. Invariate le prime otto posizioni: 1) Djokovic, 2) Medvedev, 3) Zverev, 4) Tsitsipas, 5) Rublev, 6) Nadal, 7) Berrettini e 8) Ruud. Grazie alle vittorie ottenute in Atp Cup, il canadese Auger-Aliassime guadagna ben due posizioni, entra nella top ten e si piazza al 9° posto. Ne perde una Hurkacz, che resta tra i primi dieci, purtroppo, esce dalla top ten Sinner, a cui non sono bastati i tre successi in Atp Cup, scendendo di ben due gradini, si ferma al n. 11. Stabile Sonego al n. 27, sale di una posizione Fognini, ora n. 36, ne perde una Musetti che ora è 60°. Segue Mager n. 63, crolla, invece, di ben otto posizioni Travaglia, ora n. 86, mentre avanzano rispettivamente di tre Cecchinato, n. 97 e di quattro Seppi, n. 98 e ultimo degli italiani in top cento.
ROBERTO ERRANTE
