La Supercoppa italiana di calcio da Torino si trasferisce a Milano
Dopo dodici anni (il 21 agosto del 2010) l’ultima volta, l’Inter vince la Supercoppa italiana nella gara disputatasi al Meazza battendo la Juventus. I bianconeri dal canto loro, giocano per la diciassettesima la finale della manifestazione la decima consecutiva con quella di stasera. Inoltre, i bianconeri, detengono il maggior numero di vittorie ben nove. L’Inter dal canto suo ha sollevato il trofeo cinque volte prima di questa sera come detto dodici anni fa. Inoltre, com’è ormai noto, questa sera sarà l’ultima volta che uno stadio si potrà riempire al 50% della sua capienza, in quanto le nuove norme anti Covid varate in fretta e furia dal Governo, hanno statuito l’accesso a non più di 5000 spettatori per le prossime due settimane.
La partita in gara unica tra la vincente del campionato e quella della coppa Italia, per la prima volta dal 2005 la partita torna a disputarsi in casa di una delle due contendenti. Allora fu l’Inter con goal di Veron all’inizio del primo tempo supplementare a far vincer la coppa ai nerazzurri. Dinanzi ad oltre trentamila persone, Inter e Juventus daranno vita ad una partita gagliarda, tecnicamente valida e senza esclusione di colpi; attesa la rivalità storica esistente tra le due tifoserie e, nell’ultimo decennio, anche tra le società. Il fischietto chiamato a dirigere la gara è il Sig. Daniele Doveri di Roma 1. La partita mantiene le aspettative e offre uno spettacolo degno di una finale. I primi quarantacinque minuti sono di una intensità entusiasmante. I primi quindici sono di dominio assoluto dei campioni d’Italia, i quali inspiegabilmente al minuto dieci non si vedono assegnare un sacrosanto calcio di rigore per fallo di Chiellini su Barella. Né il sig. Doveri né il Var hanno ritenuto opportuno intervenire tra le veementi proteste dei nerazzurri. Dopo l’assedio iniziale, la partita torna in equilibrio con capovolgimenti di fronte continui, su uno di questi, al minuto venticinque, lo statunitense Weston McKennie porta in vantaggio la Juventus girando di testa in rete un cross di Morata dal vertice sinistro. Dopo qualche minuto di sbandamento, l’Inter riprende a giocare ed al trentacinquesimo per un ingenuo fallo di De Sciglio su Dzeko ottiene un calcio di rigore, che Lautaro Martinez trasforma per l’1-1 che resiste sino al termine della prima frazione. Anche la seconda frazione almeno per i primi trenta minuti viaggia su ritmi altissimi, a partire meglio sono i bianconeri che con Bernardeschi crea e sciupa due occasioni nitide da goal. Rinviene poi l’Internazionale che costruisce la migliore occasione con Dumfries che su assist di Barella incorna da buona posizione chiamando Perin ad un intervento difficile che con l’aiuto del palo riesce a sventare. Niente di più da segnalare nei minuti restanti oltre alla solita girandola di sostituzioni e si arriva così ai tempi supplementari. Nei trenta minuti dell’over time le due squadre apparse molto stanche cercano più di non scoprirsi che di offendere, ragion per cui non si segnalano assolutamente occasioni da goal e quando tutto lasciava presagire i calci di rigore una grande dormita da parte di Alex Sandro concede ad Alexis Sanchez la battuta del 2-1 che vale la vittoria del trofeo.
Maria Lucia Barile; AtletaMagazine.it
