ApprofondimentiTennisTop News

Tennis, un’estate che fa ben sperare per il movimento azzurro

L’estate 2021, oltre per il grande caldo, rimarrà negli annali per le imprese sportive degli atleti azzurri. Ha iniziato il calcio con la vittoria degli europei, poi i successi e le medaglie alle olimpiadi ma soprattutto quelle più belle delle paralimpiadi, per finire con le ragazze dell’italvolley che vincono l’europeo in casa delle favoritissime serbe. In questa estate di successi, una piccola fetta se l’è ritagliata pure il tennis, non granché se vogliamo, anzi ci sono pure stati risultati deludenti, ma quelle poche vittorie ottenute sono il segnale che, comunque, il movimento tennistico maschile è in piena evoluzione. Al contrario di quello femminile che da anni versa in una fase negativa, al momento all’apparenza irreversibile ma dove anche qui, forse dovuto all’influsso benefico dell’estate, è arrivata la splendida, quanto inattesa, vittoria di Camila Giorgi al WTA1000 di Toronto. Ci eravamo lasciati col torneo di Wimbledon dove Matteo Berrettini, fresco, tra l’altro, della conquista dello storico torneo del Queens, dopo una partenza in sordina conquistava per la prima volta nella storia del tennis italiano, la finale del più prestigioso e antico torneo del circuito. Lì, però, il tennista romano ad attenderlo trovava il n.1 del mondo il serbo Djokovic, il quale nonostante il grande match giocato ed aver portato a casa meritatamente il primo set, subiva il ritorno prepotente dell’avversario che si aggiudicava la manifestazione in quattro set. Al rammarico per la grossa occasione persa e la sensazione che c’è ancora molto da lavorare per arrivare ai massimi livelli del tennis mondiale, restava, comunque, la consapevolezza di aver centrato un altro grosso risultato. Qualche settimana dopo un Sinner, sin ad allora molto deludente, reduce da numerose, cocenti eliminazioni al primo turno, sul cemento americano trovava un’impennata d’orgoglio vincendo l’importante torneo di Washington, un series 500, che gli ha permesso di riportarsi a ridosso dei top ten. L’estate tennistica è stata anche caratterizzata dal circuito minore dei challenger in cui l’Italia l’ha fatta da padrone con l’organizzazione di diversi tornei, alcuni anche storici e molto ambiti, come quello di Milano che ha visto trionfare Gianmarco Moroni, al suo primo successo in carriera. Segnaliamo anche le vittorie di Giulio Zeppieri, già affacciatosi al circuito maggiore con diverse partecipazioni ai tornei ATP, a Barletta e di Franco Agamenone a Praga. E veniamo ai giorni nostri, mentre scriviamo si è appena concluso l’ultimo slam stagionale ossia gli US Open, che ha incoronato Daniil Medvedev, numero 2 del ranking, re di New York. In una finale, praticamente, a senso unico il russo ha travolto in tre set, Djokovic, il grande favorito, visto anche le assenze di Nadal e Federer, che aspirava al grande slam, avendo già vinto gli altri tre tornei della categoria. Medvedev ha giocato il match perfetto, fatto di potenza, variazioni di gioco e colpi imprevedibili, il serbo è rimasto annichilito ed irretito, alla fine si è dovuto arrendere e rimandare l’appuntamento con l’ambitissimo grande slam. Berrettini si è confermato di gran lunga il numero 1 degli italiani, è riuscito ad arrivare fino ai quarti, dove ha incontrato proprio Djokovic e lì la sua corsa si è fermata. “Nole” ha nuovamente battuto l’italiano in 4 set, dopo che lo stesso aveva meritatamente vinto il primo, salvo poi perdere i successivi tre, stavolta, forse, più nettamente di quanto accaduto a Wimbledon. Il n. 2 degli italiani, Sinner, si è fermato agli ottavi, il tabellone lo ha messo di fronte a Zverev, in pratica non c’è stata mai partita, il tedesco ha vinto in tre set, molto più nettamente di quanto dica il punteggio, contro un Sinner apparso in grosse difficoltà tecniche. La secca sconfitta ha evidenziato che per l’alto atesino c’è ancora parecchia strada da percorrere se vuole ambire a posizioni di vertice. Il tempo c’è data la sua giovane età, a patto che ciò avvenga al più presto possibile. Da incorniciare è stato sicuramente il torneo di Seppi, a 38 anni suonati giungere sino al terzo turno, dopo aver eliminato al primo l’ungherese Fucsovics n. 41 del mondo, giocatore dalla grande esperienza, ma, soprattutto, al secondo round, il polacco Hurkacz n. 13, vincitore del masters1000 di Miami, proprio ai danni di Sinner, in un tie-break drammatico al quarto set, è roba da accademia del tennis. Nulla da fare poi per Seppi al turno successivo dove ha dovuto cedere il passo alla migliore freschezza del giovanissimo tedesco Otte, rivelazione del torneo. Due turni per Musetti fermato dalle bordate e dagli aces di Opelka. Fuori all’esordio, invece, il solito Fognini, il quale ormai sembra aver imboccato la parabola discendente, Cecchinato e Sonego, che deludono fortemente al cospetto di avversari ampiamente alla loro portata, mentre con qualche attenuante l’eliminazione precoce di Travaglia, Caruso e, soprattutto, Mager. Per quanto riguarda la classifica, n. 1 è sempre Djokovic ma è incalzato da Medvedev n. 2, stabili Tsitsipas e Zverev, rispettivamente 3° e 4°.Duplice salto in avanti per il russo Rublev, ora n. 5, scende di un gradino Nadal che è sesto ed ecco al 7° posto salire Berrettini che conquista il suo best ranking. Perde due posizioni Thiem che ora è ottavo, nono stabile è Federer, guadagna una posizione ed entra nella top ten il norvegese Ruud. Nuovo best ranking pure per Sinner che si conferma secondo degli italiani, sale di due gradini ed è 14°. Perde una posizione Sonego che ora è 24°, ne perde una pure Fognini, attualmente è n. 32, sale, invece, di ben tre gradini Musetti che ora è n. 57. Grande balzo di Mager, 5 posizioni, il ligure si piazza al 66° posto, ne perde 3 Cecchinato, n. 84, Seppi ne ottiene uno e sale all’88° posto, chiude la top cento degli italiani Travaglia n. 99.

Roberto Errante; AtletaMagazine.it