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Punto di ripartenza

Il Napoli di Calzona può ricominciare da lì. Da quell’ultimo pallone toccato da Victor Osimhen al minuto 75, un attimo prima di lasciare il campo per una sostituzione già annunciata. Napoli-Barcellona è finita 1-1. Lo stesso risultato della partita contro il Genoa, l’ultima di Mazzarri sulla panchina azzurra. Ma le sensazioni sono positive, al cospetto di parecchie cose ancora da migliorare. La qualificazione si deciderà in terra catalana. Ed è ovvio che la squadra di Xavi goda dei favori del pronostico, dopo il pareggio ottenuto al Maradona.

Ma la sfida di ritorno inizierà con il punteggio in perfetto equilibrio e con ben tre settimane a disposizione del nuovo tecnico partenopeo per affinare la condizione atletica e l’intesa fra i suoi uomini. Ad ogni modo Calzona, che ha avuto meno di 48 ore per preparare il difficile esordio, ha superato il test iniziale, soprattutto per la scelta e la tempistica dei cambi. Squadra schierata con il 4-3-3 con il tanto atteso ritorno in campo di Osimhen. Il nuovo allenatore ha scelto Cajuste a centrocampo e Olivera terzino sinistro. Fuori causa Ngonge per un risentimento muscolare patito alla vigilia. L’inizio non è stato per nulla confortante. Nella prima mezz’ora, il Barcellona ha oggettivamente dominato.

I padroni di casa sono stati surclassati a centrocampo, con la difesa che a stento ha resistito ai ripetuti attacchi avversari. Meret ha dovuto sfoderare due belle parate. Prima su una conclusione ravvicinata di Lewandowski, poi su un gran destro dalla lunga distanza di Gundogan. Pian piano, però, i partenopei sono entrati in partita. Anguissa, inesistente nei primi minuti, ha iniziato a carburare e a recuperare palloni importanti. Buona la spinta sulla corsia di destra, orfana però ancora del miglior Di Lorenzo. Troppo impreciso il capitano, da tempo alla ricerca della forma migliore. Dall’altro lato bene Olivera, un po’ meno Kvaratskhelia, che ha corso tanto senza essere però particolarmente incisivo.

Nel secondo tempo, in una fase tutto sommato equilibrata del match, il Barcellona ha trovato il vantaggio. Al 60’, tocco in verticale di Pedri che è passato sotto le gambe di Rrahmani, controllo e tiro di Lewandowski sotto le gambe di Di Lorenzo e palla in rete sul primo palo. Al 67’ i cambi di Calzona: fuori Cajuste e Kvaratskhelia, dentro Traorè e Lindstrom. Il georgiano ha lanciato un’occhiataccia da lontano. Ma la scelta si è rivelata giusta. I due subentrati hanno ridato vigore all’offensiva partenopea. Al 75’, poi, quando era già pronto a bordo campo Simeone per sostituire un Osimhen in debito d’ossigeno, Anguissa ha servito una bella palla al nigeriano, che ha vinto il duello fisico con Martinez e ha spiazzato ter Stegen con un tocco di destro in diagonale. Subito dopo, dentro dunque Simeone al posto di Osimhen e Raspadori in luogo di Politano.

Nel finale gli azzurri hanno giocato meglio, creando i presupposti per un raddoppio che però non è arrivato. La partita d’andata degli ottavi di Champions è finita 1-1. Tutto si deciderà al ritorno.

Domenico Fabbricatore