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Sinner Re di Roma, trionfa anche agli Internazionali d’Italia

Per descrivere quello che di leggendario sta facendo Sinner bisogna far parlare i numeri, perché gli aggettivi, seppure i più trionfalistici, sembrano sminuire le imprese di un ragazzo che sta segnando un’epopea. Parimenti si sono esauriti i complimenti nei suoi confronti, non solo un fuoriclasse che il tennis italiano e mondiale abbia mai avuto, ma anche sempre correttissimo in campo, con gli arbitri e con gli avversari. Mai un’esultanza esagerata, scomposta.

In semifinale con Medvedev, in un match che, improvvisamente, si era complicato e che inaspettatamente il russo lo aveva portato al terzo set, dopo aver ottenuto il break, per la prima volta si è lasciato andare ad un urlo liberatorio. Ma anche un bravo ragazzo nella vita, educato e disponibile con la gente, sempre attento e solidale con i più bisognosi. Il montepremi vinto a Montecarlo, circa 1 milione di dollari, lo ha devoluto interamente ad un ospedale pediatrico oncologico.

Dicevamo di far parlare i numeri, con la vittoria agli Internazionali d’Italia, ora Masters1000 di Roma, infatti, l’azzurro ha conquistato il sesto masters1000 consecutivo. Quinto masters1000 consecutivo vinto in questa stagione, di cui tre sulla terra, a dimostrazione che Sinner ormai è un vincente in tutte le superfici e non solo sul cemento, come era stato etichettato prima di Montecarlo.

Ma soprattutto, con il successo di Roma, Jannik ha completato il “golden masters”, ossia l’aver vinto tutti i tornei dei “maestri” del circuito, diventando il secondo nella storia dopo Djokovic, ma a differenza del serbo che lo ha ottenuto a 31 anni, l’azzurro lo ha fatto a 24 anni. Con la vittoria della finale, inoltre, Sinner ha ottenuto 34 vittorie consecutive nei masters1000, 29 di fila dall’ultima sconfitta a Doha nei quarti contro Mensik a febbraio, riportando un altro record.

Infine, ciliegina sulla torta, 50 anni dopo la vittoria di Adriano Panatta, era il 1976, torna un italiano a vincere il torneo di Roma. Cinquant’anni senza che un azzurro era mai riuscito a sollevare il trofeo tennistico di casa per eccellenza nel singolare maschile. Un passaggio di consegne storico al Foro Italico, con l’altoatesino che riscrive la storia del nostro tennis, venendo premiato proprio dallo stesso Panatta che nel 1976 ci aveva regalato la storica doppietta Roma-Parigi, mai più centrata da nessuno.

Sinner, battendo Casper Ruud 6-4 6-4, è a metà dell’opera, a Parigi, partirà, comunque da favorito indiscusso, vuoi per la padronanza di gioco mostrata ormai sulla terra, vuoi per l’assenza di Alcaraz, detentore in carica ed unico, al momento, in grado di tenere testa al nostro porta colori. Ora ci sarà qualche giorno di riposo, per staccare e riprendersi da un tour de force incredibile che lo ha visto giocare senza mai fermarsi in pratica da marzo, facendo incetta di trofei: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma. Una serie di trionfi, in giro per il mondo, che lo hanno portato ad ottenere, come detto, il Golden Masters.

Sugli spalti e poi alla premiazione c’è stato anche Sergio Mattarella (con cui Jannik ha scambiato un paio di battute scherzose durante la premiazione), gli Internazionali quest’anno hanno riportato il doppio successo singolare-doppio grazie, anche, alla coppia Bolelli Vavassori, che hanno conquistato il secondo titolo Masters 1000 in stagione, dopo che si erano sbloccati a Miami. Il cammino di Sinner a Roma è stato, come al solito, brillante, non fosse stato per quel calo fisico nel secondo set della semifinale con Medvedev, sarebbe, ancora una volta, stato trionfale. Quel secondo set, l’unico perso per strada ed il terzo in tutti i masters vinti, dopo averne lasciato uno a Machac negli ottavi di Montecarlo e uno a Bonzi all’esordio a Madrid.

Vittoria di rodaggio con Ofner nel primo match, valevole per il secondo turno, 6-3 6-4 il punteggio. Spazzato via anche l’australiano Popyrin nel turno successivo con un eloquente 6-2 6-0. Nel quarto turno in tabellone c’è il derby tutto azzurro con Pellegrino, giunto a sorpresa sin lì. Il pugliese disputa una gara gagliarda, il punteggio di 6-2 6-3 in favore di Sinner è meno veritiero di quanto possa dire. Nulla da fare nemmeno per Rublev, nei quarti, liquidato in due set per 6-2 6-4, con una leggera flessione nella seconda partita per l’azzurro, altrimenti lo score sarebbe stato più pesante per il russo.

E veniamo alla semifinale con Medvedev, un match durato due giorni, in quanto sospeso in tarda serata per pioggia e ripreso il giorno dopo, cioè il sabato pomeriggio. Jannik parte a spron battuto, con un secco 6-2 liquida il russo in poco più di mezz’ora. Nel secondo, tuttavia, lo scenario cambia completamente. Medvedev entra in partita, di contro l’azzurro accusa un vistoso calo fisico. Un po’ la forte umidità che nel frattempo è scesa sul centrale, un po’ piccoli malesseri fisici, costringono Sinner a concedere la seconda partita per 5-7.

Nel terzo set Jannik riesce a recuperare, ottiene un break e si porta sul 3-1 quando la gara viene sospesa definitivamente per pioggia e rinviata al giorno dopo. A quel punto, completamente recuperato e ristabilito per Sinner è un gioco da ragazzi battere Medvedev che pure aveva cercato di recuperare un incontro compromesso la sera prima.

In finale, come detto, nonostante un Ruud fresco e riposato per aver giocato due giorni prima una semifinale senza sprecare troppe energie, nulla ha potuto contro l’italiano che ormai vedeva già il traguardo della vittoria. Grandissimo torneo di Darderi che da buon terraiolo è riuscito ad esprimersi ai massimi livelli su questa superficie.

L’italoargentino è giunto fino alle semifinali, ma ormai stremato da un cammino che lo ha visto venire fuori da autentiche battaglie, nulla ha potuto contro un Ruud tornato agli antichi splendori che lo ha travolto con un duplice 6-1. Dopo aver usufruito di un by al primo turno, Darderi superava anche il secondo round battendo il tedesco Hanfmann con un doppio 6-4. Già nel turno successivo iniziavano le marce forzate per Luciano.

Dopo aver perso per 3-6 il primo set contro Paul riusciva, però, a scrollarsi di dosso tutte le preoccupazioni vincendo gli altri due set per 6-3 6-2. Impresa negli ottavi, Darderi affronta la testa di serie n. 2, nonché n. 3 del ranking, Zverev. Il tedesco parte fortissimo mette sotto l’azzurro con un pesante 6-1 nel primo set. Sembra finita, ed invece l’italoargentino tira fuori tutto il suo carattere da combattente, porta Zverev al tie-break e all’ultimo punto se lo aggiudica. Il terzo set vede il teutonico crollare mentalmente, Darderi infierisce e infligge addirittura un sonoro 6-0.

Altra battaglia infinita nei quarti contro l’astro nascente del tennis spagnolo Jodar, l’azzurro parte bene e vince il primo set al tie-break, poi accusa un passaggio a vuoto nel secondo che l’iberico si aggiudica per 7-5. Ma nel terzo set c’è la veemente reazione di Darderi che annichilisce l’avversario con un altro pesante 6-0. Poi, come già detto, il crollo in semifinale contro il norvegese Ruud.

Incredibile torneo anche per Pellegrino eliminato negli ottavi da Sinner. Il pugliese dopo essere stato sull’orlo dell’eliminazione superava in tre set Nardi all’esordio, 4-6 6-3 6-3 il punteggio. Nel secondo turno beneficiava del ritiro per infortunio del francese Fils, dopo essere stato in vantaggio per 4-0, poi compiva l’impresa di battere in due partite l’americano Tiafoe per 7-6 6-1. Ottavi pure per Musetti che, dopo il by del primo turno, batteva con un doppio 6-4 il francese Mpetshi Perricard.

Nel turno successivo, al termine di un gran match, aveva la meglio sull’argentino Cerundolo per 7-6 6-4, ma poi doveva arrendersi, complice anche un infortunio alla coscia, al norvegese Ruud, giustiziere degli italiani, per 3-6 1-6. Buono il cammino di Arnaldi il quale ormai sembra essersi messo alle spalle il periodo negativo che lo ha fatto uscire addirittura dai primi 100. L’azzurro batteva all’esordio l’ostico spagnolo Munar in tre set, 6-3 3-6 6-3, poi batteva in rimonta l’australiano De Minaur, ancora in tre set, 4-6 7-6 6-4, salvo, nel terzo turno, arrestarsi ad opera dello spagnolo Jodar, che lo ha battuto in tre set col punteggio di 1-6 6-4 3-6.

Buono e con tanti rimpianti anche il torneo di Bellucci, giustiziere degli argentini e sconfitto al terzo turno dall’altra promessa spagnola Landaluce. Il lombardo supera con un doppio 6-4 Burruchaga all’esordio, poi Etcheverry nel turno successivo in tre partite per 5-7 6-2 6-3. Delude Cobolli atteso a Roma da tante aspettative. Ammesso direttamente al secondo turno batte in due set, 7-6 6-3 il francese Atmane ma poi cede, in due set, sotto i colpi dell’argentino Tirante per 3-6 4-6. Deludono ancora Berrettini, ora fuori dai primi 100 e Sonego, entrambi eliminati al primo turno, rispettivamente ad opera dell’australiano Popyrin e del peruviano Buse.

Tanti rimpianti per l’esordiente Cadenasso, dopo aver dominato per una gara e mezza e vinto il primo set al tie-break, cede il secondo per 6-4 e poi crolla di schianto nel terzo per 6-0 contro l’argentino Tirante. Rimpianti pure per la giovane promessa Cina che non riesce a dare seguito all’ottimo primo set vinto per 6-4, salvo poi cedere gli altri due per 1-6 3-6 contro il belga Blockx.

Nulla da fare, invece, per Maestrelli contro il più esperto spagnolo Bautista-Agut, nonostante l’ottima gara persa soltanto per 3-6 6-7. Detto del grande successo nel torneo di doppio, anche qui erano 60 anni che una coppia italiana non vinceva a Roma, grazie al duo Bolelli-Vavassori che in tre set hanno avuto la meglio sul duetto iberico-argentino Granolles-Zeballos, il ranking si presenta questa settimana con qualche scossone.

Immutate le posizioni dal n.1 al n.6 anche se Sinner aumenta il gap nei confronti di Alcaraz, n.2, fermo ai box. Al n. 3 c’è sempre Zverev, al n. 4 Djokovic, al n. 5 Auger-Aliassime, al n. 6 Shelton. Grazie alla semifinale sale di due posizioni Medvedev, ora n. 7, mentre scendono di una Fritz, ora n. 8 e De MInaur, ora n. 9. Guadagna un posto Bublik ed entra in top ten al n. 10.

Per quanto riguarda gli altri azzurri, con la posizione persa, Musetti esce dai primi dieci e si piazza al n. 11, incalzato da Cobolli confermatosi al n. 12. Sale di 4 gradini Darderi attestandosi al n. 16, mentre perde 3 posti Sonego, ora n. 69. Bel balzo in avanti di Bellucci, ottiene 8 posizioni e raggiunge il n. 72. Ancora meglio fa Arnaldi che grazie ai 10 posti guadagnati rientra in top 100 al n. 96, ultimo degli italiani tra i primi 100.

ROBERTO ERRANTE