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Napoli tutto nero

Lento, impacciato, povero d’idee. In difficoltà anche da un punto di vista atletico. Dopo due vittorie consecutive, al primo vero banco di prova il Napoli di Garcia è caduto in casa contro la Lazio. Non propriamente felice l’esordio della terza maglia, tutta nera, presentata per l’occasione. Naturalmente, la colpa della debacle non può essere attribuita alla casacca. Un anno fa, a campi invertiti, il Napoli lo stesso si presentò in completo scuro, inaugurando la prima di una lunga serie di vittorie consecutive, che poi portarono allo scudetto. Quella sera dello scorso settembre, segnarono Kim e Kvaratskhelia. Oggi il coreano non c’è più, con il sostituto scelto dalla società ritenuto non ancora pronto dal suo allenatore.

Per quanto riguarda il georgiano, dopo aver strabiliato la stagione precedente dovrà trovare presto il modo di aprire nuovi varchi al suo talento, con gli avversari che sembrano avergli preso inesorabilmente le misure. Eppure aveva iniziato piuttosto bene il numero 77, con un paio di giocate delle sue che avevano fatto tremare i capitolini. Al 21’, una bella conclusione di destro da fuori area ha costretto Provedel all’intervento prodigioso con la mano di richiamo. Polveri bagnate per Osimhen, che ha avuto una sola buona occasione da azione d’angolo ma il colpo di testa del nigeriano si è spento di poco al lato. Poi la Lazio ha preso il sopravvento a centrocampo. Male Olivera, maltrattato letteralmente da Felipe Anderson sulla fascia di competenza. Al 30’ il brasiliano ha vinto un rimpallo ed ha messo al centro per Luis Alberto, lasciato colpevolmente libero in area di deviare di tacco il pallone in rete. Meret, che pure non ha trovato un buon riflesso nella circostanza, è stato il meno responsabile di tutti.

Ai padroni di casa non è bastato nemmeno il colpo di fortuna materializzatosi, poco dopo, sulla conclusione sporca di Zielinski dal limite dell’area, trasformata nel gol del pareggio da un paio di deviazioni fortuite dei laziali. Decisivo il doppio errore proprio del polacco al 52’, con pallone sanguinoso lasciato alla ripartenza di Felipe Anderson, che al messo al centro per Kamada, bravo a sfruttare un velo di un compagno per poi piazzare il colpo vincente in diagonale. Il Napoli si è completamente sciolto dopo la rete dell’1-2. Soltanto i centimetri di fuorigioco di Zaccagni, colti dalla tecnologia, hanno consentito ai campioni d’Italia di ottenere una sconfitta onorevole perlomeno dal punto di vista del risultato. Sono state ben due i gol annullati alla Lazio. Ma i partenopei non hanno trovato nemmeno il sussulto sul piano del morale. La squadra di Garcia è sembrata un pugile in balia dell’avversario in attesa soltanto del colpo del ko. In tutto questo, impalpabile l’esordio di Lindstrom, naturalmente da rivedere in un contesto migliore. E così, dopo due sconfitte consecutive, l’ex Sarri ha trovato i primi tre punti in campionato, vincendo nuovamente a Fuorigrotta dopo il blitz di aprile. Ora c’è la sosta, con la palla che passerà alla nazionale dell’altro ex Spalletti. Per Garcia, nel frattempo, ci sarà tanto da lavorare.

Domenico Fabbricatore