A Sinner non basta il cambio dell’allenatore. Nuovo ritiro per Berettini
Il tennis italiano non sta attraversando un buon momento, tra infortuni, cali di forma e sconfitte inaspettate, la situazione che si prospetta, in vista dei due masters1000 americani, Indian Wells e Miami, non è del tutto edificante. E dire che la settimana era iniziata con buoni propositi, in programma vi erano tre tornei, due addirittura di categoria 500, quello ricco di Dubai, negli Emirati e quello affascinante di Acapulco, la paradisiaca località messicana nota in tutto il mondo. A cui faceva da contorno il torneo di Santiago del Cile, series 250, che chiudeva la stagione su terra sudamericana. Eppure nonostante le grosse aspettative, per i colori azzurri sono arrivate solo tante delusioni. Ad Acapulco, infatti, erano presenti Berrettini e Sonego, mentre a Dubai erano iscritti Sinner e Musetti, ossia il meglio del tennis nostrano. Sul cemento messicano si consumava l’ennesimo black out per Berrettini, già reduce dalla deludente partecipazione di Rio, dove nei quarti era stato eliminato dall’iberico Alcaraz. Il romano era costretto ad un nuovo forfait, stavolta addirittura al primo turno contro l’americano Tommy Paul. Nonostante avesse vinto il primo set, l’azzurro nel bel mezzo del secondo ha accusato il riacutizzarsi del problema ai muscoli addominali, per cui, a scopo precauzionale, in vista della stagione agonistica sempre più fitta ha preferito ritirarsi. Nella stessa manifestazione grande delusione anche per Sonego, che pure era reduce da una buona tournee in Sudamerica, dove aveva centrato le semifinali a Buenos Aires e i quarti a Cordoba. Il torinese è caduto malamente all’esordio ad opera del qualificato statunitense Wolf, a nulla è valsa la buona partenza con la vittoria del primo set, salvo poi cedere di schianto negli altri due. Ad aggiudicarsi il torneo è stato un Nadal in grande spolvero, il quale dopo essersi sbarazzato in due set di Medvedev in semifinale, non aveva difficoltà a battere il sorprendente brittannico Norrie in finale per 6-4 6-4. A Dubai c’era il rientro di Sinner, dopo lo stop forzato causa covid e soprattutto dopo il clamore del cambio di allenatore. L’altoatesino, infatti, dopo anni di fortunato sodalizio con Riccardo Piatti, che lo ha preso sotto la sua guida sin dall’età di 13 anni, ha deciso di affidarsi alle cure di Vagnozzi e del suo staff. Sinner ha faticato parecchio, al primo turno, per avere ragione dello spagnolo Davidovich Fokina. Inizio da brividi, perde meritatamente il primo set, poi nel secondo annulla ben tre match points, prima di ritrovarsi e vincere il tie-break. Sull’abbrivio dello scampato pericolo, l’altoatesino entrava decisamente in partita e vinceva alla grande set ed incontro. Nel round successivo, contro il britannico Murray, Sinner sfoderava una prestazione super, una delle sue tanto per intenderci, annichilendo l’avversario e lasciandogli solo le briciole, 7-5 6-2 lo score che non dava adito a commenti. Sembrava essere ritornato ed, invece, l’azzurro contro il rivale amico Hurkacz, che già lo aveva battuto in finale a Miami lo scorso anno, si faceva nuovamente irretire, non riuscendo mai veramente ad entrare in partita e uscendo dal torneo inopinatamente nei quarti. Qualche attenuante, di contro, per Musetti, sfortuna ha voluto che il sorteggio subito lo mettesse di fronte al rientrante Djokovic. Il pronostico del match era fin troppo scontato e così è stato, il serbo in due set si è sbarazzato del carrarese, nonostante abbia disputato un buon incontro. Qualche appunto, comunque, a Musetti va fatto, purtroppo il solito gioco difensivo, posizionato spesso ben oltre la linea di fondo è sembrato inappropriato, se solo avesse osato maggiormente, fosse entrato più nel campo, contro un Djokovic apparso non ancora al 100%, probabilmente la gara avrebbe preso un’altra piega. Il torneo è stato vinto dal russo Rublev contro il ceco Vesely arrivato fino in fondo dopo aver superato nei quarti Djokovic e in semifinale, dopo un’autentica maratona finita con tre tie-break, il canadese Shapovalov. Vesely nulla ha potuto contro un Rublev in grande spolvero che lo ha regolato col punteggio di 6-3 6-4. Infine a Santiago del Cile era presente Cecchinato che ancora una volta ha deluso profondamente subendo l’ennesima, cocente, eliminazione al primo turno, stavolta ad opera del serbo Kecmanovic, a cui sono bastati soltanto due set, per aggiudicarsi il match con estrema facilità. Per il palermitano si sono evidenziati i soliti problemi di tenuta mentale, aggiunti a limiti di natura tecnica, tant’è che al termine dell’incontro lo stesso si è lasciato andare ad episodi di nervosismo, proprio a denotarne l’attuale condizione. Lo spagnolo Martinez ha vinto il torneo battendo in finale l’argentino Baez soltanto al terzo set, 4-6 6-4 6-4 lo score. Ma la grande novità della settimana è che Djokovic ha perso il trono, a Dubai, infatti, è finita l’era del serbo, ininterrottamente in vetta alla classifica mondiale dal 3 febbraio 2020. All’ex numero uno è costata cara l’esclusione dagli Australian Open, causa la mancata vaccinazione anticovid, i 2000 punti ottenuti con la vittoria nello slam australiano, la scorsa stagione, sono stati cancellati dalla sua classifica che ne hanno decretato la retrocessone al secondo posto. Come preannunciato, quindi, grosse novità per quanto riguarda il ranking e soprattutto per i primi dieci porti. Il russo Medvedev, come detto scavalca Djokovic ed ora è il n. 1 del mondo, pertanto il serbo scende al n. 2, seguito da Zverev che resta n. 3. Novità anche al quarto posto che viene ripreso da Nadal, grazie al successo di Acapulco scavalca Tsitsipas che ora è 5°. Rublev con la vittoria di Dubai ora è sesto, ai danni di Berrettini che a causa del ritiro ad Acapulco non guadagna punti e scende alla posizione n. 7. 8° e 9° sono rispettivamente Ruud e Auger-Aliassime, mentre la vittoria di Hurkacz su Sinner permette al polacco di scavalcare proprio l’azzurro ed entrare nella top ten al n.10. Sinner, quindi, è n. 11, Sonego resta fermo al 21° posto, mentre Fognini è sempre n. 38. Sale di un gradino Musetti attestandosi al posto n. 57, la sconfitta al primo turno di Santiago costa cara a Cecchinato che perde ben 5 posizioni e scende al n. 95, chiudendo la top cento degli italiani.
ROBERTO ERRANTE
