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Gianluca Ceglia, dal nulla al titolo Europeo

Gianluca Ceglia, pugile di San Valentino Torio racconta come sta vivendo il tempo che manca all’incontro per il Campionato Europeo dei pesi leggeri che lo vedrà protagonista il 14 Agosto in Finlandia

Gianluca Ceglia (16v3s1p) da San Valentino Torio scalpita per tornare sul ring. L’appuntamento è per il 14 agosto quando il pugile affronterà il Kossovaro naturalizzato finlandese Edis Tatli (32v3s) nel match che mette in palio il titolo europeo EBU dei pesi leggeri, attualmente vacante.

Si tratta di un’occasione importante per il boxeur di San Valentino Torio che non si lascerà sfuggire l’occasione di poter diventare campione europeo. Ricordiamo che Tatli ha già detenuto il titolo europeo dal 2016 al 2018, cintura per la quale ha combattuto in sette occasioni con un bilancio di sei vittorie e una sconfitta contro Francesco Patera.

Nel 2014 il pugile naturalizzato finlandese ebbe la grande occasione di combattere per il mondiale WBA davanti al suo pubblico venendo però sconfitto ai punti dal cubano Richar Abril.

“Finalmente si boxa“, queste le prime dichiarazioni dello sfidante di Tetli, la determinazione negli occhi. Sa bene Gianluca che quest’ incontro può avere delle conseguenze importanti sulla carriera futura.

“Sono consapevole che una sconfitta o una vittoria possono cambiarti definitivamente la vita, ma io sono pronto. Questa avventura mi affascina particolarmente e come ho sempre fatto da quando pratico la boxe, ho voglia di vincere“.

Un allenamento costante e continuo, fatto di sparring, corsa in montagna ed esercitazione in palestra.

“Sto lavorando per contenere il mio avversario molto veloce e bravo tecnicamente”.

Un match sulle 12 riprese che il pugile nostrano sta preparando allenandosi con la caparbietà e la concentrazione che gli competono.

Il 14 agosto Gianluca se la vedrà contro un avversario ostico ma sul ring non è la forza che conta. Sono le emozioni. Sono loro che guidano la mente e la psiche, e che ti guidano verso la vittoria finale e Gianluca tutto questo lo sa bene. “Amo tutto ciò che il ring è in grado di darti a livello psicologico e anche emotivo, il confronto con un avversario che vuole imporsi su di te, e tu lo stesso con lui. E’ lo scontro di due menti, e la vittoria va a quello che sarà stato più astuto in quel momento. Il pugilato è uno sport di testa e la mente deve sapere reagire a emozioni forti e continue. E la tua stessa mente deve essere costante anche dopo una vittoria, per non abbassare la guardia e rischiare di scendere”

La dote del bravo pugile?

“Non ce n’è una sola. Servono intelligenza, pugno, resistenza, voglia, serietà. Se ne manca una di queste non andrai avanti. Nel pugilato a certi livelli, arrivi a disputare un mondiale perché ci sei con la testa, altrimenti esci prima. Uno intelligente va avanti, uno stupido rimane dov’è”.

E Gianluca è un ragazzo intelligente oltre che un serio professionista.

Francesco D’Antuono; AtletaMagazine.it