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Il Maestro è Jannik Sinner, vince anche le ATP Finals primo italiano nella storia

Il Re dei Re. Il maestro dei maestri. Sinner vince anche le ATP Finals e conclude in maniera strepitosa una stagione leggendaria che rimarrà per sempre impressa nella storia del tennis non soltanto italiano ma mondiale. Jannik lo fa vincendo un torneo perfetto, nessuna sconfitta, nessun set perso, cinque vittorie su cinque, l’ultima volta ci era riuscito Ivan Lendl nel lontano 1986. Messi in fila: De Minaur, Fritz, Medvedev, Ruud ed ancora Fritz, ai quali l’azzurro ha lasciato solo le briciole. Tutti sanno come battere Sinner ma poi perdono regolarmente, questa è la forza dell’altoatesino che si sta rivelando il più grande di tutti i tempi, degno erede dei big tre. Quel che è successo a Torino è una cosa che per il tennis italiano, nella sua storia, fino a pochi anni sarebbe stato qualcosa di inimmaginabile. Sinner è arrivato laddove nessun tennista azzurro aveva mai osato, un italiano che vince le Atp Finals, aggiudicandosi il titolo di Maestro e lo fa in Italia.

L’azzurro, dunque, chiude un 2024 da sogno vincendo la finale con un’altra partita perfetta, micidiale nei games decisivi, cinico nello sfruttare le palle break. Fritz ha giocato al di sopra delle sue possibilità, lo ha fatto pure nel match del round robin, ma non appena ha allentato la presa e concesso qualcosa al servizio, Sinner ne ha approfittato per piazzare i due break che hanno deciso la finale. Era dal 1976, allorquando Adriano Panatta vinse gli Internazionali, che il tennis italiano non gioiva per un trionfo in un torneo di questa caratura vinto in casa. Con il successo alle Finals, Jannik, già premiato come n. 1 del ranking, ha guadagnato 1.500 punti, aumentando ancora di più il vantaggio, che sta diventando ormai abissale, sul resto del mondo: chiude con 11.830 punti, ben 3.915 in più rispetto a Zverev, numero 2, eliminato in semifinale da Fritz.

E il distacco sarebbe ancora maggiore, se non fosse che a Sinner sono stati tolti i 400 punti per il caso della positività al Clostebol riscontrato a Indian Wells, altrimenti la differenza sarebbe addirittura di 4.315 punti. Sinner veniva inserito nel gruppo intitolato a Ilie Nastase insieme a De Minaur, Fritz e Medvedev, mentre l’altro raggruppamento intitolato a John Newcombe era composto da Alcaraz, Zverev, Ruud e Rublev. C’era qualche leggero timore per l’esordio, l’azzurro, infatti, arrivava da alcune settimane senza aver giocato, causa un virus aveva dovuto rinunciare all’ultimo masters1000 stagionale, quello di Parigi Bercy, per cui bisognava testare la tenuta agonistica.

Una volta in campo, però, per Jannik diventava tutto facile, nonostante l’impegno profuso e l’ottima gara disputata l’australiano De Minaur doveva arrendersi in due set col punteggio di 6-3 6-4. Avversario della seconda partita era l’americano Fritz, che nel frattempo aveva battuto Medvedev nella prima giornata, per cui il sorteggio ha voluto che s’incontrassero i due vincitori. Lo statunitense, in forte ascesa e in grande forma, gioca un match impeccabile, al di sopra delle righe, impegna severamente Sinner che come un falco riesce a capitalizzare al massimo le poche palle break offerte dall’avversario. Alla fine con un duplice 6-4 l’azzurro porta a casa l’incontro e la qualificazione.

C’è Medvedev nell’ultima gara del round robin, il russo ha bisogno di una vittoria per qualificarsi, per l’ennesima volta alla vigilia afferma di poter battere Jannik. Ma per l’ennesima volta il match non ha storia, vince Sinner in due set per 6-3 6-4, aumentando il conto delle vittorie su Medvedev. Il nostro porta colori, infatti, ora conduce 8-7 negli scontri diretti che avevano visto un parziale iniziale di 6-0 per il russo. Come sono lontani i tempi in cui Daniil sbadigliava schernendo Sinner per la superiorità del suo gioco. Fuori clamorosamente Alcaraz nell’altro gruppo, uno dei due semifinalisti, chiudeva primo Zverev, era Ruud che affrontava proprio Sinner.

Una semifinale alla vigilia prospettata insidiosa veniva ridotta da Sinner quasi ad un allenamento che in poco più di un’ora asfaltava il malcapitato norvegese il quale subiva il pesante passivo di 6-1 6-2. Si arriva, così, alla finale, ad attendere l’azzurro c’è nuovamente Fritz che a sorpresa in semifinale si è sbarazzato di Zverev dato per grande favorito. L’americano anche stavolta gioca allo spasimo, costringe agli straordinari Sinner, ma anche stavolta deve piegarsi al n. 1 del mondo che lo regola nuovamente con un duplice 6-4. Con la vittoria della ATP Finals si conclude una stagione straordinaria, con 8 titoli in carniere di cui due tornei dello slam (Australian Open e US Open) e tre Masters1000 (Miami, Cincinnati e Shangai) e con la consapevolezza di essere il più forte tennista del mondo.

A Torino si sono disputate le finals anche del doppio, che ha visto la partecipazione della coppia Bolelli-Vavassori, i quali esordivano alla grande battendo in due set 6-2 6-3 il duo Bopanna-Ebden, salvo poi disunirsi e perdere gli altri due incontri, prima con i tedeschi Krawietz-Puetz col punteggio di 5-7 4-6 e poi in tre set (3-6 6-3 3-10) contro Arevalo-Pavic, venendo mestamente eliminati. L’ultima classifica dell’anno si chiude con Sinner, come detto, che aumenta addirittura il margine su Zverev che si conferma n. 2. Resta terzo Alcaraz, mentre grazie alla finale giocata Fritz guadagna una posizione e chiude al n. 4, scalzando Medvedev che scende al n. 5. Sale di un gradino pure Ruud, ora n. 6, continua a scendere, invece, Djokovic ora n. 7, si confermano nn. 8-9-10 rispettivamente Rublev, De Minaur e Dimitrov. Per quanto riguarda gli azzurri, Musetti chiude al n. 17, Cobolli al n. 32, Berrettini al n. 35, Arnaldi al n. 37, Darderi al n. 44, Sonego al n. 53, Fognini al n. 84, mentre si regala la soddisfazione di entrare nella top cento Bellucci che proprio al n. 100 chiude la pattuglia azzurra.

ROBERTO ERRANTE