Tennis, conclusa la stagione sportiva 2021
Con la conclusione delle ATP Finals si è chiusa ufficialmente la stagione 2021 del circuito professionistico. La prossima settimana si disputeranno le fasi finali della Coppa Davis, l’Italia è inserita nel girone con gli Stati Uniti e la Colombia e le cui gare avranno luogo al Pala Alpi Tour di Torino, lo stesso impianto che ha ospitato le finali ATP. Non si fermerà il circuito minore dei Challenger che vedrà la disputa di numerosi tornei fino alla metà di dicembre e dove saranno impegnati diversi giovani tennisti italiani che cercheranno di migliorare la loro classifica. Le ATP Finals non hanno deluso le aspettative, a sfidarsi i migliori del mondo, lo spettacolo e le sorprese non sono mancate, purtroppo per i colori azzurri anche in negativo. L’organizzazione dell’evento è stata impeccabile, la cornice di pubblico degna di un torneo del grande slam. La formula è stata sempre la stessa, due gironi di quattro tennisti a sfidarsi tutti, i primi due classificati accedevano alle semifinali, incrociate. Assente dai primi otto Nadal che, causa infortunio, aveva già rinunciato da tempo a partecipare. Al suo posto il norvegese Ruud, mentre Sinner, che dopo la semifinale di Vienna aveva cullato il sogno di entrare dalla porta principale, ha dovuto accontentarsi di partecipare come riserva, salvo, poi, come vedremo, essere protagonista. Nel primo girone, il “red group”, facevano parte: Djokovic, Tsitsipas, Rublev e Ruud, mentre nel secondo, il “green group”, vi erano: Medvedev, Zverev, Berrettini ed Hurkacz. Secondo previsioni il “gruppo rosso” è stato stravinto da Djokovic che non ha lasciato neppure un set agli avversari e dove Tsitsipas, già in dubbio alla vigilia per un problema al gomito, dopo il primo match, perso contro Rublev è stato costretto al ritiro. Djokovic batteva Ruud 7-6 6-2, poi si sbarazzava di Rublev per 6-3 6-2 ed, infine, travolgeva Norrie, che nel frattempo aveva sostituito Tsitsipas, per 6-2 6-1. Con il serbo primo qualificato nel girone, a sorpresa era il norvegese Ruud a staccare il secondo biglietto per le semifinali, vincendo prima con Norrie, seppure al terzo set e poi, anche se a fatica, con il russo Rublev, aggiudicandosi il tie-break del terzo set. Sicuramente più emozionante l’altro raggruppamento che vedeva la partecipazione del nostro portacolori Berrettini, il quale partiva con grossa fiducia e grandi ambizioni. La Dea bendata, purtroppo, però, ha nuovamente voltato le spalle all’azzurro che proprio nella gara d’esordio contro il tedesco Zverev, dopo aver giocato un gran primo round, perso per mera sfortuna al tie-break, era costretto a ritirarsi all’inizio del secondo set per il ripresentarsi dell’infortunio agli addominali. Al suo posto, secondo regolamento, subentrava la riserva Sinner che esordiva direttamente alla seconda giornata contro il polacco Hurkacz. L’altoatesino non tradiva le aspettative, disputava una partita magistrale battendo nettamente l’avversario per 6-2 6-2. Sinner ereditando la sconfitta di Berrettini, nonostante il successo, aveva, comunque, le speranze di qualificazione ridotte al lumicino perchè non era padrone del suo destino, in pratica doveva battere il russo Medvedev e sperare che Hurkacz superasse Zverev all’ultimo turno. Il tedesco, tuttavia, non aveva problemi a sbarazzarsi del polacco in due set, per cui Sinner scendeva in campo sapendo già di essere stato eliminato. L’azzurro dopo una partenza da brividi e perso il primo set per 6-0, si rimetteva in carreggiata, cominciava a macinare gioco, supportato dal pubblico di Torino, si aggiudicava il secondo al tie-break. Anche il terzo si rivelava molto equilibrato, si approdava anche qui al tie-break e stavolta era Medvedev a vincere set e match. Da segnalare il comportamento poco corretto del russo sia nei confronti del pubblico, sia dell’avversario, spesso lasciandosi andare in atteggiamenti provocatori. Con lo stesso qualificatosi come primo, era Zverev il secondo a passare il turno, per cui le semifinali vedevano di fronte Djokovic contro lo stesso teutonico e Medvedev contro Ruud. Se proprio tale incontro non riservava sorprese, terminando 6-4 6-2 in favore di Medvedev, era l’altra gara a regalare emozioni forti. Partiva a spron battuto Zverev che si aggiudicava il primo set al tie-break, ma nel secondo doveva subire il ritorno prepotente di Djokovic che vinceva 6-3. Sembrava fatta per il serbo ma il tedesco si riprendeva e rientrava in partita, portando a casa la semifinale grazie ad un perentorio 6-3. In finale sembrava non dovesse esserci quasi storia in favore di Medvedev, ma il russo entrava in campo scarico, di contro Zverev era determinato e concentrato a vincere la manifestazione per il secondo anno consecutivo. Così è stato, il tedesco ha vinto abbastanza agevolmente la finale in due set, 6-4 6-4 lo score, con l’avversario in pratica mai in partita, mai che abbia dato la sensazione di poter aggiudicarsi l’incontro. Per il secondo anno, dunque, è Zverev a vincere le Finali, se l’anno scorso è stato quasi a sorpresa, quest’anno il tedesco ha dimostrato di essere in splendida forma, meritando ampiamente il successo. Per quanto riguarda il doppio, la manifestazione è stata vinta dal duo francese Herbert/Mahut, contro la coppia angloamericana Salisbury/Ram in due set, 6-4 7-6 il risultato. La classifica definitiva (restano da giocare alcuni challenger che poco influiranno, specie tra i primi cento), vede immutati i primi nove, nell’ordine: Djokovic, Medvedev, Zverev, Tsitsipas, Rubev, Nadal, Berrettini, Ruud e Hurkacz. Si riprende il n. 10 Sinner, grazie ai 200 punti guadagnati con la vittoria su Hurkacz, chiude così la stagione con l’obiettivo prefissato ad inizio 2021, cioè entrare tra i primi 10 del mondo. Il terzo degli italiani è Sonego che chiude l’anno al n. 27, Fognini al n. 37, bene Musetti che nonostante qualche appannamento nel finale di stagione chiude 59°. Guadagnando una posizione Mager, ottimo il suo 2021, si ferma al 62° posto, mentre Travaglia si posiziona 78°. Cecchinato scende di ben tre gradini ed ora è n. 99, ultimo degli italiani tra i primi cento del ranking.
ROBERTO ERRANTE
