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Torna al successo Camila Giorgi, settimana opaca per gli azzurri

Settimana da archiviare in fretta, tra precoci eliminazioni e ritiri, il tennis azzurro non è stato all’altezza delle grandi occasioni. Ma andiamo per gradi partendo dal torneo più importante, dei tre in programma, ossia l’ATP500 di Rio de Janeiro. Ai nastri di partenza si presentavano Musetti e Fognini, l’altro italiano Cecchinato, usciva già al primo turno di qualificazione, eliminato in due set dal cileno Tabilo. Fognini, dopo aver superato all’esordio il cileno Barrios Vera per 6-2 6-3, aveva la sfortuna di incappare, nel turno successivo, in Alcaraz. Il ligure, tuttavia, riusciva a strappare il primo set al tie-break, ma poi doveva arrendersi allo strapotere dello spagnolo che si aggiudicava gli altri due set per 6-2 6-4. Peggio faceva Musetti battuto al primo turno dal qualificato cileno Jarry il quale gli infliggeva un sonoro 6-4 6-1. La finale è stata in pratica il bis di quella di Buenos Aires e cioè tra Alcaraz e Norrie ma stavolta a parti invertite. Se in Argentina, infatti, ha trionfato lo spagnolo, stavolta, al termine di un match molto combattuto, deciso al terzo set, è stato l’inglese a spuntarla, nonostante il primo set se lo fosse aggiudicato l’avversario. Il punteggio di 5-7 6-4 7-5 la dice lunga sulla spettacolarità della gara. A Doha, in Qatar, era in calendario, invece, uno dei due series 250, a rappresentare i colori azzurri c’era il solo Sonego perché Arnaldi e Passaro non erano riusciti a superare nemmeno il primo turno di qualificazione. Il torinese, tuttavia, subiva l’ennesima, cocente, eliminazione stagionale al primo turno, stavolta ad opera del redivivo Murray, nonostante l’illusorio primo set, subiva il ritorno prepotente dell’inglese che si aggiudicava il secondo con un sonoro 6-1. Si andava, così, al terzo, che dopo un lungo testa a testa veniva deciso da un tie-break giocato in maniera incomprensibile dall’italiano, in vantaggio per 3-0, finiva per perdere 7-4. Murray dopo il successo su Sonego, arrivava addirittura in finale, lì il suo cammino si arrestava di fronte a Medvedev che con un duplice 6-4 si aggiudicava la manifestazione. Infine a Marsiglia, nell’altro ATP250, c’era grande attesa per Sinner, quest’ultimo dopo aver ricevuto un bye, in quanto testa di serie n. 2, era costretto al ritiro nel secondo turno, ancor prima di scendere in campo, a causa di un attacco influenzale, dove ad attenderlo c’era il francese Fils, nella replica della partita giocata a Montpellier. Nulla da fare, invece, per Brancaccio fermato, al secondo turno di qualificazione, dall’olandese Brouwer, vittorioso in due set, 6-1 6-4 lo score. In Francia era il polacco Hurkacz a conquistare il titolo, sbarazzandosi in finale del francese Bonzi per 6-3 7-6. Se il circuito maggiore è stato, quindi, avaro di soddisfazioni per i nostri portacolori, in quello dei challenger c’è stato rammarico per la finale, stavolta persa a differenza di Cherbourg, da Zeppieri a Rovereto. Il romano non è riuscito a ripetersi e, soprattutto, a contrastare il gioco potente dello svizzero Stricker, seppure il primo set è stato deciso soltanto al tie-break, salvo poi cedere nel secondo per 6-2. Di tanto in tanto diamo un’occhiata anche al tennis femminile che, a differenza di quello maschile, da diversi anni è avaro di soddisfazioni. Segnaliamo, tuttavia, il ritorno al successo di Camila Giorgi, che si aggiudica il torneo di Merida in Messico, quarto titolo in carriera, battendo la svedese Peterson col punteggio di 7-6 1-6 6-2. La classifica settimanale vede tutto immutato nei primi quattro posti, anche se Alcaraz con i 300 punti di Rio si avvicina pericolosamente a Djokovic che, quindi, si conferma n. 1, Alcaraz è n. 2, mentre Tsitsipas è n. 3. Ruud è fermo al n. 4. Con due posizioni guadagnate ora il n. 5 è Fritz, seguito da Rublev n. 6 che scende di un posto, con Medvedev che continua la sua risalita ed ora si porta al n. 7. Nadal scende di 2 gradini posizionandosi all’8° posto, seguito da Auger-Aliassime n. 9 e da Rune che al n. 10 chiude la top ten. Il ritiro a Marsiglia costa una posizione a Sinner che scende al n. 13, stabile Musetti 18°, come pure Berrettini fermo al n. 24. Sonego e Fognini risalgono entrambi di 4 posizioni,  portandosi rispettivamente al n. 67 e al n. 82. Chiude la top cento degli italiani Cecchinato  che pur perdendo un posto è n. 91.

ROBERTO ERRANTE