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Alla Rod Laver Cup commovente addio al tennis di Federer. Torna a sorridere Sonego che si aggiudica il torneo di Metz, il terzo in carriera

Conclusasi la parentesi della Coppa Davis che ha visto l’Italia dominare il proprio girone, battendo nell’ordine: Croazia, Argentina  e Svezia e staccando, così, il biglietto per i quarti di finale dove affronterà gli Stati Uniti, il circuito ATP è ripreso con i tornei indoor e che concluderanno la stagione a fine novembre quando, a Torino, si svolgeranno le ATP finals. Finale a cui sperano ancora di entrare Sinner e Berrettini, anche se attualmente nella race, la speciale classifica che tiene conto solo dei risultati conseguiti durante l’anno, si trovano molto indietro rispetto ai primi 8. La settimana è stata caratterizzata anche dal consueto e affascinante appuntamento con la Rod Laver Cup, una competizione a squadre di esibizione che vede ogni anno affrontarsi il team Europa e il Resto del Mondo. Dopo anni di dominio assoluto da parte dei blu europei, quest’anno a vincere per la prima volta e stata la squadra rossa che racchiude tutti gli altri continenti. L’Italia era rappresentata da Berrettini che ha disputato un singolare e due doppi e il cui apporto è stato sicuramente positivo se si considera che ha battuto Auger-Aliassime nel match d’esordio e vinto anche il successivo incontro di doppio in coppia con Djokovic, contro il duo Sock-De Minaur. La selezione dei tennisti europei – una corazzata formata da Federer e Nadal, che però hanno entrambi lasciato dopo il loro match, Novak Djokovic, Andy Murray, Casper Ruud e Stefanos Tsitsipas, con Matteo Berrettini e Cameron Norrie riserva – era in vantaggio dopo i match di sabato e domenica ma ha subito tre decisive sconfitte nella terza giornata in cui, come da regolamento, si assegnavano tre punti per ogni vittoria (contro un punto nella prima e due nella seconda). 13-8 il punteggio finale, decisivo il successo di Tiafoe contro Tsitsipas. In precedenza Murray e Berrettini avevano perso al super tie-break contro Sock e Auger Aliassime, ko anche Djokovic, dolorante ad un braccio, in singolare sempre con Auger. A esultare, per la prima volta è stato quindi il capitano del Resto del Mondo, John McEnroe, sotto gli occhi del suo antico rivale, Bjorn Borg, che guidava il team super e grande favorito della vigilia. Niente trofeo d’addio, dunque, per Roger Federer, il fuoriclasse svizzero a Londra ha disputato il suo ultimo match, in coppia con Rafael Nadal, contava sul team Europa per alzare la ‘Rod Laver Cup’, l’ennesimo trofeo di una carriera inimitabile. Commovente il suo addio, l’elvetico in lacrime, tra le ovazioni e un tripudio di applausi decretati dal pubblico presente ad un fuoriclasse assoluto, sicuramente uno dei più grandi di tutti i tempi. Per coloro che non erano presenti alla Rod Laver Cup, invece, è ripresa la stagione agonistica con due tornei series 250, a San Diego e a Metz. Ed è proprio su quest’ultimo torneo che sono puntati i nostri fari, a vincerlo, infatti, è stato Lorenzo Sonego che finalmente vede un po’ di luce in fondo al tunnel dove si era cacciato, per un 2022 sin qui quasi disastroso e che lo ha visto precipitare oltre il 60° posto in classifica.  L’azzurro chiude la sua miglior settimana dell’anno dominando il torneo francese senza perdere nemmeno un set. Anche la finale non fa eccezione, un 7-6, 6-2 rifilato al kazako Alexander Bublik, che dura un set e poi fa…il Bublik. Tweener non necessari, servizi da sotto e addirittura una volèe non chiusa perché giocata con il manico. Poco male per il piemontese, che diventa il quarto italiano a conquistare un titolo ATP nel 2022 dopo Matteo Berrettini (Stoccarda e Queen’s), Lorenzo Musetti (Amburgo) e Jannik Sinner (Umago). Non solo, Sonego ha festeggiato in Francia il suo terzo titolo della carriera, il primo titolo sul cemento dopo Antalya 2019 (erba) e Cagliari 2021 (terra rossa). Dopo Seppi, è il secondo azzurro a vincere un torneo su tre superfici diverse. Un risultato che riporterà il torinese in Top 50. Si diceva della settimana perfetta di Sonego che lungo il cammino ha lasciato scalpi molto importanti, ha giocato un tennis molto efficace, un servizio quasi perfetto, ha messo pressione agli avversari ma soprattutto è stato sempre continuo. Già al primo turno schiantava in due set il carrarmato sovietico Karatsev superandolo per 7-5 6-3. Qualche leggera difficoltà in più nel turno successivo contro il veterano, padrone di casa, Simon, un primo set vinto, però, poi abbastanza facilmente al tie-break, per poi regolare il francese nel secondo con un eloquente 6-4. E’ nei quarti che Sonego innesta la marcia, spazzato via con un duplice 6-4 l’americano Korda, in semifinale da sfavorito, l’italiano compie l’impresa regolando con un perentorio 7-6 6-4 il polacco Hurkacz, testa di serie n. 2 del torneo. Infine, come detto, la finale senza storia contro Bublik. Nell’altro torneo, quello di San Diego, in una finale tutta a stelle e strisce, a prevalere è Nakashima, che vince il suo primo titolo in carriera, contro l’altro americano Giron, con un doppio 6-4. Da segnalare nel circuito challenger la finale disputata da Pellegrino al torneo di Genova, sconfitto, però, in due set dal brasiliano Monteiro. Pochi scossoni in classifica, almeno per le prime posizioni, soliti movimenti, invece, nelle posizioni di rincalzo dovuti ai tornei. Fino alla nona posizione tutto è rimasto inalterato, con nell’ordine: Alcaraz, Ruud, Nadal, Medvedev, Zverev, Tsitsipas, Djokovic, Norrie e Rublev. La sconfitta in semifinale di Hurkacz a Metz, ad opera di Sonego, permette a Sinner, senza colpo ferire, di rientrare nella top ten, il polacco perde una posizione a favore proprio dell’altoatesino.  Resta 15° Berrettini, fermo anche Musetti che si conferma n. 30, fa un grande balzo in avanti Sonego che guadagna ben 20 posizioni e si porta al n. 45. -3, invece, per Fognini che ora è n. 57, il ligure è anche l’ultimo degli italiani presenti nei primi 100.

ROBERTO ERRANTE