Chi ha tempo non aspetti tempo
Undici partite sono congrue per poter tracciare un primo bilancio sulla stagione della Nocerina. Stampa e addetti ai lavori l’avevano annoverata da subito come una delle favorite se non addirittura, la squadra da battere. Quella costruita ed affidata alla guida tecnica di Mr. Esposito, annovera tra le sue fila, calciatori di una certa caratura tecnica con esperienza da vendere e diversi campionati vinti alle spalle. Gli under, ago della bilancia in questa categoria, hanno dimostrato sul campo le qualità per le quali sono stati scelti, a patto però, che giochino nei loro ruoli naturali.
Il campo, giudice unico ed inequivocabile invece, ha evidenziato un quadro totalmente diverso, risultati altalenanti inferiori alle attese, frutto di prestazioni a dir poco imbarazzanti. Allora il cambio alla guida tecnica, si rende necessario, per dare una scossa alla squadra e rigenerare un ambiente irritato che a gran voce ne chiedeva l’avvicendamento. La scelta ricade su Marco Nappi, istrionico calciatore degli anni 90, con tanta esperienza alle spalle, conoscitore del girone e bravo con i giovani. Grinta, personalità e carattere, il suo biglietto da visita, testimoniato dalle prime uscite con la stampa, e dall’ottimo feeling instaurato con i tifosi. Un grande motivatore insomma, quello che serviva per dare la scossa.
Però una domanda è lecita. La squadra in estate è stata costruita per giocare con un 3-5-2 o 3-4-3, Mr. Nappi invece, è un cultore del 4-3-3. Quindi scelta dettata dal momento o precursiva di un cambiamento radicale? Le tre gare con in panca il trainer romano, hanno visto la Nocerina perdere il derby a Cava, vincere in rimonta contro l’Anzio e pareggiare domenica scorsa contro il San Marzano. Tre gare che anche se diverse tra loro, hanno evidenziato lo stesso grave problema della gestione precedente. Il centrocampo. Numericamente ci siamo, ma qualche elemento è stato forse sopravvalutato, almeno per il campionato che si voleva fare. Qualche altro invece, con il passare delle domeniche sta dimostrando di non essere proprio congeniale al progetto. Nella zona mediana, bisogna stringere i denti fino alla riapertura delle liste e poi fare pulizia.
Dietro invece, urge un esterno basso a destra, magari un 2005 di ruolo, da quella parte si soffre tanto, anzi troppo.e si vede. Per finire con il reparto avanzato, dove sarà necessario fare attente riflessioni e prendere drastiche decisioni. Qualcuno non ha mantenuto assolutamente le aspettative, e girovaga per il campo in cerca non si sa di cosa; qualche altro invece, (ma qui diversi addetti ai lavori lo avevano detto) è giocatore fumoso amante del pallone e fine a se stesso. Qualche altro ancora, pare dia il meglio di se a partita in corso, e anche questo è un dato da tenere in considerazione. Quindi si vuole ancora sperare di realizzare il “sogno”? Bene e allora bisogna intervenire forte sul mercato, farlo con immediatezza, competenza, (all’uopo la figura di un direttore sportivo potrebbe giovare), risolutezza e soprattutto lasciando da parte protagonismi.
Lorenzo Orefice, AtletaMagazine.it
